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Questo Serve · Jan 21, 2026

#46 STACCARSI DEGLI USA E VIVERE FELICI

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Adriano Devita · Questo Serve

Scrive Valigia Blu:

(...)’amministrazione Trump ha ufficialmente trasformato il primo emendamento (la norma USA che garantisce una libertà d’espressione quasi assoluta) in un’arma di aggressione geopolitica. Una vera e propria dichiarazione di guerra culturale: o l’Europa accetta di diventare il terreno di conquista dei giganti tech, o verrà trattata da Washington come un ‘paese ostile’.

L’autrice è Arianna Ciccone e l’articolo completo è questo:
Gli USA dichiarano guerra all’Europa per la regolamentazione delle piattaforme: è ora di togliersi i guanti bianchi .

A questo aggiungiamo che gli USA possono bloccarti le carte di credito in qualunque momento, impedirti di noleggiare un’auto, prenotare un albergo e molto altro. Il senso di insicurezza e sudditanza di punto in bianco è diventato inquietante. Solo che non siamo noi ostili, lo sono loro.

Per quanto riguarda i bracci di ferro tra governi ci penseranno appunto i governi, ma noi come semplici cittadini singoli possiamo fare qualche cosa per riprenderci almeno qualche pezzo di sovranità digitale?

Lo ammetto: ho una grande ammirazione per Don Chisciotte, un hombre vertical. Ammetto anche che non ho mai letto il libro per intero. Però lo tengo in casa in una edizione pregevole. Qualche tempo fa cercavo di far addormentare due bambini iperattivi è ho pensato: gli leggo il Don Chisciotte così si addormenteranno di colpo. Nulla di più sbagliato. Quel libro è scritto meravigliosamente bene. Erano affascinati e sveglissimi e ora lo sto leggendo tutto.

Ma in pratica come faccio a fare il Don Chisciotte nell’impero dei dati?

Le cose possibili sono molte. Alcune complicate, ma altre meno.

La prima cosa da fare è riuscire “staccarsi” degli ecosistemi USA, cominciando da Microsoft e Google. Dire ecosistemi è un eufemismo gentile. Sabbie mobili è più appropriato. Quando ci entri fanno di tutto per non farti uscire mai più e ti inghiottono.

Io sono uscito da più di10 anni da qualunque cosa sia marchiata Microsoft. Il motivo è che Microsoft cerca continuamente di “impadronirsi” del mio pc, con le buone o con le cattive, e tenta di controllare tutto quello che faccio. Mi sono rifiutato e addio. Non ne sento la mancanza. Ci sono ottimi Open Source che fanno tutto quello che mi serve.

E Google? Sembra molto meno scopertamente invadente, ma legge legge tutte le mie mail in cerca di parole chiave da usare per tormentarmi con la pubblicità. Uscire dalle sabbie di Google è più difficile perché lo uso molto, ma mi ci sono messo di buona donchiscottesca volontà.

Per il momento vediamo il browser. La posta e latro nel prossimo articolo.

  • Il primo requisito che cerco è che i server siano in Europa. Non è uno sfizio. Le leggi europee sulla privacy sono stringenti e i miei dati non saranno accessibili dagli USA.

  • Poi cerco anche sofware che non traccino le mie attività in rete per poi tentare di vendermi qualcosa in modo ossessivo per mesi.

  • Altre cose interessanti per me sono la disponibilità di una buona VPN e di un Proky (cioè un server che si mette in mezzo tra il mio pc e internet, nascondendomi dai ficcanaso)

Addio Zio Sam, ora che mi sei ostile, non avrai i miei dati.

Dopo vari e ricerche ho scovato il browser che probabilmente fa per ma: Vivaldi.

Un parentesi: molti dei miei conoscenti non-tech non sanno che cos’è un browser, non sanno quale browser usano tutti i giorni e non conoscono la differenza tra browser e motore di ricerca. Caro lettore esperto, tu non ci credi, lo so, ma la realtà è questa. Abbi pazienza:

  • Browser: serve per navigare nel web tra un sito e l’altro.. Chrome, Firefox, Safari, Edge, Opera, Ecosia, Vivaldi sono browser.

  • Motore di ricerca: serve a cercare informazioni. Google, Startpage, Brave Search, Qwant, DuckDuckGo, Bing sono motori di ricerca, ciascuno con le sue particolarità.

Tieni conto che puoi decidere tu quale accoppiata browser+motore di ricerca utilizzare. Non sono “agganciati” par forza.

Vivaldi è costruito “sopra” Chromium.

Chromium è un browser “spartano” open source e gratuito, creato da Google. Siccome funziona bene e chiunque può utilizzarlo gratuitamente su di esso si basano quasi tutti i maggiori browser che conosciamo. Google Chrome, Opera, Vivaldi, Edge, Brave, DuckDuckGo hanno tutti Chromium sotto il cofano. Firefox e Safari invece no.

Per fare un paragone con il mondo delle auto, Chromium è una piattaforma di base sulla quale poi le varie case automobilistiche costruiscono le proprie personalizzazioni.

Vivaldi dunque basa su Chromium, che è made in USA però:

  • Permette di sceglie di usare esclusivamente server europei.

  • Cura in modo ossessivo la privacy e lo può fare grazie appunto al fatto che il codice di Chromium è pubblico, analizzabile e modificabile.

Fin qui allora ci siamo. Vada per Vivaldi.

