Ciao! Come va oggi? Anche a te, come a me, lo scorcio d’estate appena passato è bastato per dichiararti soddisfattə, oppure non vedi l’ora del caldo cocente per lucertolarti1 al sole? Nell’uno e nell’altro caso, grazie per essere qui.
In questi giorni, complice il clima che mi ha fatta rifugiare al fresco del piano terra, sto riordinando il magazzino. Ogni tanto ritrovo dei tesori, come quello qui sopra. Sono solo sassi dipinti, realizzati con lз miз figliз quasi dieci anni fa, ma testimoniano una cosa: qui abbiamo sempre fatto cose. Alcune veloci come queste, altre epiche (due case di bambola, per dire), altre semplicemente improvvisate. Più un sacco di cibo, dolce e salato, ma quello lo mettiamo in un conto diverso.
Questi continui esperimenti rispondevano più a una mia necessità che a un’esigenza didattica, ma mi piace pensare di aver trasmesso allз miз figliз il potere che hanno le loro mani di trasformare il mondo. In questo caso, i sassi in una famiglia, ma soprattutto delle cose (apparentemente) senza valore in oggetti preziosi.
Ti piace quello che stai leggendo? Vuoi consigliarlo a qualcuno? a me farebbe molto piacere!
Con i bambini è più facile fare cose: si può dipingere, ritagliare, costruire senza preoccuparsi dell’esito. E da grandi? (Faccio una pausa, aspetto la tua risposta prima di darti la mia.)
Scommetto che l’hai immaginato: sì, anche per gli adulti è importante sperimentare, dedicarsi a un progetto, costruire qualcosa che rimanga. Farlo per noi, soprattutto, senza l’ansia di mostrare, di dimostrare, di essere giudicati e, soprattutto, di giudicarci.
Per me è ormai una necessità: non riesco a stare senza qualcosa da fare (make, non do), che sia un pandoro, un maglione all’uncinetto o ripiantare un’aiola comunale. Ho cercato di capire perché, e mi sono data un po’ di risposte:
per la fase di progetto, quel tempo in cui dò un ordine alle idee, magari con carta e penna ma più probabilmente no. Può durare poco, a lungo, ogni tanto per sempre. Per me è esplorazione di alternative, ricerca di forme, coniugare sogni alti e numeri da far quadrare.
È un tempo fertile di idee e di progetti che magari prenderanno una strada loro più avanti, ma anche un periodo in cui non produco niente di visibile, e questo allena intensamente la mia (scarsa) pazienza.per il percorso in sé. La lentezza e ripetitività dei gesti mi calmano e mi aiutano a fare ordine nelle giornate. In più, vedere qualcosa che prende forma fra le mie mani mi dà soddisfazione, mi sembra un superpotere che vorrei applicare a qualunque cosa.
perché è tempo per me, che decido di investire in qualcosa che mi piace fare, e non in qualcosa che devo fare. Lo stesso vale quando decido di preparare un piatto più elaborato del solito o un regalo confezionato in maniera speciale: nessuno me lo sta chiedendo, lo decido io per il mio piacere, e non solo per quello di chi lo riceverà.
perché rompo il sistema. Quando il mondo ci vuole veloci, produttivз e pienз di cose da comprare e buttare, prendersi del tempo lento per riparare, trasformare, costruire, è una vera rivoluzione!
perché in questo modo capisco il valore degli oggetti, anche quelli che acquisto. Dietro ad ognuno ci sono persone che lo hanno progettato, assemblato e portato fino a me, e ogni passo ha bisogno della giusta considerazione. (Qui mi fermo, perché questo discorso potrebbe andare avanti all’infinito. Lo fa più estesamente e meglio di me Francesca Baldassarri, che ti consiglio di seguire.)
Anche per questo, anche se sono in terribile ritardo, sto ancora scrivendo e regalando a chi si abbona alla newsletter un libro che presenta 10 progetti semplici di mandala da costruire con la carta. Lo faccio perché sono convinta che dedicarsi a qualcosa, anche molto semplice, possa far sì che le persone stiano meglio, più in pace con sé stesse, e perciò anche con gli altri.
Quest’anno abbiamo alcune piante nuove di fragole, e a quanto pare sono piuttosto floride. Questo qui sopra è il raccolto di un solo giorno! Amo le fragoline di bosco, anche perché mi ricordano quelle selvatiche che coglievo da piccola. Sono proprio felice che abbiano attecchito e diano frutti così buoni!
Sul terrazzo stanno crescendo pomodori e peperoni, e i fiori di cipolla che sono il simbolo della newsletter.
Ho colto la lavanda, ne ho fatto una decina di mazzetti solo dalla siepe più grande. Un paio li ho scambiati con le ciliegie del mio vicino2, gli altri li ho appesi a seccare.
In un angolo del giardino abbiamo anche piantato un piccolo cespuglio verde. Non ne avrei voluti, nella mia idea, ma questo era stato tolto da una fioriera, e avrei dovuto buttarlo. Sono sentimentale, non ce l’ho fatta… vorrà dire che mi impegnerò per farlo diventare bellissimo!
Il giardino mi riserva sorprese in ogni stagione, e prendermene cura (anche se troppo poco, e a fasi alterne) mi aiuta a rallentare e radicarmi alla terra. Guarda i suoi mutamenti nell’archivio delle newsletter.
Ci sono periodi densi di impegni, oppure giorni vischiosi in cui tutto diventa difficile. È facile lasciarsi trascinare da una cosa da fare all’altra, per poi trovarsi alla sera senza energie e con la sensazione di non aver concluso niente.
Ti offro un antidoto piccolo piccolo, che non costa niente e si fa in un minuto: celebra i momenti in cui termini qualcosa, fatti le congratulazioni per aver terminato di cucinare il pranzo, per aver stirato una t-shirt, per esserti truccata prima di andare al lavoro. Prenditi il momento di un respiro per dirti che sei bravə, o fai un (minuscolo) balletto di felicità.
Possono sembrare consolazioni effimere, ma quando arriverai alla sera potrai contare questi momenti di gioia, che daranno un senso e una svolta anche alle giornate storte.
Ti è piaciuta questa newsletter? Puoi girarla a chi vuoi per farla conoscere, oppure scrivermi i tuoi pensieri lasciando un commento.
Se ti manca qualche uscita della newsletter, le trovi tutte raccolte nel blog.Buon inizio d’estate e a presto!
Elisa
Lo so, questo verbo non esiste, ma me l’ha insegnato Paolo, uno dei miei nuovi amici, e non ho resistito a citarlo. A dire il vero, lui l’ha detto in brasiliano prima di spiegarmelo, e suonava molto meglio, ma le mie capacità linguistiche si fermano molto prima delle sue…
In realtà, il mio vicino è arrivato con una ciotola colma di ciliegie per regalarcele; io avevo la lavanda in mano e gli ho chiesto se ne voleva un po’. Non è stato uno scambio, piuttosto un dono reciproco. Meglio, no?

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