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Il magazine Irregolare · Mar 4, 2026

Dietro le quinte del nostro IRREGOLARIO.

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Studio Irregolare · Il magazine Irregolare

Uno di quelli che si regalano ai clienti, alla crew, alle collaborazioni preziose che hanno attraversato il nostro 2025. Un oggetto piccolo, da scrivania.
Un prodottino, come si dice con affetto, capace di mettere di buonumore, far riflettere, aprire spiragli di gioco e interpretazione.

Con una condizione non negoziabile: l’ironia.

Quella che non banalizza, ma alleggerisce. Quella che non nasconde, ma rivela.

Si sa, il Natale con le sue feste è pieno di rituali. Buoni propositi. Frasi solenni. Promesse gonfiate dall’anno nuovo. Liste di cose da fare “meglio”, “di più”, “diversamente”.

E se provassimo, citando e parafrasando la poetessa brasiliana Martha Medeiros, a mettere tutto sottosopra? A osservare con curiosità anche il lato cattivo, quello storto? Quello che, se maneggiato con un minimo di maturità, diventa interessante? Persino divertente?

Proviamoci a capovolgere il tavolo, a cambiare marcia.
A parlare, proprio come facciamo su questo canale, a chi ancora non conosciamo.

Riconosciamo che l’irregolare esiste. E ignorarlo non lo rende meno potente.

Da qui l’idea: una sorta di mazzetta da scrivania. Coloratissima, sì. Ma pensata per scegliere molto più di un tono cromatico.

Dodici carte.
Le parole del nostro manifesto.
Un oggetto da toccare, girare, ribaltare.

Ogni carta ha due versi di lettura.
Come succede alle cose vere: dipende da come le guardi.
Dal giorno che è. Dall’umore che hai. Dalla fase che stai vivendo.

Nessuna risposta, solo sfide di carta da affrontare con un sorrisetto.

Solo dopo ce ne siamo accorti che non stavamo creando un gadget.
Stavamo dando forma a un piccolo rito laico quotidiano.

Un invito silenzioso: guarda questa parola oggi come se fosse la prima volta.

E così quello che doveva essere un regalo di Natale è diventato altro.
Un buon auspicio per il 2026.
Un oggetto che resta sulla scrivania, con te. Ti guarda. Non chiede attenzione, ma si fa trovare.

Dodici carte.
Dodici possibilità di rilettura.
Trecentosessantacinque giorni per allenare uno sguardo meno automatico.

Questo Substack nasce esattamente nello stesso modo.
Dal dietro le quinte. Dalle scelte laterali.
Dagli oggetti che, mentre li costruisci, finiscono per spiegarti chi sei.

Se oggi l’Irregolario è nelle tue mani, non è per dirti cosa pensare.
Ma per ricordarti che pensare può essere un gesto quotidiano.
Leggero. Persino ironico.

E che l’irregolare, se accolto,
non è un problema da risolvere,
ma un linguaggio da imparare.

Benvenuto.
Qui si comincia da ciò che non era previsto.

Qual è il tuo imprevisto per oggi?

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Read the original on studioirregolare.substack.com

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