RSS Amplifier

Il Substack di Quasi · Sep 5, 2024

(QuasiQuasi) #21

0
Sign in to vote or save

Quasi · Il Substack di Quasi

Ciao!

Hai sentito la nostra mancanza? Come sarebbe a dire che non lo avevi neanche notato? Va bene, lasciamo perdere.
Eccoci con il ventunesimo numero di (QuasiQuasi), il settimanale che non legge nessunə. Ne troverai una nuova uscita tutti i giovedì nella tua mailbox.
Come da tradizione, prima di raccontarti cosa è successo dentro e fuori (Quasi) – quando tra quelle parentesi c’è un “Quasi” solo, ci riferiamo alla “rivista che non legge  nessunə” – ti regaliamo una canzone.
Tra quelle in italiano, la più facile – e probabilmente anche la più bella – dedicata al mese appena iniziato è quella di Alberto Fortis. Non è certo per evitare la scelta scontata però che ti proponiamo quest’altra, di Gazzelle. È proprio che quel verso ce lo sentiamo addosso: «Settembre è un mese di merda per ricominciare».

Che poi, ricominciare che? Andare in vacanza in agosto è un gesto così ordinario. Chi non è prigioniero del lavoro salariato, della stagionalità, dei ritmi imposti dall’industria (qualunque industria) può scegliere altri momenti. Anche (Quasi), quest’anno, ha solo finto le vacanze. Mentre (QuasiQuasi), il settimanale, stava pucciando i piedi in una bacinella in una località adatta alle vacanze, (Quasi), la rivista, viveva la sua prima occupazione.
Un articolo al giorno per tutto il mese. Ma ti facciamo un rapido riassunto tra un attimo. Giusto il tempo di un’altra canzone.

Come ti dicevamo, il primo agosto Paolo si è rinchiuso in una redazione deserta e si è convinto di condurre un’occupazione. Il suo atto eversivo si è risolto in alcuni eventi:

  • ha svuotato il frigorifero della redazione;

  • ha saccheggiato la cantina di Boris;

  • ha lasciato i locali come può solo un adulto abbandonato da chiunque in città in agosto;

  • ha scritto un articolo al giorno.

Se ti interessa avere un’idea precisa del suo comportamento, ha anche costruito l’indice di un numero fasullo di (Quasi).

E mica c’è stato solo cazzeggio, birre scolate a piombo, vino caldo e cartoni di pizza durante l’occupazione. Paolo ha scritto anche cose di un qualche pregio: ha recensito Deadpool & Wolverine; ha inveito contro la volgarità di una rivista; ha festeggiato il centoquarantaquattresimo compleanno di George Herriman; ha risposto a una domanda idiota e così via.

E, poi, è iniziato settembre, il mese che (Quasi) dedica a “Moana”, con l’editoriale di Boris e il disegno di Alessio Spataro.

«L’ho scoperto recentemente. E devo dire che un po’ ci sono rimasto male. Ma solo un po’ (in qualche modo, e per motivi che ti dirò, lo sospettavo). Comunque: quando nel 2016 venne distribuito il film Moana, i Disney Studios scelsero, per alcuni paesi europei (Francia, Spagna e Italia) di intitolarlo diversamente, perché non volevano incorrere in problemi legali con la casa cosmetica franco-belga Baija, che ha tra i suoi marchi registrati un profumo chiamato “Moana” distribuito in tutti i punti vendita della catena Sephora.»

Continua QUI.

Su (Quasi), ovviamente, è uscito altro. Fai un giro e preparati a perderti e a godere, seguendo suggestioni, temi, rubriche, richiami e link vari. 

(QuasiQuasi) è il nostro modo per tenere traccia delle cose che ci piacciono e ci interessano, anche quando succedono oltre le colonne d’Ercole del nostro sito. 

Ed ecco l’annuncio della settimana, quello a cui teniamo veramente tanto. Ci stavamo pensando da un po’ ma eravamo rimasti impantanati in un tentativo di progettazione troppo articolato. Un delirio di definizione dei contenuti, dei contributi, delle scalette e degli equilibri interni, come solo Boris e Paolo dopo il terzo Martini. Alla fine, senza pensarci e, con la consueta dose di ingenuità e inesperienza, abbiamo montato la prima puntata di “(Quasi) un podcast”. Paolo ha visitato la mostra parigina “Bande Dessinée 1964 – 2024” e la racconta in caduta libera. Un’ora di chiacchiere in ordine sparso, a dire i molti pregi e i moltissimi difetti della mostra più grande e visibile dedicata al fumetto.

Tra qualche giorno, il 10 settembre, per Rizzoli Lizard esce il nuovo fumetto di Luz, Testosterrore, tradotto da Boris Battaglia. L’editore lo presenta così:

«I maschi non sono mai stati così sotto pressione! Da quando un virus sta facendo drammaticamente scendere il loro livello di testosterone, essere uomo è diventato un incubo. Terrorizzato dalla prospettiva di veder tramontare definitivamente il patriarcato, il reazionario Jean-Patrick, un ottuso concessionario di SUV, cerca conforto arruolandosi nel movimento fondato dal suo personal trainer Jo: una setta ultramaschilista composta di uomini che assumono massicce dosi di testosterone in gel per contrastare l’effetto del virus. Ma quando la malattia lo colpisce, Jean-Patrick riscopre il lato più umano della sua personalità e si rende conto che la sua nuova vita, libera dalla dittatura degli ormoni e dalle rigide strutture di genere, non è poi così male e cerca di strappare suo figlio dal lavaggio del cervello a cui lo stanno sottoponendo Jo e la sua banda di maschilisti esaltati. Riuscirà il nostro eroe a salvare il ragazzo da questo terribile guru machista? Ci sarà ancora vita sulla Terra o l’intera umanità cadrà vittima di questa era di Testosterrore?»

Lo scorso 24 agosto, “Il Corriere della Sera” ha pubblicato una bella intervista fatta a Giorgio Conte da Roberta Scorranese. La trovi QUI e ha questo tono:

«Io no, io sono stato e sono diverso. A me piaceva andare in spiaggia, suonare la chitarra, baciare le ragazze, mangiare e bere. Chissà, forse è stato proprio perché mi sono ritrovato stretto tra le formalità della mia famiglia e l’estro più spinto di mio fratello che, per anni, ho temuto il palcoscenico.»

(Quasi) è una rivista di critica del fumetto ed è consapevole che, per esercitare questa funzione, l’unico approccio possibile è quello della militanza. 

(Quasi) parla solo del bello, del buono e dell’utile. 

(Quasi) non tributa al fumetto alcuna centralità nella vita e nel mondo. Lo considera un modo del racconto straordinario e straordinariamente vitale che non rappresenta in alcun modo la vita. 

(Quasi) crede che il fumetto aiuti a vivere meglio.

(Quasi) è una rivista ed esige che tutti i suoi contenuti siano letti come se fossero tenuti insieme da un filo rosso visibilissimo. Il quadro d’insieme è dinamico, instabile, mosso e approssimativo. 

Per questo motivo (Quasi) si chiama (Quasi).

(Quasi) è un progetto di Boris Battaglia e Paolo Interdonato.

Se hai voglia, inoltra questa mail alle persone cui vuoi bene e invitale a seguirci su substack.

Nessun post

Read the original on quasirivista.substack.com

Comments

Nothing yet. Say the first thing.

    Sign in to join the conversation.