Introduzione
C’è stato un momento in cui il tempo si è rotto.
In cui, purtroppo o per fortuna, i fatti hanno smesso di diventare immortali e generazionali.
Qual’è il motivo per cui esiste la sensazione che tutte quelle canzoni appartenute alla collettività siano legate, all’incirca, a quel periodo dagli anni sessanta ai primi anni duemila?
È tutto molto facile: non era ancora arrivata l’età dell’offerta diffusa.
I successi passavano per la radio, i film erano un evento collettivo, le televisioni musicali se ci pensiamo sono durate il lampo di una ventina di anni scarsi, prima inesistenti e poi scomparse.
Quella cosa non ci sarà (quasi più).
Esistono grandi nicchie, grandi fenomeni: non sono comunque trasversali.
Troppe persone in più hanno accesso alla musica, ma per qualcuno il fenomeno degli ultimi anni è il k-pop, per qualcuno Taylor Swift, per qualcun altro ancora niente può competere con Kanye West o Travis Scott e, ancora, per altri, niente arriverà mai all’eterno Bruce Springsteen.
E le canzoni sono battiti d’ala che durano il tempo di tik tok (ad esempio, questo piccolo fuoco di ritorno di una già nota hit, 71milioni di visitatori, ha spazio nella memoria collettiva?).
Tutto questo per dire che tra le prime cose con cui abbiamo conosciuto l’artista di oggi, era il 2017, c’è questo duetto con Angel Olsen, di rara eleganza e destinato a diventare un classico conosciuto un po’ da tutti.
Se non fosse troppo tardi: ma c’è una linea temporale in cui c’è una qualche scena di un film o una festa e alle prime note di quella canzone tutti si sintonizzano sulla stessa frequenza mentale che dice: ehi, è quella canzone là.
E cantano, emozionati, felici.
Escono, arrivano
Siamo assolutamente pronti a decidere già che tra gli album dell’anno ci sarà quello d’esordio dei Man/Woman/Chainsaw, band inglese che dopo diversi ep arriva, appunto, al primo disco in studio.
Se già siamo impazziti per “Nosedive” (ne abbiamo parlato qui) anche la raffinatissima e particolare “Get Up And Dance” ci fa ben sperare.
Live in arrivo degli artisti di cui abbiamo parlato (in neretto le novità)
Fat Dog: 5 Luglio, Milano, 23 Corigliano d’Otranto (LE) 24 Rapolano Terme (shuffle 60)
Alabama Shakes: 7 Luglio Lucca (shuffle 113)
Moby (shuffle48) e Art School Girlfriend (shuffle9): 14 Luglio, Modena
Kevin Morby: 15 Luglio, Anfiteatro del Venda di Galzignano Terme (shuffle150)
Chet Faker: 24 Luglio Lago di Garda - 25 Luglio Brindisi (shuffle 125)
Al festival Ypsigrock (Castelbuono, Sicilia): The Antlers (shuffle120, Soulwax (shuffle104) 7-8 Agosto, Annahstasia 7 agosto (shuffle152)
Geese: 19 agosto Milano (shuffle 105)
Yard Act: 17 ottobre, Milano (shuffle7)
Alex Cameroon: 17 Ottobre, in supporto a The Strokes, Bologna (in questo numero)
La shuffle della settimana
Esce tra non molte settimane, il 24 luglio per la precisione, il nuovo disco di Alex Cameron, australiano di Sidney che da diversi anni è in rotazione tra gli artisti che ascoltiamo senza pretese eccessive e che pure mantengono un’ottima qualità di scrittura musicale.
E confermiamo tutto il piacere anche dal vivo (la foto di apertura di questa newsletter è uno scatto del concerto al Covo Club di Bologna di tre anni fa) con la presenza dal carisma piuttosto sicuro di sè di un ragazzo, ormai uomo, che gioca parecchio sul proprio fascino particolare, in maniera ironica, andando probabilmente a crearsi un personaggio al di là della propria personalità.
Quello che conta però è la musica come sempre e la ricetta è tutta personale: un pop elegante, debitore di certi anni ottanta, con chitarre e spesso un sax ad inserirsi dentro ai suoni e alle melodie.
E l’approccio melodico è quello che fa la differenza: come si fa a resistere, bastano 30 o 40 secondi, a “Red Hook Rain”, piccola gemma proveniente quasi da qualche decennio fa e ennesima conferma della capacità ed eleganza in scrittura di Cameroon.
Che forse in questo album proverà ad andare al di là di pezzi smaccatamente pop, come dimostra l’ottima e lunga, quasi sei minuti “Jesus Never Had No Porno”.
Ma oggi la canzone scelta è un’altra: facile che ce l’abbia fatta ancora, il nostro Alex Cameroon.
Se ti sei innamorato del nostro australiano il consiglio è di recuperare la discografia precedente, ad esempio con il secondo disco, del 2017 “Forced Witness” , che puoi sentire anche qui in streaming o acquistare qui in formato fisico al nostro link affiliato.
Per il resto, il sito ufficiale è a questo indirizzo.
La nostra newsletter sarebbe finita qui ma al numero 153 dovrebbero ormai sapere tutti che non devono perdersi alcuni link:
ad esempio alla leggendaria e non imitabile playlist con tutte le canzoni segnalate sin dall’inizio
alla mail a cui scrivermi: shufflenewsletter@gmail.com e al sito ufficiale di chi la newsletter la scrive ogni settimana.
Infine, come sempre, ecco il link alla pagina buy me a coffee per una eventuale donazione a supporto di questo progetto.
E ora siamo davvero alla fine: per chi volesse l’appuntamento è per giovedì prossimo, ore otto del mattino, direttamente nella casella email per gli iscritti.
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