Se hai un microbusiness o una piccola azienda, probabilmente oggi sei in questa situazione: o fai tutto tu, o quando deleghi ti innervosisci perché “non è mai come lo faresti tu”.
Questa non è una colpa. È il sintomo di una cosa sola: non hai ancora una struttura chiara per guidare il lavoro degli altri.
Quello che leggi qui sotto non è teoria di management: è uno schema pratico che puoi applicare già da questa settimana per smettere di essere il collo di bottiglia del tuo business, senza perdere controllo su clienti, soldi e qualità.
In pratica oggi ti muovi così, di solito:
quando fai tutto tu, i lavori escono bene ma sei sempre in affanno
quando deleghi, ti arrivano cose da rifare o correggere e pensi “facciamo prima se lo faccio io”
Risultato: cresci a fatica, sei sempre pieno, il fatturato magari sale, ma la tua testa è sempre più satura.
Quello che ti manca non sono “persone migliori”.
Ti manca uno schema semplice per decidere dove devi esserci tu e dove no.
Schematizziamolo così:
il primo 10% lo fai tu
l’80% lo fa il tuo team (o il tuo collaboratore)
l’ultimo 10% lo riprendi in mano tu
Sembra banale, in realtà è un cambio di ruolo.
Vediamolo come se fossimo in consulenza uno a uno.
Questo è il pezzo che di solito ti salti perché “non hai tempo”.
Qui devi chiarire:
cosa vogliamo ottenere esattamente (non “il preventivo per Tizio”, ma “il preventivo per Tizio, redigere il documento per illustrare la proposta, allegare le schede tecniche, fare il follow-up tra 3 giorni, ecc. ”)
quando deve essere inviato (quale giorno/ora)
quali sono i criteri per dire “il preventivo è fatto bene”
In pratica: scrivi una mini-brief, anche in 10 righe.
Se vuoi fatti aiutare dall’AI ma mettici del tuo per dargli le “tue” indicazioni. Se vuoi un aiuto su questo scrivimi senza problemi.
Se deleghi senza questo, non stai delegando: stai lanciando una richiesta vaga e sperando che l’altro ti legga nel pensiero.
Compito pratico: per il prossimo lavoro che deleghi, prima di parlare con il collaboratore, scrivi il tuo 10% su una nota. Se non è chiaro a te, non sarà chiaro a lui.
Qui entrano in gioco loro: collaboratori, freelance, dipendente, assistente.
Il tuo obiettivo qui è semplice: non rifare il loro lavoro.
In questa fase:
fai domande, ma non detti ogni passaggio
metti a disposizione esempi, template, materiali
concordi checkpoint, ma non stai appiccicato su ogni micro-dettaglio
Se in questa fase ti ritrovi a riscrivere email, rifare preventivi, sistemare grafiche, risolvere tu i problemi con i clienti… non stai delegando, stai solo spostando un po’ più in là il momento in cui ti incasini.
Scegli UNA attività ricorrente (es. invio preventivi, gestione post social, risposte a richieste standard) e obbligati a non toccare l’operatività per una settimana. Tu fai solo primo 10% (regole + obiettivo) e ultimo 10% (controllo e feedback).
Qui molti microimprenditori spariscono, oppure fanno l’errore opposto: arrivano alla fine, vedono il lavoro e lo rifanno daccapo.
L’ultimo 10% non è “rifare”. È:
guardare il lavoro con occhio da cliente
correggere le cose importanti, non i dettagli di stile personali
dare feedback chiari: cosa va bene, cosa no, cosa cambiare per la prossima volta
Questo è il momento in cui tu alzi lo standard, senza togliere responsabilità a chi ha lavorato.
Quando ti presentano un lavoro finito, NON dire “ok” o “non mi piace”.
Rispondi sempre con tre punti:
cosa funziona
cosa non funziona
cosa fare in modo diverso alla prossima
Scrivilo, non dirlo solo a voce. È così che si costruisce un team che impara.
Ti dico la verità: questo modo di lavorare l’ho sempre usato anch’io, ma non gli avevo mai dato un nome. Questa settimana ho ricevuto una newsletter di Michael Carbone (cercalo sul web) che parlava del 10-80-10 e mi si è accesa una lampadina: era esattamente lo stesso schema che uso io da anni, ma messo giù in modo semplice e pulito.
Riflettendoci è un Pareto 80/20 remixato per la microimpresa: tu ti tieni il 20% più strategico (inizio e fine), e lasci al team l’80% dell’operatività.
Quando lo vedi così, smetti di sentirti in colpa se non fai tutto tu e inizi a comportarti da imprenditore, non da “tuttofare”.
Un grazie va a Michael Carbone per averlo scritto e avermi fatto notare una cosa che in realtà facevo da anni senza definirla come schema.
Non trasformare questo post in un’altra lettura motivante che dimentichi domani.
Prendi carta e penna (o una nota sul telefono) e applica anche tu il 10-80-10 a un solo progetto che hai in corso:
scrivi / rivedi il tuo primo 10%: obiettivo, perché, criteri
definisci cosa sta nell’80% del collaboratore
segnati quando rientri sull’ultimo 10% per controllo e feedback
Finché non lo scrivi e non lo applichi su qualcosa di reale, resta solo una bella idea.
E, se ti va, la prossima volta che leggi “Paolo Notes” fammi sapere su quale progetto hai provato il 10-80-10 e qual è stata la prima difficoltà che è venuta fuori?
Buon lavoro e alla prossima.
Ti auguro il meglio 🖖
Paolo

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