Come hanno fatto dei ragazzi di uno stato americano fatto di boschi, pioggia e natura incontaminata a conquistare il mondo della musica e plasmare un intero immaginario collettivo?
Quando pensiamo al grunge, di solito, ci vengono in mente le camicie di flanella, Kurt Cobain, gli anni ‘90 e un modo di fare rock triste e arrabbiato. Ma il grunge non è solo musica o suoni: è un’attitudine. È un modo di stare al mondo che ha segnato intere generazioni.
Spiegarlo non è facile, ma nel mio ultimo video ho provato a fare ordine.
Cos’è (e cosa non è) il Grunge
Spesso ci riferiamo al grunge come a un genere musicale, ma a voler essere precisi non è proprio così. È più corretto parlare di scena musicale. Questo perché il grunge è nato (e poi morto) in una città specifica, Seattle, in un contesto irripetibile: quello dello stato di Washington a cavallo fra gli anni ‘80 e i ‘90.
Seattle all’epoca era periferia, sia geografica che culturale. Non era Los Angeles con l’ossessione per l’immagine, né New York con la sua centralità artistica. Era una città isolata, dove il tempo scorreva lento costringendo i giovani a una sensazione opprimente di marginalità.
Quella generazione, figlia dei movimenti hippie e delle grandi lotte sociali, viveva in un momento di “vuoto”. Non c’era un vero nemico da combattere, non c’era una grande rivoluzione da inseguire. C’era solo incertezza: sapevano che, in qualche modo, erano stati fregati.
Le band di Seattle sono nate come reazione naturale a questo sentimento. Musicalmente erano tutte diverse (chi punk, chi metal, chi noise), ma tutte rifiutavano il virtuosismo e l’immagine eroica della rockstar. Tutte, ognuna a modo suo, dicevano: “Ti capisco, non sei solo in questo disagio”.
Il tassello mancante: Sub Pop Records
Mancava solo qualcuno che unisse i puntini. Quel qualcuno è stato la Sub Pop Records. Hanno capito che quello che succedeva a Seattle aveva bisogno di un racconto. Hanno creato un’estetica coerente (le copertine cupe, la comunicazione ironica e autodistruttiva) e hanno “venduto” quel senso di appartenenza al mondo.
Bene, siamo arrivati fino a qui, abbiamo capito il contesto e l’atmosfera... ma non vi ho fatto neanche un nome.
Quali sono i dischi fondamentali per capire tutto questo?
Per chiudere il cerchio ho selezionato gli album che secondo me sono imprescindibili. Alcuni sono pietre miliari che conoscete tutti, altri sono gemme che forse vi siete persi, ma che spiegano perfettamente l’evoluzione (e la fine) di questa scena.
Ve li racconto tutti qui:
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