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Nera Jones · Apr 20, 2026

Finalmente il mio romanzo è in libreria!

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Nera Jones · Nera Jones

Non ho mai avuto un rapporto lineare con il tempo.
Nel mio lavoro, il tempo è qualcosa che si piega, si accorcia, si interrompe. Non segue mai le regole che gli altri danno per scontate.

Scrivere, invece, richiede una qualità opposta. Richiede attesa, sedimentazione, ritorni continui sulle stesse pagine. È un esercizio di pazienza, più che di controllo.Questo romanzo nasce proprio in quella frattura.

Non è stato scritto in una sola direzione, né in un solo momento. È cresciuto nel tempo, attraversando versioni diverse, aggiustamenti, ripensamenti. Io sono rimasta presente, come si resta presenti in un’indagine lunga: osservando, intervenendo quando necessario, evitando che la realtà venisse resa più semplice di quanto fosse.

Il lavoro di revisione è stato fondamentale. Bianca ha avuto il compito di accompagnare il testo in questo processo, di limarne gli eccessi, di riportarlo su un terreno leggibile senza tradirne la natura. Un lavoro silenzioso, ma indispensabile.

Per il resto, la storia ha seguito una sua logica.
Non è una storia “ispirata”.
È una storia che ha mantenuto un certo grado di fedeltà. Non assoluta, non perfetta, ma sufficiente da non risultare innocua.
E questa, per chi scrive, è una responsabilità.

Ci sono momenti in cui il controllo sulla narrazione si allenta. Succede raramente, ma quando accade è evidente. La storia prende una direzione propria, le voci si fanno più nitide, meno filtrate.

È in uno di quei momenti che questo romanzo ha trovato la sua forma.
Tre anni di lavoro. Otto revisioni. Una quantità di dettagli che hanno richiesto attenzione, verifica, e a volte anche il coraggio di essere lasciati esattamente come erano.
Ora il libro esiste fuori da quel processo.

È diventato oggetto, presenza, qualcosa che può essere incontrato senza sapere cosa c’è stato prima.
E forse è giusto così.

Dentro, troverete persone che somigliano molto alla realtà. Alcune più di quanto sarebbe prudente ammettere. Altre appena accennate, ma non per questo meno vere.
C’è chi esercita il potere nel silenzio, convinto che basti a proteggersi.
C’è chi ha fatto della propria identità un rischio quotidiano.
E ci sono presenze che agiscono ai margini, lontane dai riflettori, ma decisive.
Non è una storia costruita per essere comoda.

È una storia che chiede attenzione. E, in alcuni passaggi, anche una certa disponibilità a restare in territori meno rassicuranti.

Non troverete eroi, almeno non nel senso tradizionale.
Troverete scelte. E le conseguenze che ne derivano.

Se qualcosa funziona, è perché è riuscito a passare dalla realtà alla pagina senza perdere del tutto la sua complessità. È un equilibrio fragile, e non sempre si riesce a mantenerlo.
Questa volta, credo di sì.

Da qui in avanti, la storia non appartiene più solo a chi l’ha costruita.
Appartiene anche a chi la leggerà, la interpreterà, forse la metterà in discussione.
È il destino naturale di ogni indagine, quando smette di essere privata.

Io continuerò a fare quello che faccio.
Osservare. Collegare. Cercare.
E, ogni tanto, permettere che qualcuno provi a raccontare.
Con tutte le inevitabili imprecisioni che questo comporta.

Un abbraccio investigativo,
Nera Jones

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Read the original on nerajones.substack.com

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