In pratica questo intervento tratta la storia della rivista Carmilla dalla sua nascita all'approdo a web-fanzina. Questo lavoro collettivo, edito nel 2023, è uscito nella ricorrenza della scomparsa del suo editore Valerio Evangelisti, per MIMESIS/ETEROTOPIE: qui il link alla scheda della casa editrice.
Vai al saggio.
Ecco l’incipit:
Nico Maccentelli
«Tanti anni fa, noi militanti della Gauche Prolétarienne scavavamo di notte buche profonde nelle spiagge più prestigiose della Costa Azzurra, e le coprivamo con dei giornali. Molti villeggianti ci finivano dentro. In fondo alla buca trovavano un cartello che diceva: “Niente vacanze per i ricchi”.» 1
In questo passo dell’ultimo romanzo di Valerio Evangelisti, opera incompiuta, è espresso in sintesi il forte rapporto teleologico, ossia di scopo, che intercorre da sempre tra le sue opere e “Carmilla”, rivista nata in forma cartacea e poi proseguita online lungo un periodo di quasi trent’anni.
L’attività letteraria di Valerio è, senza dubbio, strettamente legata alla vita di “Carmilla”: la rivista che ha caratterizzato e tutt’oggi caratterizza un percorso di critica letteraria e dell’esistente. E pur tuttavia, scrivere di “Carmilla” non è cosa semplice, poiché il suo percorso non ha avuto, e tutt’oggi non ha, quella linearità di intenti tipici di chi realizza un prodotto di critica letteraria, ossia limitarsi a descrivere un panorama culturale, della produzione esistente della letteratura di genere.
Dire che “Carmilla” sia una creatura di Valerio, il suo direttore, al pari delle sue opere, è eccessivo e neppure veritiero se pensiamo a quanti lungo tre decenni ci hanno lavorato. È un pregiudizio, un malinteso spesso pensato da una pletora di aficionados di Evangelisti, di chi solitamente mitizza i propri autori e personaggi preferiti, confondendo in questo caso il carisma indiscutibile di Valerio con una sorta di autorità certo da lui non cercata e non voluta e data più che altro da fattori oggettivi come il successo e l’aver smosso una letteratura di genere un tempo asfittica; e soggettivi, nell’essere stato una presenza politica nel senso più vasto per generazioni di attivisti, simpatizzanti, fan dal mondo di Eymerich, estimatori delle sue saghe, fino al dibattito più articolato e lungo decenni dentro la sinistra antagonista.
Dunque, Valerio Evangelisti, senza chi lo ha accompagnato in vari modi nel suo percorso culturale, non sarebbe stato tale, al netto comunque del suo estro e genio poliedrico. Che tutto nasca da un collettivo, da un dibattito tra soggetti ed esperienze a confronto nei movimenti politici e tendenze culturali che hanno attraversato intere fasi della storia italiana a cavallo di due millenni, rientra nella consapevolezza di chi ha conosciuto anche solo parte di questa storia e soprattutto ha conosciuto Valerio.
Lotta Continua e l’Autonomia, l’operaismo e il punk, la libreria il Picchio e piazza Verdi, Lettere e le esperienze di autogestione in una Bologna piena di fermenti antagonistici, costituiscono l’humus di una collettività che ha fatto da retrocultura e da collante a questa esperienza. Così tutto è iniziato, nei famigerati anni Settanta dello scontro e poi degli anni Ottanta della sconfitta e del riflusso, in un percorso collettivo che non è mai cessato.
Prosegui la lettura andando qui.
Nessun post

Comments
Nothing yet. Say the first thing.
Sign in to join the conversation.