Vivaldi Technologies è stata fondata nel 2013 da Jon Stephenson von Tetzchner, ex CEO e co-fondatore di Opera Software, dopo aver lasciato il progetto Opera. Lo scopo sopo è stato fin dall’inizio quello di fornire un browser che non tracia le attività degli utenti, ne garantisca la privacy e integri anche un serie di strumenti avanzati. Uno degli scopi principali della sua fondazione, orgogliosamente dichiarato, è liberarsi dalla dittatura dei cosiddetti GAFAM (cioè le 5 principali BIg Tech: Google, Apple, Facebook (ora Meta), Amazon e Microsoft).

Vivaldi fa base in Norvegia., ma i suoi server sono principalmente in Islanda, che ha leggi molto severe sulla privacy, nei data center Hringdu. Non sono gli unici visto viene usato anche Cloudflare (un grande cloud distribuito), ma la legislazione di riferimento è sempre quella europea.

Ormai sto usando Vivaldi da un paio di mesi e più lo uso più mi piace. In realtà non ho abbandonato Google Chrome di colpo. Si tratta piuttosto di una migrazione graduale “morbida” che procede un passo alla volta.

Ecco lo staff nel fresco paesaggio norvegese:

Per quanto riguarda la privacy, il succo è questo:

  • Non traccia le mie azioni.

  • Non mi profila.

  • Crittografa end-to-end e neppure Vivaldi stesso può leggere i miei dati.

  • Ha un blocco integrato le gli annunci i tracciamenti e posso anche configurarlo.

  • Posso abilitare la VPN di Proton che è strettamente integrabile con Vivaldi. Se non sai come funziona un Virtual Private Network leggi questo mio articolo precedente.

Già questo mi basta, ma ci sono anche modalità più sofisticate per personalizzare tutto ad uso dei più esperti. Poi è vero che ci sono add-on per Google Chrome che servono ad aumentarne la privacy , ma su Vivaldi non sono “aggiunte”: è tutto il browser che è nativamente progettato per garantire le privacy.

In sintesi:

  • Le Aree di lavoro (workspaces), che mi consentono di raggruppare comodamente le schede “per aree di lavoro”. Quando seleziono un’area di lavoro da visualizzare, vedo solo le schede di quella categoria nella mia finestra e posso anche visualizzarle affiancate, Comodissimo.

  • Leggo direttamente i FEED RSS senza bisogno di usar programmi esterni. Posso leggerli direttamente come messaggi nella posta interna o anche inserire uno o più widget nella prima pagina per avere sempre le novità. In pratica posso avere la mia agenzia di stampa personale con le mia fonti preferite. Chi non sa come funzionano gli RSS può leggere un mio articolo precedente qui.

  • Posso memorizzare al volo parti pagine web (o pagine intere) interessanti da conservare o da leggere in seguito e ho a disposizione un block note per prendere appunti al volo e memorizzarli.

  • Posso visualizzare direttamente la mia posta proveniente da account diversi. Trovo molto comodo poter leggere Google mail e Proton Mail senza uscire da Vivaldi.

  • Il calendario integrato, con agenda.

Questo è un tasto delicato per chi vuole cambiare il suo browser preferito.

Intanto ti dico che Vivaldi ti consente di personalizzare l’interfaccia in modo estremamente dettagliato. Ti faccio l’esempio dei segnalibri. Dove vuoi metterli?

Come vedi c’è solo l’imbarazzo della scelta.

Io apprezzo moltissimo questa possibilità di personalizzare a fondo gli strumenti che uso. Ci metto del tempo, anche mesi, ma alla fine arrivo a disporre di strumenti software che si adattano come un guanto alle mie esigenze. É sempre per questo motivo che come second brain amo molto Notion.

Apprezzo anche molto il fatto che sia Vivaldi che Notion mi evitano di usare una decina di software esterni diversi perché ne integrano le funzioni.

Va detto però che non tutti apprezzano questa possibilità di personalizzazione spinta. Sono anzi abbastanza sicuro che la maggior parte delle persone preferiscono avere un ambiente di lavoro pre-impostato che non devono “toccare” in alcun modo.

In altre parole, diciamo che:

  • Un grande pregio di Vivaldi è la possibilità di personalizzarlo.

  • Un grande difetto di Vivaldi è la possibilità di personalizzarlo.

Dipende dal tuo atteggiamento verso i processi di apprendimento continuo.

Come accennavo all’inizio se vuoi sfuggire alle sabbie mobili USA qualche sforzo lo devi pur fare. Non ci sono particolari difficoltà di tipo tecnico. Ci sono però difficoltà di tipo psicologico (io sono uno psicologo) da non sottovalutare. Cambiare abitudini è un processo che richiede un certo tempo e un certo impegno mentale e anche emotivo.

Poi chi è ossessionato dal problema di non perdere tempo (e sono moltissimi “!) non faranno mai nulla per cambiare una abitudine acquisita. Ma sono anche gli stessi che tendono a rifiutare le attività di apprendimento continuo. Siccome io mi occupo professionalmente di formazione degli adulti che lavorano ti dico che ne so qualche cosa.

Volevo presentarvi anche un servizio di posta europeo alternativo a Google mail e un paio di motori di ricerca particolari, sempre europei, che ancora non insidiano la supremazia assoluta di Google, ma mai dire mai.

Alla prossima.

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Read the original on questoserve.substack.com

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