Da milanese è quasi impossibile, in questi giorni, non venire travolta da notizie relative alla Milano Design Week e al Fuorisalone.
Che poi è un essere travolte da creatività ed ingegno e quindi non è così spiacevole, certo le file chilometriche… ecco quelle io le evito, c’è comunque tanto di cui poter godere durante queste giornate.
Andando a zonzo per la città domenica scorsa mi sono imbattuta in alcune installazioni. Tre in particolare sono quelle che troverai tra le mie parole:
Have a Puffy Summer di Moncler
Giant Head Kinetic Object di Gentle Monster
Blooming Imperfection – Relationships in Progress di Andrea Olivari
Tutte e tre sono parte del Brera Design District 2026 e quella di Olivari anche di Portanuova 2026.
Have a Puffy Summer di Moncler è un vero e proprio Pop-up store che si trova presso corso Como 10 dove viene presentata la nuova collezione estiva . Una collezione dove la morbidezza dell’imbottitura dei capi Moncler si traspone all’esterno. Sculture puffy realizzate dal designer Andy Hillman e il suo gruppo di lavoro, prendono vita tra i capi della collezione richiamandone i colori e la morbidezza dei tessuti.
Il polpo gigante che occupa parte della facciata e si dirama nell’intero edificio è un vero e proprio abbraccio, la sua morbidezza e sinuosità sono reali e palpabili, impossibile non rimanerne ammaliati.
Se penso al polpo di Moncler la mia memoria fotografica mi ha trascinato tra le pagine di Sonno gigante sonno piccino di Giusi Quarenghi e Giulia Sagramola edito da Topipittori. Ti ricordi l’abbraccio soffice e delicato del calamaro gigante viene rappresentato sin dalla copertina? Questo abbraccio mi è sembrato quasi identico a quello realizzato per Moncler, sembra quasi di poter essere tra le pagine del libro e camminare allo stesso tempo nella morbidezza dei tessuti del marchio.
Un vero e proprio polpo che mi è poi tornato presente è senza dubbio quello di Flotsam di David Wiesner
Tentacoli che si intrecciano su di una pagina di un libro, sui braccioli di una poltrona, occhi che ci guardano e ci proiettano direttamente verso ricordi estivi che si stanno per affacciare: tra non molti mesi potremmo essere sulla spiaggia proprio come il protagonista di Flotsam. (Flutti, edizione italiana di orecchio acerbo).
Un’altra installazione che mi ha lasciato a bocca aperta è senza dubbio Giant Head Kinetic Object di Gentle Monster.
La descrizione ufficiale ci racconta che :
L’installazione è costituita “da tre facce distinte. Al centro c’è un volto che chiude delicatamente gli occhi e scuote la testa in contemplazione, affiancato da un volto più grande e da uno più piccolo che si muovono fluidamente intorno ad esso. Con le palpebre che sbattono dolcemente e le pupille che si spostano delicatamente, l’opera immortala la complessità della comprensione, dell’emozione e della connessione umana.
Altri elementi, come gli espositori a forma di stella che costellano l’ambiente, si richiamano sempre agli invisibili meccanismi e mondi della mente umana.”
Osservando la delicatezza dei volti e leggendone la descrizione e il concetto subito ho pensato all’analisi e alla trasposizione illustrativa di Marion Fayolle. Marion Fayolle, indaga, anche in tono ironico, ma estremamente acuto e profondo, l’animo umano e le relazioni; in questa volontà ho visto un legame tra l’installazione e le rappresentazioni di Fayolle. La complessità umana ci viene narrata attraverso due espressioni artistiche che sembrano essere distanti tra di loro, ma che in realtà nella loro dissezione, investigazione dell’ invisibile hanno tratti comuni che ai miei occhi aprono un dialogo tra arti e spettatori e/o lettori.
L’ultima installazione che ti propongo è Blooming Imperfection – Relationships in Progress di Andrea Olivari . L’artista propone un progetto dove il pubblico è chiamato ad essere parte del processo creativo, è parte di una conversazione reale dove il pensiero critico si alimenta grazie narrazioni audio di Gabriele Agostinelli e ai codici QR che invitano a continuare l’opera in uno spazio altrove indefinito, effimero, ma che diventa unico: il proprio spazio dove sentirsi emotivamente coinvolti. Un progetto molto articolato e diffuso dove architettura, oggetto artistico, artista e pubblico lavorano insieme in un processo di pensiero collettivo e allo stesso tempo individuale e intimo.
Pensando al vivere le proprie emozioni, anche le più terribili, come può essere il dolore e la perdita ho pensato a Il cuore e la bottiglia di Oliver Jeffers edito in Italia da Zoo libri.
Il vivere profondamente il nostro viaggio, abitarci senza anestesie, con la consapevolezza della irrepetibilità di ogni istante è il filo comune che ho trovato tra Olivari e questo albo illustrato di Jeffers.
Molte sono le installazioni che animano la città in questi giorni e molteplici sono i dialoghi che hanno animato il mio pensiero. Il potere dell’arte e della letteratura è proprio questo aprire strade inaspettate, percorsi che ognuno di noi vive in modo diverso, stimolando conversazioni intime, ma anche collettive.
Un caro saluto
Jessica Paolillo
Tutte le informazioni sugli eventi del Fuorisalone le trovi QUI.

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