RSS Amplifier

Inglese BRUSCO | Una Newsletter di Samuele Brusca · Jun 5, 2026

#05 - Alcune cose non si traducono. Si capiscono.

0
Sign in to vote or save

Samuele Brusca · Inglese BRUSCO | Una Newsletter di Samuele Brusca

Hey there, 

Sono sempre io, Sam! Il tuo amichevole linguista di quartiere.

Qualche giorno fa mi sono imbattuto in un video che non riuscivo a smettere di guardare. 

Anna Sturgkh, parlamentare europea, sta facendo un discorso su nomi di alimenti che non hanno niente a che fare con gli ingredienti che li compongono, uno di quei discorsi tecnici e istituzionali, come tanti. 

Nel video si può notare qualcosa di apparentemente banale, ma che in realtà è geniale: mentre lei parla, scorrono in sovrimpressione le traduzioni simultanee in tutte le lingue dell'Unione, italiano, francese, spagnolo, olandese, e via dicendo. Stesse frasi, stesso momento, lingue diverse. 

E lì si vede tutto. 

Perché alcune espressioni che in tedesco o in inglese hanno un senso preciso diventano qualcosa di completamente diverso o incomprensibile nelle altre lingue. Così, traduttori e traduttrici si scervellano per realizzare l’impossibile: portare un'immagine da una lingua all'altra, trasmettendo lo stesso messaggio.  

Ogni lingua parla per immagini. Usa metafore, riferimenti culturali, modi di dire che per chi ha familiarità con la lingua risultano ovvi, ma che per i foreigners sembrano assurdi.

L'inglese parlato, quello brusco e diretto, è pieno di queste espressioni. Si chiamano idioms. E se provi a tradurli parola per parola, molto probabilmente otterrai un’espressione che per te non significa nulla.

Proprio come quelle traduzioni in sovrimpressione nel video iniziale, che inseguono un senso che continua a scappar via. 

Alcune cose non si traducono. Si capiscono. 

Oggi iniziamo a fare chiarezza. Primo capitolo: gli idioms più comuni, quelli che tutti conoscono, o credono di conoscere.

Stai leggendo questa newsletter ma non sei ancora iscritto? Quello che viene dopo vale l'iscrizione da solo.

Subscribe

 Un idiom è una frase il cui significato non ha niente a che fare con le parole che la compongono. Non puoi capirlo traducendo parola per parola. Non puoi dedurlo dalla grammatica, devi semplicemente conoscerne la storia, la cultura e, perché no, il momento storico in cui si è originato.

L'inglese conta circa 25.000 idioms

Venticinquemila modi diversi di dire una cosa senza dirla davvero. 

Ed è esattamente per questo che capire gli idioms è ciò che separa chi sa l'inglese come lingua internazionale e chi conosce anche quello parlato dai locals.

"Break a leg"  

Significa “buona fortuna”. Fin qui probabilmente niente di nuovo.  

Ma perché proprio “rompiti una gamba”? Perché in teatro, augurare buona fortuna direttamente portava sfortuna. Quindi si usava il contrario, per ingannare il destino. 

L'origine esatta è ancora dibattuta: forse viene dai teatri elisabettiani, dove inchinarsi, piegando la gamba, significava ricevere applausi. Restando in ambito teatrale, un’altra teoria lega questa espressione alle quinte laterali del palcoscenico dei teatri elisabettiani, chiamate legs. Gli attori non protagonisti dovevano stare dietro quella linea e finché ci stavano non venivano pagati. "Break a leg" era quindi un augurio pratico e concreto: entra in scena, attraversa quella linea, esibisciti. Guadagnati lo stipendio.

Alcuni esperti invece ci raccontano di un viaggio ancora più assurdo. Collegano infatti, l'espressione all'ebraico hatzlakha u-brakha: successo e benedizione. Questa formula sarebbe passata nel tedesco yiddish come Hals- und Beinbruch: rompersi il collo e la gamba, pronunciato in modo così simile da generare una confusione linguistica durata secoli, fino ad arrivare all'inglese.

Molte teorie. Nessuna certezza.

Il punto è che non basta sapere un idiom. Bisogna capire quando usarloBreak a leg funziona prima di uno spettacolo, una presentazione, un esame. Non funziona se il tuo amico sta per fare un'operazione al ginocchio. 

“I've got a job interview tomorrow.” “Break a leg!”

