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Piano P · Mar 20, 2026

Restare umani

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Piano P · Piano P

Gentile ascoltatrice, caro ascoltatore,

per oltre due secoli, i combustibili fossili hanno alimentato il motore del mondo: energia, industrializzazione, crescita economica. In parte continuano a farlo ancora oggi, soprattutto nei Paesi emergenti, ma la crescita è vincolata a un modello energetico che è diventato sempre più insostenibile per l’ambiente. Gli ultimi dieci anni sono stati i più caldi della storia, e l’aumento delle temperature rispetto ai livelli preindustriali si sta avvicinando pericolosamente alla media di un grado e mezzo, una soglia che traccia un confine climatico sconosciuto: può portare a siccità, alluvioni e ondate di calore sempre più estreme. A tutto questo si aggiungono due guerre che stanno influenzando pesantemente costi e approvvigionamenti del greggio.

In questo mondo segnato da profonde incertezze, in cui l’energia torna a imporsi come strumento di influenza geopolitica, la sicurezza e il futuro non possono prescindere da una lettura lucida e strategica della transizione energetica. È quello che cerchiamo di fare in Gigawatt, una nuova serie - scritta e condotta da Simone Fant, giovane e brillante giornalista specializzato in questioni ambientali - che abbiamo prodotto con il sostegno di RINA.
Puoi ascoltare il primo episodio della serie sul sito del Corriere della Sera, nelle app per lo streaming audio e, ovviamente, sul sito di Piano P.

Il punto di partenza è un’affermazione del turco Fatih Birol, direttore dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA), secondo cui “il Mondo sta entrando nell’era dell’elettricità”. Trainata dalla diffusione sempre più massiccia di data center, auto elettriche e condizionatori, la crescita record della domanda di elettricità crea maggiori opportunità per le fonti rinnovabili e altre tecnologie green. Dal mix energetico non scompariranno carbone, petrolio e gas, ma l’elettrificazione dei consumi ha le carte in regola per frenare il surriscaldamento globale.
Simone Fant ne ha parlato con Alessandro Blasi, consigliere speciale dell’IEA, e Ugo Salerno, presidente di RINA.

Se non lo hai ancora fatto, ti consiglio di dare uno sguardo ai primi episodi di una nuova fiction di Sky, Ligas, con Luca Argentero. A me sono piaciuti (e io non mi accontento facilmente…), anche perché nel personaggio dell’avvocato senza scrupoli ho ritrovato l’ironia dell’autore del romanzo da cui la serie è tratta, Gianluca Ferraris, eccellente giallista e bravissimo giornalista. Ho lavorato con lui ad alcuni podcast che ho prodotto per Storytel: Mostri (il ritratto di quattro dei più feroci serial killer italiani), Pallone criminale (sul rapporto tra calcio e malavita) e soprattutto Ludwig, sulla coppia di serial killer più prolifica d'Italia, che ha terrorizzato il Nord per quasi sette anni, a cavallo tra i Settanta e gli Ottanta. Avremmo dovuto collaborare su altri progetti importanti, ma Gianluca se ne è andato a 45 anni, lasciando un vuoto enorme. Sono davvero felice che il suo luminoso talento sia valorizzato, oggi, da un meritatissimo successo televisivo.

Negli stessi giorni in cui Ligas debuttava in tv ho perso un altro amico, Luca Conti, anche lui troppo giovane. Luca è stato uno dei pionieri di Internet in Italia, sempre un passo avanti agli altri, con una curiosità vorace ma discreta, mai esibita e con il sorriso sulle labbra. Anche con lui ho avuto la fortuna di collaborare a uno dei miei primi podcast in assoluto: Equilibrio digitale, una guida su come tenere il web a distanza. Non solo i social, ma proprio gli oggetti, i computer, gli smartphone, i tablet. Luca aveva capito, ancora una volta prima di tutti, quanto fosse necessario conservare uno spazio fisico, libero, naturale, in cui coltivare se stessi. Per restare umani.

Un saluto da Carlo Annese. A presto.

Read the original on pianop.substack.com

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