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In progress · Jul 25, 2026

Einbreið brú. Una cosa sull'Islanda che sai solo se ci vai

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Rocco Rossitto · In progress

Il segnale stradale quadrato piantato su un palo di ferro raffigura una strada che si restringe, con un sola macchina al centro. Sopra c’è invece il classico segnale triangolare con la strada, appunto, che si fa più piccola.

C’è poi un altro segnale, sotto quello quadrato: c’è scritto Einbreið brú.

Sotto ancora la traduzione in inglese: One lane bridge. Sotto ancora il cartello: 500 m.

In pratica è un avviso con quattro cartelli e un solo messaggio.

Dopo 500 metri la strada confluisce proprio in una unica corsia. Le macchine possono passare solo in un senso di marcia. In due contemporaneamente non ci stanno.

Il ponte è lo Jökulsárlón Bridge.

Attraversandolo ti permette di vedere da un lato la laguna di Jökulsárlón e dall’altro la Diamond Beach. È uno dei luoghi più turistici d’Islanda perché è uno dei luoghi più suggestivi, si trova proprio sulla Strada 1, la Ring Road che permette il giro completo dell’isola.

Il ponte fu costruito tra il 1966 e il 1967 e prima si guadava con un battello.

Sono 654 i ponti a corsia unica in Islanda su un totale di 1.186 secondo la Vegagerðin, l’Amministrazione islandese delle strade, con un dato aggiornato al 20231.

Molti furono costruiti quando il traffico era decisamente più limitato e rappresentavano una soluzione più economica e meno invasiva per attraversare fiumi e pianure glaciali.

Ancora oggi, 292 di questi ponti si trovano proprio lungo la Ring Road, che chiunque vada in Islanda percorre anche solo in parte.

Lungo i 2.007 km da noi percorsi, da Reykjavík a Stokksnes e ritorno con giretto nella penisola impronunciabile di Snæfellsnes, a ovest, ne abbiamo incontrati svariati: alcuni in legno, altri piccolissimi, alcuni più solidi e altri traballanti.

Andres per 25 anni ha allevato con non poca fatica e tanto amore mucche, pecore, cavalli e altri animali. A un certo punto era stanco e il turismo era a un giro di boa.

In estate il numero di stranieri cresceva sempre più, così, prima del Covid, decide di riconvertire una delle vecchie stalle in una delle tantissime guesthouse che si trovano in Islanda.

A lui, che ci accoglie per un check-in di persona, chiedo, tra le mille cose che vorrei chiedere, come mai ci sono delle macchine così grandi e delle strade così piccole come la numero 1, la più importante e strategica del paese, e come mai poi esistono questi ponti a una sola corsia.

Andres sorride e mi dice che il motivo per cui le strade sono piccole ed esistono gli Einbreið brú è che “In Islanda siamo pochi. Non abbiamo bisogno di strade grandi e ponti a due corsie”.

Se vuoi vedere le foto che ho fatto del lago di origine glaciale Jökulsárlón clicca qui sul mio profilo Instagram: ho in mente di fare una pagina sul mio sito con tutte le foto, ma è ancora troppo presto

  • Una non avevo fatto mai: andare in Islanda.

  • Una che non vedevo l’ora di rifare: un Cara è la fine dal vivo, il 30 luglio a Capo d’Orlando, Messina (se vuoi info rispondi alla email)

È editata solo da me: se trovi un typo sii gentile, ignoralo.

Non mi abituerò mai all’idea che qualcuno legga le mie parole senza che prima ci sia stato un incrocio di sguardi prima.

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Ho scritto due libri:

Ho fatto un podcast che dura da 4 anni:

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