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Incipit · Oct 31, 2025

Ho fatto un master e dopo questa non ne parlo più, giuro.

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simonamelani · Incipit

A luglio del 2023 la media delle temperature percepite superava ogni giorno i 40 gradi. La mia personale temperatura percepita era almeno di 10 gradi più alta, con un neonato perennemente in braccio e le ore di mare concentrate nella comodissima fascia oraria 6 – 7 del mattino.

Ero nervosa e confusa da quando avevo messo piede in Sicilia perché la mia vita di prima non esisteva più. Ero in maternità, ma non avevo un lavoro a cui tornare, i miei piani perfetti erano saltati per una serie di ragioni che non ha importanza spiegare qui. In un pomeriggio a caso di quel luglio lì, ho pensato “Basta, faccio un MBA”.

Ora, lo so che qui si parla di decisioni strategiche, di pianificazione e in generale di non fare (troppe) cazzate quando si parla di soldi e tempo. Eppure, la decisione migliore degli ultimi dieci anni l’ho presa così. In costume, sudata e discretamente esaurita.


Due anni dopo, a luglio 2025, ho discusso la tesi. A settembre ero su un palco a parlare a nome della mia classe e a ritirare un premio come Inspiring Voice del corso. Nel corso del master ho trovato lavoro e l’ho cambiato, il mio stipendio è aumentato del 25% e sto collaborando con una startup che ha il potenziale di cambiare in meglio la salute delle donne italiane. “Not bad for a girl with no talent”.

Un Executive MBA è pensato per professionisti con diversi anni di esperienza, combina lezioni teoriche, project work, scambi internazionali e moduli di leadership. In alcuni momenti mi è sembrato di stare in Erasmus.

Ho scelto un master del Politecnico per la sua posizione nei ranking internazionali (attualmente è l’unica italiana nella top 100 mondiale del QS Executive MBA Ranking 2025) e perché volevo dimostrare a me stessa che potevo frequentare “una scuola da ingegneri”.

L’ho scelto anche perché c’erano diverse borse di studio rivolte alle donne (il Polimi ci tiene abbastanza al gender balance) e perché frequentare online era l’unico modo per poter gestire un bambino piccolo senza dover stare fuori di casa due o tre sere a settimana.

L’ho scelto perché se volevo trovare un nuovo lavoro a condizioni migliori dei precedenti, dovevo uscire dal terreno di quello che avevo sempre fatto bene e provare a fare qualcos’altro, meglio.

Quindi sì, ho preso la decisione di pancia ma poi ho fatto una doccia, ho aperto il computer e ho messo in fila un po’ di domande per me stessa, che sono le stesse che giro a te, se stai pensando di fare un MBA.

Fare un master conviene?
Dipende da cosa intendi per “conviene”.
Se parliamo solo di numeri, puoi calcolare il ritorno economico stimando quanto crescerà il tuo reddito nei 3–5 anni successivi. Un Executive MBA può portare un aumento medio del 20–30% entro due anni dal diploma, ma la variabile chiave è una: la tua capacità di capitalizzare ciò che impari.
Per fare un calcolo realistico, puoi usare una formula molto semplice:
(Incremento annuo di stipendio x anni di effetto stimato) – costo totale del master = ROI economico lordo.
Esempio: se guadagni 70.000 € e dopo il master arrivi a 90.000 €, hai un incremento di 20.000 € l’anno. In tre anni, il ritorno è di 60.000 € su un investimento di 40.000 €: ROI positivo.

Questo ragionamento è ovviamente semplificato: con lo stipendio lordo è facile fare i conti, ma con il netto le variabili aumentano (figli a carico, agevolazioni, detrazioni). Tieni anche conto che puoi detrarre dall’IRPEF il 19% della spesa sostenuta per il master.

Io avevo calcolato che un ritorno in termini per me ragionevoli non poteva prescindere dall’ottenere una borsa di studio. E mi ero data un obiettivo ambizioso. Rientrare in due anni.

Ma non tutto è misurabile in soldi. Il ritorno più duraturo è quello in tempo e opportunità: le persone che conosci, la sicurezza con cui affronti una trattativa, la capacità di leggere un bilancio o di proporre un piano di crescita senza chiedere conferme a nessuno.
Il vero ROI, in sintesi, arriva quando smetti di sentirti “fuori posto” in certi tavoli.

È difficile?
Sì, ma se lavori da più di 10 anni e sai trovare l’acqua quando vai al mare ce la puoi fare. L’inglese non è uno scoglio se lo usi già al lavoro, le materie che non hai mai fatto difficilmente le affronterai in solitaria (più della metà degli esami sono lavori di gruppo). Accanto alle materie spaventose che richiedono di leggere un bilancio da 200 pagine dall’inizio alla fine, note comprese, nel master che ho frequentato c’è una grande attenzione al purpose delle aziende e alla leadership etica come motore di cambiamento positivo per la società.

È faticoso?
Sì, ma non quanto credevo. Avere una rete di supporto è stato fondamentale. Se sei in una relazione stabile, devi avere la certezza che chi ti sta accanto ti supporterà. Le serate fuori, i viaggi, i weekend senza far nulla per un po’ vanno a farsi benedire. Personalmente, ho discusso la cosa anche con i miei genitori, chiedendo loro la disponibilità ad ospitarmi da loro o a venire a Milano nei momenti più impegnativi, per aiutarci principalmente con il bambino. Se mi avessero detto di no, sarebbe stato un bel problema.

Quanto costa?
Parlando di soldi, circa 40 mila euro. Ci sono le borse di studio, certo. È rateizzabile, vero. Ma sono comunque tanti soldi. Quindi, se lo fai per crescere nell’azienda in cui lavori, vai a bussare dal tuo capo e dalle HR e chiedi un contributo o la copertura totale della retta. Dalla risposta che ricevi puoi capire quanto l’azienda vuole investire su di te.

La cosa più bella?
Le persone che ho conosciuto.

Rebecca Henderson, Reimagining Capitalism in a world on fire.L’autrice di questo saggio sostiene che il capitalismo, per sopravvivere, deve essere reinventato. L’autrice mostra come le imprese possano creare valore economico affrontando al tempo stesso le sfide ambientali e sociali. Attraverso esempi concreti, dimostra che sostenibilità e profitto possono coesistere. È un invito a ripensare il ruolo dell’azienda come forza positiva di cambiamento sistemico. Uno dei libri consigliati all’inizio dell’EMBA, forse quello che mi ha colpita di più.

Questa newsletter è gratuita e lo rimarrà. Se almeno una volta leggerla ti è stato utile, ti chiederei di considerare un supporto di tipo economico. Non per me, ma per la famiglia Hanouna.
Tempo fa ti ho parlato di loro e di come Mustafa stia cercando di far uscire dalla Palestina alcuni suoi parenti stretti. Dall’ultima volta, sono successe tante cose. Alcuni dei suoi parenti minorenni sono stati trasferiti altrove per ragioni sanitarie. Altri purtroppo non ci sono più. Grazie anche all’aiuto di chi legge questa newsletter, sono state raccolte circa 4,000 sterline con GoFundMe. Ne servono altre 20,000. E se è vero che non possiamo aiutare tutti, possiamo però aiutare qualcuno. Il gofundme è qui.

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