Una cooperativa milanese forma giovani detenuti e minorenni a rischio come cablatori di quadri elettrici, offrendo loro un futuro lavorativo e un riscatto sociale.
di
Andrea Innocenti
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Al Meeting di Rimini in programma venerdì 21 agosto, si parlerà di riscatto sociale e formazione professionale per i giovani. Tra le esperienze più significative, quella della Cooperativa di Solidarietà Sociale (Cds) di Milano, che da anni lavora con giovani detenuti e minorenni sotto osservazione della giustizia.
La Cds ha creato un vero e proprio laboratorio di formazione all’interno del carcere minorile Beccaria di Milano dove i giovani imparano il mestiere di cablatori di quadri elettrici.
Questi prodotti, di alta qualità, vengono esportati in tutto il mondo, con oltre il 50% della produzione destinata ai mercati internazionali.
La formazione come strumento di riscatto
Ogni anno, circa una decina di giovani formati dalla Cds trovano un inserimento lavorativo presso aziende del territorio. Il presidente della cooperativa, Antonio Baldissari porterà questa esperienza al Meeting di Rimini, dove sarà presente anche il viceministro alla Giustizia Francesco Paolo Sisto.
“Uno strumento importante per giovani che si riscattano grazie a un percorso legato a un processo di produzione“, ha dichiarato Baldissari. “Una storia eccezionale di educazione e lavoro tra i giovanissimi“, hanno sottolineato gli organizzatori del Meeting.
Oltre le baby gang: il disagio giovanile
Secondo una recente ricerca del ministero della Giustizia i giovani detenuti immaginano un futuro “normale” dopo il carcere, fatto di legami, amicizie e di un lavoro pulito.
Esperienze come quelle della Cds si inseriscono in questo desiderio di non rimanere impantanati nell’esperienza del carcere.
Proprio dal Beccaria si è levata di recente la voce del cappellano, don Claudio Burgio che ha parlato di un fenomeno di disagio giovanile spesso semplificato con termini come maranza o baby gang. “I ragazzi a 14, 15, 16 anni, a volte purtroppo anche dopo, sono profondamente incoscienti, ancora immaturi, a volte non riescono a percepire la gravità dei loro reati“, ha affermato don Burgio.
“Spesso questi ragazzi non sono stati educati in un codice etico, un codice di valori“, ha aggiunto, sottolineando come sia necessario andare oltre le etichette per comprendere il disagio giovanile.
Un futuro diverso per i giovani
La cooperativa Cds rappresenta un esempio concreto di come la formazione professionale e il lavoro possano offrire un futuro diverso ai giovani che hanno commesso errori. Un percorso di riscatto che parte dalle carceri e arriva alle aziende, dimostrando che anche oltre le sbarre è possibile costruire qualcosa di buono.
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