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Tendenze Digitali - di Pietro Raffa · Feb 2, 2026

TikTok sposta voti?

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Pietro Raffa · Tendenze Digitali - di Pietro Raffa

Da pochi giorni la lunga vicenda sulla permanenza di TikTok negli Stati Uniti ha raggiunto un punto di svolta. Con la nascita della TikTok USDS Joint Venture, Washington ha chiuso il dossier aperto dalla legge firmata da Biden nel 2024, che metteva l’azienda davanti a un ultimatum netto: disinvestire o uscire dagli app store americani.

Secondo l’accordo, ByteDance (la società cinese che possiede TikTok) resterà azionista di minoranza, con una quota del 19,9%, fissata sotto la soglia che consente di esercitare il controllo effettivo. Il restante 80,1% passa a un consorzio statunitense, guidato da Oracle.

Cosa cambierà davvero?

Nei giorni passati creators e utenti hanno iniziato a segnalare che video critici verso l’amministrazione Trump non venivano pubblicati o restavano fermi a pochissime visualizzazioni.

Alcuni sono stati etichettati come “inelegible for recommendation”. Una definizione tecnica che dice molto del potere contemporaneo: non serve vietare un contenuto, basta non farlo circolare.

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Brian Krassenstein@krassenstein

BREAKING: TIKTOK has been completely throttling most political posts since 24 hours ago, right after the deal closed where Trump allies took over the US portion of the platform. Any post I make about Alex Pretti receives between 0 and 1000 views. I have over 125,000 followers

3:07 PM · Jan 26, 2026 · 982K Visualizzazioni

2.99K Risposte · 5.82K Repost · 24.3K Mi piace

La piattaforma ha parlato di problemi tecnici. Non esiste un modo indipendente per verificarlo. Ed è in questo spazio opaco che la distinzione tra scelta tecnica e scelta politica si assottiglia.

Questa dinamica conta perché TikTok è ormai uno dei principali luoghi in cui i più giovani incontrano la politica.

Secondo un’analisi di Blue Rose Research - di cui si è parlato abbondantemente in un podcast di Ezra Klein - circa il 6% degli utenti TikTok è passato dal votare Biden nel 2020 al preferire Trump nel 2024.

Il movimento è stato più visibile tra i 18–29 anni e ancora di più tra i più giovani. Tra i diciottenni maschi, in particolare, la preferenza per Trump rispetto a Kamala Harris è risultata nettamente più alta.

Va ovviamente fatta una precisazione: se è vero che la piattaforma emerge come uno spazio centrale di esposizione e informazione, la misurazione dell’effetto sul voto resta comunque complesso, poiché quest’ultimo è mediato dal contesto sociale, dai linguaggi e dalla proposta politica.

Ma l’ambiente social è senza dubbio parte rilevante della formazione del consenso stesso. E chi controlla quell’ambiente può partire avvantaggiato.

TikTok non premia chi ha già una posizione di vantaggio. Premia la potenziale viralità. I contenuti vengono testati prima di essere distribuiti su larga scala, spesso prima che l’autore sia già conosciuto.

Questo abbassa la soglia per diventare rilevanti. Video semplici, diretti, identitari possono arrivare lontano senza passare dai canali mainstream.

Nel 2024, i repubblicani hanno investito molto più dei democratici su questo terreno, conquistando migliaia di giovani elettori.

Non perché TikTok orienti politicamente, ma perché premia linguaggi poco istituzionali - in tipico stile trumpiano, appunto.

Se una parte crescente del consenso prende forma dentro questi ambienti, controllare una piattaforma incide sulla distribuzione dell’attenzione.

Significa stabilire cosa viene spinto, cosa rallenta, cosa resta sullo sfondo.

Anupam Chander, professore di diritto e tecnologia alla Georgetown University, ha affermato:

“Spostare la proprietà di una piattaforma di espressione verso aziende americane che potrebbero avere rapporti stretti con il presidente in carica crea potenzialmente più spazio teorico per la diffusione di disinformazione”.

Sarà la nuova TikTok statunitense ad avere l’ultima parola sulla moderazione dei contenuti.

Un potere silenzioso, difficile da misurare, che può però incidere in modo decisivo sul piano politico.

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Io sono Pietro Raffa, Partner e Responsabile Digital e Media Advocacy di Bistoncini Partners. Da 15 anni mi occupo di strategie digitali per aziende, istituzioni e soggetti politici. Sono docente a contratto in Università Cattolica e insegno nei Master della 24ORE Business School, oltre a tenere docenze in Luiss e Sapienza. Parlo di calcio su Milan TV e, quando mi ricordo di essere un blogger, scrivo su HuffPost.

Mi trovi soprattutto su X, Instagram e TikTok (e sì, ovviamente anche su LinkedIn).

Per chiarimenti o suggerimenti puoi scrivermi a posta@tendenzedigitali.it

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