É passato talmente tanto tempo che posso iniziare con il “c’era una volta”, credo. C’era una volta un professore di scuola media: teneva un computer desktop nel suo laboratorio, nel seminterrato della scuola. Il computer era al centro dell’aula, un po’ più avanti della prima fila di banchi. Il computer era anche il centro dell’aula: lo schermo nero con i caratteri in verde — sempre che io ricordi…
Sarò stato su quella spiaggia forse un paio d'ore. C'era un mare forte, un oceano grosso, che spingeva una nebbia fine verso terra, ma poi, una volta arrivata sulla spiaggia, la nebbia si calmava e spariva. Era come stare sospesi: anche il vento, in effetti, aiutava. Anche Essaouira, alla mia destra, era nascosta dalla nebbia: si vedevano i profili offuscati delle navi da pesca tirate su in secca,…
Pensavo l'altro giorno, che la creatività somiglia all'acqua. C'è l'acqua della falda freatica: è poco profonda, la trovi facilmente, in fondo basta scavare un po'. Sotto, più in basso, molto più in basso, c'è l'acqua dei bacini artesiani, che si raggiunge con i pozzi artesiani: è quella che zampilla, senza pompe, che quando la raggiungi spinge verso l'alto e risale il condotto, fino alla…
C'è ancora questa foto, che voglio pubblicare, da questo volo Londra-Torino di un giorno qualsiasi, di un tempo qualsiasi. Non capivo che cosa stesse succedendo, in effetti: c'ho dovuto pensare un poco su. Ma quello, il bagliore rosso, credo, è il sole visto al di là delle nuvole, poco prima che tramonti dietro la terra.
E poi è successo che all'orizzonte, sopra le nuvole, sono apparsi degli archi, fatti di nuvole. Di nuvole sostanziose, come un impasto di pane. Sembrava avessero dei pilastri sotto. Oppure, chissà, l'ho pensato perché il giorno prima ho visitato una cattedrale gigantesca, così grande che dentro non ci stava e, forse, è venuta fuori lì sopra le nuvole.
E poi la tensione del volo si è dissolta. Tutto si è calmato. Io non me l'aspettavo. Sotto di noi doveva già essere notte. Mentre volavamo pensavo che io non me l'aspettavo, in quel momento, di provare di nuovo quel lampo di overview effect , come mi capita delle volte, in bicicletta. Ma è un'altra storia. Il sole si è mostrato ancora un po', al di sotto della coperta di nuvole, mentre la notte,…
Mentre tornavo a casa da Londra, l'aereo passava alto sopra una spessa coltre di nubi (come scrivono nei romanzi). Era per davvero una coperta: alla partenza, il cielo era grigio, era stato grigio fin dal mattino. Quando l'aereo ha iniziato a salire, il panorama sotto di noi si è impastato sempre di più, fino a diventare un'immagine sfocata e indistinguibile. Ero seduto nel posto più a destra…
Ecco: metto questa foto qui, perché questa mescolanza di chaos e silenzio, di disordine e quiete, è una condizione che inseguo spesso. Me la segno qui. A volte me la sogno. Chaos e silenzio, li trovo nei boschi: tutto cresce, tutto cambia, c'è un ordine nelle cose del bosco, ma quasi non si vede. Gli alberi che puntano coperativamente verso il cielo danno un'impressione di senso, sembra che ci sia…
Siamo stati a Jinbōchō uno degli ultimi giorni del nostro viaggio. Mi ci ha portato Greta , che mi porta, spesso e bene, in posti che io non so. A Jinbōchō (Tokyo) ci sono parecchie librerie: sono allineate ai lati delle strade, spesso sono tematiche, hanno libri vecchi e nuovi. C'è, persino, una libreria di libri italiani. Quasi tutte le librerie fuoriescono sulla strada, molte lo fanno con…
È quel che faccio da sempre, da quando ho preso in mano la prima macchina fotografica e ho premuto il pulsante di scatto: mi sembrava impossibile che così pochi ingredienti—luce, tempo, un po' di spazio—potessero portare a risultati tanto diversi.
