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myGlamping’s Newsletter · Jul 31, 2026

Glamping e camper: due modi di vivere il turismo esperienziale - l'intervista a Francesco Salvaggio

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Nei giorni scorsi ho realizzato un’intervista con il mio amico Paolo Bacci, titolare e fondatore di CaravanBacci.com, una tra le principali aziende di vendita e noleggio di camper e caravan in centro Italia. Caravanbacci ha sede a Lavoria ( Pi ), proprio nel centro della Toscana. Paolo è un grandissimo appassionato di turismo open air e grande viaggiatore in camper. Di quella passione ne ha fatto un lavoro.

Con Paolo abbiamo analizzato alcune analogie che esistono tra il turismo esperienziale del mondo glamping e quello relativo ai viaggiatori in camper. In un mondo sempre più alla ricerca di ESPERIENZE credo che il fare una vacanza in camper e caravan sia ancora molto sottovalutato e che le masse siano ancorate a stereotipi vecchi su questo modo di fare turismo. I camper di oggi sono veicoli lussuosi e spaziosi che meritano di potersi fermare in location uniche, in contesti magici, proprio quelli che molti agricampeggi mettono a disposizione degli ospiti delle strutture glamping.

Buona lettura. Trovate tutta l’intervista su Caravanbacci.com

Francesco Salvaggio è tra i principali esperti italiani di turismo glamping: fotografo pubblicitario con scatti pubblicati da National Geographic e New York Times, brand ambassador di Land Rover Italia, autore di Glamping Porn — la prima guida italiana dedicata alle strutture glamping — e fondatore del portale myGlamping.it. In oltre sei anni ha visitato più di 200 location in tutto il mondo, maturando una visione netta di come l’ospitalità all’aria aperta stia evolvendo verso l’esperienza e la sostenibilità. In questa intervista Paolo Bacci lo incontra per esplorare i punti di contatto tra il mondo del glamping e quello del camper: due modi di viaggiare diversi ma accomunati dallo stesso viaggiatore, autonomo, curioso e alla ricerca di emozioni più che di destinazioni. Ne nasce un dialogo su comfort, accoglienza, sostenibilità e sul futuro del turismo open air.

Francesco: Ciao Paolo, grazie per questa intervista. La mia storia di amore con il turismo glamping inizia tanto tempo fa.

Accademicamente sono un informatico, mi sono laureato in Ing. Informatica a Pisa nel lontano 2011 ma non ho mai lavorato in quel settore, perchè dal 2006 avevo già iniziato a lavorare per un’agenzia fotografica pubblicitaria americana GettyImages che in modo continuo dopo la laurea mi ha fatto viaggiare nel mondo. Dopo la laurea nel 2012 ho conseguito un master in video editing e post produzione alla Rai di Firenze e da li mi sono focalizzato totalmente alla parte più creativa della mia vita. Negli anni ho visitato quasi 50 nazioni nel mondo che mi han aperto la mente, mi han fatto conoscere tantissime persone, mi han fatto vedere tantissimi posti, pernottare in centinaia di strutture e non in ultimo mi ha permesso di capire come il turismo esperienziale sarebbe poi esploso anche in Europa. Precisamente questa cosa l’ho capita nel 2013-2014 in Usa quando conobbi per la prima volta le prime tiny house ed i primi A-Frame cabin. Ebbi modo di conoscere il proprietario di Tye Haus ( tale Tom Feldman ) che stava diventando una star grazie ai cabin che aveva costruito nello Stato di Washington e grazie al fatto che Airbnb aveva iniziato a fare promozione di queste strutture nelle tv americane. Tornato stabilmente in Italia ed Europa dal 2017 ho deciso di focalizzarmi totalmente su questo turismo, da li poi i social, la scrittura di Glamping Porn e l’apertura di myGlamping.it han fatto il resto.

Francesco: Secondo me principalmente è una questione di gestione degli spazi. Ci sono camping e camping village ormai che offrono servizi di altissima qualità anche quasi pari a quelli offerti nelle migliori location glamping, ma che non riescono per motivi operativi ad offrirti la privacy e l’isolamento che troveresti nelle strutture glamping, magari che han solo pochissime unità in tutta la proprietà. Ecco, per me la gestione degli spazi e delle distanze nella realizzazione di una struttura turistica glamping è fondamentale. Chi crede di realizzare un glamping ammassando strutture una accanto all’altra sta facendo qualcosa che ha soltanto “l’odore” di quel turismo.

Francesco: Si, adesso il “glamper” è davvero molto più esigente di prima. I social media ormai han fatto vedere al mondo tutto quello che esiste in questo turismo e di conseguenza il turista è più esigente. Ricerca le strutture che gli possono garantire certi servizi, che ormai sono quasi imprescindibili ( hot tub, servizio di colazione in camera, aperitivo, privacy ). Chi pensa che basti comprare una tenda safari o una bubble suite e piazzarla in mezzo ad un campo per avere successo e lavorare sbaglia alla grande. Serve ormai conoscere bene questo turismo, cosa chiedono i clienti e gestire bene anche il landscaping ( la cura del verde ) della struttura per poter realizzare una struttura che possa avere successo e risalto online. Per fortuna che sempre più persone si affidano ad addetti ai lavoro e consulenti come me per avere il supporto necessario a tutto questo

Francesco: Penso che adesso sia una moda, ma che ben presto quando arriveranno i capitali degli investitori istituzionali possa diventare un asset strutturale al turismo italiano. All’estero questa cosa è già avvenuta, infatti sono già nati ed in fase di sviluppo i primi glamping village. Ovvero strutture glamping che hanno ben più di 2-4-6 unità, disposte comunque su ampissimi spazi. E’ soltanto questione di tempo, ci arriveremo anche noi in Italia.

Per leggere il resto dell’intervista vi rimando al sito di caravanbacci : https://www.caravanbacci.com/glamping-e-camper-due-modi-di-vivere-il-turismo-esperienziale-intervista-a-francesco-salvaggio/

Read the original on myglamping.substack.com

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