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PALLA AVVELENATA di Paolo Ziliani · Aug 18, 2026

Meglio dirlo subito: dopo aver speso 170 milioni incassandone zero, la Juventus ha aumentato il costo della lista UEFA da cui sarà costretta a depennare qualche giocatore iscrivendone 22 o 21

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Paolo Ziliani · PALLA AVVELENATA di Paolo Ziliani

Come sempre faccio lo scrivo prima, a scanso di equivoci, anche per evitare che a qualcuno quando il mercato chiuderà - cioè fra meno di due settimane - la notizia arrivi come un fulmine a ciel sereno con tutte le conseguenze del caso. E lo faccio perchè, come ho già spiegato nel pezzo dell’altro ieri intitolato “Sta per partire il solito campionato farlocco: la Juventus ha alzato il costo squadra di 36 milioni, ha la rosa più cara e a dispetto del risparmio su Vlahovic ha violato i limiti UEFA di 33 milioni”, stanno per succedere alcune cose di cui nessun media del Belpaese parla e che invece andrebbero dette, specie ai tifosi bianconeri visto che riguardano l’incorreggibile - in fatto di rispetto dei regolamenti - Vecchia Signora.

Lasciando perdere i preamboli, la prima cosa da dire, quella da cui partire, è la composizione dell’ultima lista UEFA presentata dalla Juventus nel febbraio scorso quando ancora era impegnata in Champions League. Era composta da 23 giocatori (due in meno dei 25 iscrivibili per carenza di giocatori cresciuti per almeno tre anni nelle giovanili o del club o di altri club italiani) ed era la seguente:

Portieri: Di Gregorio, Perin, Pinsoglio

Difensori: Bremer, Gatti, Kelly, Kalulu, Cabal, Cambiaso, Kostic, Holm

Centrocampisti: Locatelli, Koopmeiners, Adzic, Thuram, Miretti, McKennie

Attaccanti: Conceiçao, Vlahovic, Zhegrova, Boga, Openda, David

Messa la prima pietra al discorso, la seconda cosa da ricordare, e su cui forse Carnevali e Massara si sono distratti, è che a causa dei suoi conti scassati la Juventus è stata costretta a firmare il 30 giugno scorso un Settlement Agreement con l’UEFA che tra i tanti punti dell’accordo ne prevede uno che dice: “Il club accetta di essere soggetto a misure disciplinari sportive e, di conseguenza, non potrà registrare alcun nuovo calciatore nella propria Lista A per le competizioni UEFA per club, a meno che il saldo trasferimenti della Lista A (List A Transfer Balance) non sia positivo”, intendendo per saldo “la differenza tra i risparmi di costo derivanti dai calciatori in uscita e i nuovi costi derivanti dai calciatori in entrata”. Traducendo, se la nuova lista di giocatori che la Juventus presenterà all’UEFA per giocare l’Europa League costerà meno, tra stipendi e ammortamenti, di quella della stagione scorsa (che per la cronaca costava 205,1 milioni), nessun problema: ma se costerà di più il club sarà costretto a depennare uno o più giocatori fino a rientrare al di sotto dell’asticella posta un anno fa dalla stessa Juventus a quota 205,1 milioni.

Domanda (e siamo alla terza cosa importante da dire): alla luce di tutto ciò, quanti giocatori della vecchia lista se ne sono andati (liberando risorse) e quanti nuovi sono arrivati (aggiungendo spese)? Ad oggi, a due settimane dalla fine del mercato, dalla vecchia lista sono scomparsi Vlahovic, Kostic, Adzic, Holm e Openda, anche se quest’ultimo - andato in prestito al Lione - è in realtà ancora presente e grava a bilancio per oltre 7 milioni (i primi delle 5 rate da pagare al Lipsia). Euro più euro meno la Juventus si è dunque alleggerita di 60 milioni di costi in gran parte dovuti all’addio a Vlahovic che pesava per 41,75; un’ottima notizia se non fosse che nel frattempo sono entrati a far parte dell’organico i nuovi acquisti Kolo Muani (che tra ammortamento e stipendio pesa a bilancio 17,846 milioni), Alajbegovic (11,118), Lucumi (7,251), Ekhator (5,690), Celik (4,1 di solo ingaggio) e Vicario (4,9 di solo ingaggio) e in più sono tornati all’ovile, al rientro dai prestiti, Douglas Luiz - che Spalletti sta pensando di reintegrare e che da solo grava a bilancio per 17 milioni, gli stessi di Kolo Muani -, Nico Gonzalez (12), Arthur (10) e Rugani (3,4).