Mi ero preso un appunto, una volta, parecchi anni fa. L'ho ritrovato oggi. Diceva: "che poi, del crescere, quel che proprio da fastidio sono le scelte. Non il fatto di farle, le scelte, quanto il fatto che ogni scelta fatta si porta via le altre che avresti potuto fare." Ecco: ho poi cambiato idea. Non danno fastidio. Non portano via niente: aprono strade, su cui poi, di nuovo, ce ne sono altre,…
Si aggiungono pezzi, su una questione di cui ho scritto tempo fa : sono sempre io, in fondo, quel che appare nelle foto che pubblico. Non è una questione di egocentrismo, eh! È che io sono il filtro, quello che fa la selezione, il buttafuori all'ingresso. Sono io che premo il bottone, nel momento in cui scatto e anche dopo, quando lavoro le foto e decido come diventeranno. Se c'è una cosa che…
Ho tradotto sistrall.it in inglese. Cioè: sistrall.it ora è tutto in doppia lingua: italiano e inglese. Lo volevo fare da tanto. Poi ho sempre rimandato: non era il momento giusto, non ci credevo tanto, forse non serviva. Forse non serve ancora, ma tant'è: ho deciso di fare le cose anche perché voglio. Tradurre è stato molto facile: ho usato DeepL tramite un piccolo script—l'ho pubblicato su…
Il 23 novembre questo sito ha compiuto 20 anni. È una quantità di tempo notevole: abbastanza per cominciare qualcosa, di nuovo. Questo sito, messo online quando non facevo altro che desiderare di avere un posto online dove sperimentare cose, è, in sostanza, un esperimento in sè. Si è rivelato poi molto, molto di più: mi ha dato tanto, a parlar per frasi fatte. I commenti alle fotografie,…
Prima che di COVID-19, il 2020 doveva essere l'anno dell'esplosione dei podcast (che mi rende felice) e della rinascita dei blog personali (in questo caso la mia reazione istintiva è entusiasmo). È successo che in questo 2020 sono finito in una puntata del podcast The City Listener Torino, di Nicoletta Daldanise . Un'ottima cosa. Una parte di questa scuola dirimpetto, che sta un po’ più bassa del…
Un paio d'anni fa mi sono iscritto ad un corso di scrittura creativa. Questo è il racconto che è venuto fuori alla fine. Ci sono dentro io, in certi momenti. 1. master e slave «Stiamo aprendo a Cagliari e Londra. A settembre anche Hong Kong», mi dice guardandomi. «Chissà che cosa ne penserebbe Conway», dico io, ma lui non intercetta il riferimento. Allora continuo: «Già molti anni fa ha detto che…
In vita mia mi sono innamorato musicalmente due volte. Certo, a dir la verità ho avuto un sacco di storie — due esempi, ma potrei farne tanti: vado in astinenza se non ascolto per troppo tempo La Domenica delle Salme , comincio a sentirmi strano quando periodicamente non mi perdo dietro alle mongolfiere di Gianmaria Testa. Però mi sono innamorato solo due volte (e a me sembra di essere già molto…
Eravamo rimasti ai link: le parole che, se ci clicchi sopra oppure le tocchi, ti portano da un’altra parte. Fai un esercizio: prova a scorrere questa pagina da cima a fondo e contali. Fa’ attenzione che non tutti i link sono sottolineati. Ci sono tanti modi per far capire che una parola è un link: a volte li riconosci perché hanno un colore diverso dal testo circostante, altre volte li riconosci…
Mamma! Mi avrai sentito nominare siti internet mille volte in mille salse: «vai sul sito tal-dei-tali», «per lavoro faccio siti », «l’ho letto su un sito ». Ma tu lo sai che cos’è un sito internet? Perché, a forza di sentirlo nominare, a un certo punto, anche prima che tu scoprissi internet , ti sarai chiesta che cosa significa «avere un sito internet». Non è difficile (facciamo un po’ di teoria,…