Sono quasi trent’anni, che provo a scrivere dei libri, e da un paio d’anni ho l’impressione che quello che facciamo, noi che proviamo a scrivere dei libri, sia raccontare la fatica che si fa a stare al mondo.
Anna Karenina, come fatica, non c’è mica male, mi sembra.
Anna Karenina lo rileggo una volta ogni due anni e c’è un passo, quinta parte, capitolo XXIX, che Anna, dopo che ha lasciato il marito, è andata in Italia col suo amante, torna in Russia per vedere il figlio.
Ecco quel passo lì, tutte le volte che lo rileggo, lo leggo con l’avidità con la quale ho letto, da piccolo, Il giro del mondo in 80 giorni.
È il passo che leggo nel nuovo episodio di Stare male, nella traduzione di Pietro Zveteremich (Garzanti) e se, ogni tanto, mi viene da piangere, portate pazienza.
Si ascolta qui e possono ascoltarlo gli abbonati a State bene Bombé: ci si abbona qui.
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