Questo significa che la Juventus si è caricata di nuovi costi per 94 milioni, ossia 34 in più della somma di cui si è alleggerita, e se non provvederà a effettuare cessioni, ma cessioni importanti, sarà costretta a depennare dalla lista uno o due giocatori affrontando quindi l’Europa League con una rosa ulteriormente ridotta a 22 o 21 giocatori.

Detto che Madama sembra ignorare la problematica, tant’è che si parla di altre due acquisizioni e si fanno i nomi di Kessie (che per lo stipendio altissimo che riceverebbe, non inferiore ai 12 milioni lordi, sarebbe un’ulteriore zavorra ai conti) e di Tomori (da acquistare dal Milan: idem come sopra), ad oggi - e siamo alla quarta cosa da dire - i potenziali concorrenti a entrare a far parte della lista dei 23 giocatori iscrivibili all’Europa League sono 30.

Portieri: Vicario, Perin, Di Gregorio, Pinsoglio

Difensori: Bremer, Kalulu, Lucumi, Kelly, Gatti, Celik, Rugani, Cabal

Centrocampisti: Locatelli, Thuram, McKennie, Cambiaso, Douglas Luiz, Nico Gonzalez, Miretti, Koopmeiners, Arthur

Attaccanti: Kolo Muani, Alajbegovic, Yildiz, David, Ekhator, Conceiçao, Boga, Zhegrova, Milik

Dice: che problema è? Scarto i 7 peggiori di cui nessuno sentirà la mancanza, metto in lista gli altri 23 e il gioco è fatto. Peccato che compiere questa operazione non sia possibile: perchè scegliendo i 23 giocatori migliori il costo della lista sarà superiore al costo dell’ultima consegnata all’UEFA (205,1 milioni); e la Juventus si troverà quindi costretta a depennare uno o due giocatori scendendo da 23 a 22 o a 21, privandosi di pezzi importanti e obbligandosi a giocare in Europa con una rosa ridotta all’osso.

In soldoni: la Juventus deve procedere, rispetto allo scenario attuale, a una o due cessioni importanti (che diventerebbero tre o quattro in caso di nuovi acquisti) di giocatori dagli stipendi pesanti come lo sono quelli di Bremer, David, Douglas Luiz, Koopmeiners, Conceiçao, Nico Gonzalez. Ma la domanda è: tolti Bremer e Conceiçao, gli altri chi se li piglia?

Questo per quanto riguarda il Settlement Agreement operativo subito.

Per quanto riguarda il Settlement a lunga gittata, quello che esaminerà i compiti fatti a casa dalla Juventus nel triennio 2026-2028 in cui il club bianconero ha il divieto di accumulare una perdita complessiva superiore ai 60 milioni, la situazione è questa (e siamo alla sesta e più importante cosa da dire): già con la chiusura del bilancio 2025-26, per cui è annunciata una perdita superiore a quella dell’esercizio precedente che fu di 58,1 milioni, la Juventus è già oggi oltre i 60 milioni di sforo concessi nel triennio. E nel frattempo ha condotto un mercato in cui, a fronte di nessuna cessione, quindi di zero euro incassati, ha acquistato giocatori (Kolo Muani, Alajbegovic, Lucumi, Ekhator e lo stesso Openda a tutti gli effetti nuovo acquisto dopo l’anno di prestito) per 170, diconsi centosettanta milioni. Il tutto nell’anno in cui le verranno a mancare i 70-80 milioni di introiti Champions (l’Europa League, tutto andando bene, potrebbe fruttarne al massimo 25) con i relativi ricchi incassi ai botteghini.

E insomma, mettiamola così: nella vita tutto è possibile, anche che la Juventus da qui all’1 settembre venda giocatori per 170 milioni pareggiando lo spaventoso sbilancio di mercato creatosi da luglio ad oggi. Se fosse un film, questa “Juve-story” riempirebbe le sale e batterebbe gli incassi stellari di “Spider Man: Brand New Day”. E il vero Super Eroe non sarebbe più Tom Holland, sarebbe Giovanni Carnevali.

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