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SEO & More | La Newsletter per chi ama la SEO · Jun 24, 2026

SEO & More | Newsletter #19

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Sara Borghi · SEO & More | La Newsletter per chi ama la SEO

Buongiorno e buon mercoledì

Se questa settimana dovessi riassumere tutto in un numero, sarebbe questo: 68%.

È la quota di ricerche Google che, nei primi quattro mesi del 2026, si è chiusa senza nessun click. Non un dato qualunque: è la fotografia di un’industria che sta cambiando mestiere sotto i nostri piedi. La gente trova le risposte dentro la SERP, l’AI cresce, la fiducia però cala, e tutti continuiamo a produrre contenuti — spesso senza chiederci se servano davvero.

Ho scelto 5 letture che, messe in fila, raccontano esattamente questo: dove stanno andando i click, di chi si fida (e di chi no) chi cerca, e come smettere di fare rumore.

Partiamo. :)

Lo studio della settimana, ed è di quelli che fanno riflettere. Secondo la nuova ricerca SparkToro (su dati clickstream Similarweb), nei primi 4 mesi del 2026 il 68,01% delle ricerche Google negli USA si è chiuso senza alcun click — in salita dal 60,45% del 2024.

I numeri che contano:

  • Le ricerche che generano almeno un click sono calate del 22,9% in due anni.

  • Le AI Overviews ora compaiono su oltre il 20% delle ricerche e, quando ci sono, il CTR crolla di quasi il 60%.

  • L’AI Mode pesa ancora poco (0,34% delle ricerche nel periodo), ma ha già superato 1 miliardo di utenti mensili e raddoppia il volume ogni trimestre. Il trend è solo all’inizio.

Cosa fare: smetti di misurare il successo solo in click e traffico. Come dice Rand Fishkin, investi sulla brand awareness dove il tuo pubblico già sta, anche quando non porta visite dirette. E ricorda: branded search, query locali e ricerche transazionali ad alto intento continuano a premiare la SEO.

https://searchengineland.com/google-zero-click-searches-2026-study-479717

Mentre l’AI si mangia i click, succede una cosa apparentemente contraddittoria: l’adozione dell’AI search sale, ma la fiducia scende. Lo studio (1.008 consumatori + 150 marketer) mostra come l’AI stia ridisegnando visibilità, brand trust, GEO e content strategy.

Il punto interessante: gli utenti usano sempre più l’AI per cercare, ma validano le informazioni su più piattaforme prima di decidere. Non si fidano della prima risposta. Cercano conferme.

Cosa fare: lavora per essere presente e coerente su più punti di contatto, non solo nella risposta AI. Se l’utente esce dall’AI e va a cercare conferme (recensioni, sito, social, fonti terze), lì ti deve ritrovare — coerente e credibile. La fiducia si costruisce nella ridondanza, non nella singola citazione.

https://searchengineland.com/ai-search-adoption-rises-consumer-trust-declines-study-480338

Una panoramica operativa utile per non perdere il filo. Frank Olivo mette in fila 7 shift concreti dell’AI search: tra gli altri, perché Claude e ChatGPT mostrano fonti diverse per la stessa domanda, come funzionano i nuovi ChatGPT ads, e cosa significano i dati più recenti per la tua visibilità.

Il messaggio di fondo: non esiste “l’AI search” al singolare. Ogni motore ha le sue logiche di selezione delle fonti, e ottimizzare per uno non significa essere visibili sull’altro.

Cosa fare: scegli i 2-3 assistenti AI più usati dal tuo pubblico e verifica, per le tue query chiave, chi viene citato su ciascuno. Sono ecosistemi diversi: trattali come canali distinti, non come un blocco unico.

https://searchengineland.com/ai-search-shifts-you-cant-ignore-480381

In un mondo dove il 68% delle ricerche non porta click, l’ultima cosa che puoi permetterti è produrre contenuto che non serve a nessuno. Agorapulse ha rilasciato un template gratuito — la Good Content vs Noise Scorecard — pensato per rompere il “ciclo reattivo” in cui si crea content a sensazione (o perché “lo ha chiesto il capo”).

È un filtro a 4 domande (Intent Filter): ogni idea deve superarle tutte, non solo qualcuna, prima di meritare il tuo tempo. Dentro trovi anche un framework “Job” per definire l’obiettivo esatto del contenuto e una logica pass/fail con esempi reali.

Cosa fare: prima del prossimo piano editoriale, fai passare ogni idea dalle 4 domande. Se non supera tutti e quattro i gate, non è contenuto: è rumore. Tienilo come standard condiviso di team.

https://social.agorapulse.com/stop-creating-noise-the-good-content-vs-noise-scorecard

E qui arriviamo a casa nostra. Anthropic ha rilasciato le Skills per Claude, e qualcuno ha già fatto la cosa più intelligente: ne ha costruite 17 dedicate alla SEO, e le regala.

Cosa c’è dentro, in breve:

  • On-page & content: meta-optimizer (titoli e meta che fanno cliccare), content-gap (confronta la tua pagina con la top 10 e ti dice cosa manca), internal-linker (trova pagine orfane e suggerisce link interni), schema-generator (JSON-LD valido), cannibalization-finder, ctr-booster.

  • Google Search Console: gsc-auditor (estrae i dati e tira fuori i quick win) e gsc-errors (trova e risolve errori di indicizzazione/copertura).

  • Semrush: semrush-auditor e semrush-errors.

  • Technical SEO: technical-auditor, technical-errors, robots-checker, sitemap-validator.

  • Keyword & link: keyword-clusterer, backlink-analyzer, github-seo-optimizer.

Come si usano: trascini la cartella dentro Claude, colleghi Google Search Console, dici cosa ti serve. Claude legge la skill e fa il lavoro. Niente setup, niente API key, niente codice — drag, drop, ask.

Cosa fare: è esattamente il tipo di automazione di cui parliamo da settimane. Se usi già Claude, vale la pena testare almeno content-gap e gsc-auditor su un cliente reale e vedere quanto tempo ti fanno risparmiare. (Per ricevere la cartella: l’autore la manda commentando “SEO” sul post.)

⏩ Il post lo trovi qui (serve commentare “SEO”):

https://www.linkedin.com/posts/vicky-lalwani_anthropic-just-released-skills-so-i-built-share-7473632593058369537-Ndgs/

Rispondetemi nei commenti — leggo tutto.

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  • Pacchettizzare un’expertise ricorrente (es. un corso “GEO Audit” o “SEO for AI”) in un prodotto che vende mentre lavori ad altro

  • Creare una fonte di ricavo che non dipende dai click organici — esattamente il tipo di asset di proprietà che ha senso costruire in un mondo a 68% zero-click

  • Dare continuità ai contenuti gratuiti (newsletter, LinkedIn) con un’offerta a pagamento naturale

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Buona settimana, e ricorda: in un mondo dove i click spariscono, vince chi smette di fare rumore e costruisce presenza, fiducia e asset di proprietà.

Sara

saraborghi.com

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