“Bite the bullet”

Significa “stringere i denti e affrontare qualcosa di difficile o doloroso”. Ovvero, fare una cosa inevitabile anche quando fa paura o fa male.

La storia di questa espressione risale ai campi di battaglia dell'Ottocento, prima che esistessero gli anestetici moderni. I soldati feriti che dovevano subire operazioni chirurgiche sul campo, come amputazioni, estrazioni di proiettili e suture, non avevano nulla per attutire il dolore. Talvolta, gli veniva quindi dato un proiettile da mordere, letteralmente, per sopportare senza urlare.

Mordere il proiettile non cambiava la situazione. Non eliminava il dolore. Ma permetteva di attraversarlo senza cedere.

Da lì, il significato moderno: fare qualcosa di necessario anche quando è difficile, scomodo o doloroso. Non c'è via d'uscita, l'unica opzione è attraversare.

“I don't want to have that conversation with my boss, but I need to bite the bullet and just do it.”

La prossima volta che qualcuno ti dice "just bite the bullet", stai ricevendo lo stesso consiglio che davano ai soldati nell'Ottocento. Solo che la ferita, stavolta, è metaforica.

Se i contenuti della newsletter ti piacciono e conosci qualcuno che vuole migliorare il suo inglese, condividila. È gratis e arriva una volta a settimana.

Share

“Two peas in a pod”

Tradotto letteralmente in italiano: due piselli nello stesso baccello. L'equivalente più vicino nella nostra lingua? “Fatti con lo stesso stampo” oppure “Fatti della stessa pasta”.

L'italiano usa il cibo e la cucina, l'inglese usa l'orto: i piselli nello stesso baccello sono talmente simili tra loro da essere quasi indistinguibili. L'espressione è in circolazione almeno dal 1580, una delle prime attestazioni scritte compare in Euphues and his England di John Lyly. Secoli dopo, nel 1823, Catherine G. Ward la usa in un romanzo nel senso che conosciamo oggi: “as like yours, when you was a young man, as two peas in a pod”.

Questa espressione può essere usata sia in senso positivo che negativo. Una madre che non approva gli amici del figlio potrebbe dire quei due sono come two peas in a pod” con un tono tutt'altro che entusiasta, sottolineando l'influenza che esercitano l'uno sull'altro.

Stessa frase. Tono diverso. Significato opposto.

“Have you met Sara and Giulia? They're two peas in a pod, same laugh, same taste, same terrible jokes.”

Gli idioms non sono ornamenti. Sono il modo in cui gli anglofoni pensano, scherzano, si capiscono senza spiegarsi. 

Quando li conosci davvero, non solo il significato, ma la storia, il tono, il contesto… smetti di sentirti estraneo alla conversazione e inizi a capire le battute prima che finiscano.  

Ted Lasso (Apple TV+) 

La serie è costruita interamente sul contrasto culturale tra americano e britannico. Ted, allenatore americano catapultato in Inghilterra, non capisce niente di quello che gli dicono. Letteralmente. 

Ted Lasso non è davvero un ritratto fedele della Gran Bretagna. È la versione che gli americani vogliono vedere. Ciò che ci interessa in questo caso è che Ted è un pesce fuor d'acqua, un po’ come noi quando non riusciamo a comunicare in inglese. Siamo lì con lui mentre cerca di capire cosa ci sia di così speciale nel calcio europeo, perché nessuno ride alle sue battute, e perché tutti continuano a chiamarlo wanker.

Guardare Ted Lasso con questo filtro in testa è un esercizio linguistico straordinario. Impari nuovi idioms e vedi cosa succede quando due culture che parlano la stessa lingua si capiscono pochissimo.

Tre idioms. Tre storie completamente diverse. Eppure li usi tutti, ogni giorno, senza pensarci.

Ed è esattamente questo il punto. Gli idioms non sono ornamenti o curiosità linguistiche. Sono il modo in cui gli anglofoni pensano, scherzano, si capiscono senza spiegarsi. Quando li conosci davvero smetti di sentirti estraneo alla conversazione.

E oggi abbiamo solo scalfito la superficie.

Alla prossima, Sam 👋

P.S. Settimana prossima: altri tre idioms. Uno medievale, uno greco, uno irrisolto da cent'anni..

Read the original on samuelebrusca.substack.com

Comments

Nothing yet. Say the first thing.

    Sign in to join the conversation.