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Quando si guarda uno spettacolo teatrale, è facile pensare alla scena come al risultato finale di un’idea artistica. In realtà, uno spettacolo complesso è un sistema vivente: si lavora contemporaneamente su tempi, linguaggi, problemi pratici, intuizioni improvvise e dettagli minuscoli che devono combaciare perfettamente.
Il teatro non è mai il prodotto di un solo talento. È un processo di costruzione continua, dove ogni reparto modifica e influenza il lavoro dell’altro. Una scelta di regia cambia il disegno luci. Un movimento scenico costringe a ripensare il suono. Un costume trasforma la postura di un attore. Ogni elemento produce conseguenze.
Con il teatro la parola teamwork smette di essere un concetto astratto ed assume la forma di intelligenza collettiva.
Preparare uno spettacolo di grande complessità richiede capacità tecniche, certo, ma soprattutto capacità di coordinare energie molto diverse tra loro. Bisogna saper gestire visioni artistiche, tempi produttivi, fragilità umane, stanchezza, cambi di direzione, emergenze improvvise. Nessuno lavora in isolamento. Tutto dipende dalla qualità delle connessioni. E poi c’è il lavoro intenso di mediare, ascoltare, tenere insieme il gruppo quando la pressione aumenta.
Quello che il pubblico percepisce come fluidità nasce quasi sempre da una lunga serie di tentativi, correzioni, errori, adattamenti e una negoziazione continua tra controllo e imprevisto.
Il teatro mette al centro qualcosa che oggi sembra sempre più raro: la capacità di creare insieme senza cancellare le individualità di ciascuno. Forse è anche per questo che il teatro resta una delle esperienze artistiche più umane e insostituibili.
E quando questo equilibrio riesce, la scena produce qualcosa che nessuno, da solo, avrebbe potuto realizzare.
Sono felicissima di condividere con voi che questa settimana l’edizione inglese di Macchie di caffè sui miei libri (Coffee Stains on My Books) è nei bestsellers in Amazon Australia >
Macchie di caffè sui miei libri
La scorsa settimana una mia poesia è stata tra le vincitrici di un premio organizzato dalla Accademia Mondiale della Poesia, organizzazione poetica con sede a Verona che annovera tra i suoi fondatori tre Premi Nobel per la Letteratura.
Tutto il mondo librario ha parlato la scorsa settimana del Salone del Libro di Torino di cui vi offro qualche foto. E’ stato un evento ricco, sopratutto di persone e incontri e ho avuto la possibilità di parlare soprattutto di La poesia è cyberpunk
In questa newsletter dedicata all’arte mi rendo portavoce di un progetto speciale del teatro Litta (anche in quanto uno dei miei figli è tra gli attori!) dedicato alla raccolta di fondi per il sostentamento delle enormi spese di manutenzione delle infrastruttre del palazzo, che è il più antico teatro ancora in attività a Milano.
Una serata speciale a sostegno della Fondazione Palazzo Litta ETS,
Lunedì 8 giugno 2026 ore 21,15, Teatro Litta, corso Magenta 24
La serata si apre con un brindisi e continua con lo spettacolo “Il Destino di un Re”
Elaborato finale (BELLISSIMO!) del corso Via col musical +, un lavoro costruito nel corso dell’anno accademico 25/26 dagli allievi dell’Accademia Litta.
Art Bonus campagna Battito, riserva il tuo posto con una donazione a partire da 100€ a persona, prenotandoti al link: https://tally.so/r/rj09lL
L’ultima edizione della Posta del Cuore rispondo ad un lettore che pone una domanda delicata relativa alla difficile situazione di restare in coppia dopo un tradimento: https://www.barbadillo.it/130609-la-post-del-cuore-restare-coppia-dopo-il-tradimento-si-puo-diversamente/
Trovi una poesia sul delicato tema della lettera anche in Pomeriggi di amore sospeso

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