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Money.it · Aug 23, 2026

Leonardo apre in Ucraina. Un salto nel buio per il titolo?

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Redazione Money Premium · Money.it

Il gruppo Leonardo ha recentemente rafforzato in modo strutturale la propria presenza sul territorio ucraino costituendo Leonardo Ukraine, una newco interamente controllata tramite Leonardo International e già inclusa nel perimetro di consolidamento.

La società, con sede nel centro di Kiev e iscritta al registro delle imprese locali dal 20 maggio 2026, non si configura come un semplice ufficio di rappresentanza commerciale, ma come un vero e proprio hub tecnologico.

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Perché Leonardo investe ora in Ucraina?

L’attività prevalente dichiarata riguarda la ricerca e lo sviluppo sperimentale in ambito scientifico e ingegneristico, con un perimetro statutario ampio che comprende apparati per le telecomunicazioni, strumentazione di misura e navigazione, software, servizi informatici, macchinari speciali e sistemi elettronici e ottici.

Questa mossa consente di operare in loco su tutta la filiera e di inserirsi direttamente nell’ecosistema innovativo della difesa ucraina, centrato sul polo statale Brave1, che riunisce migliaia di soluzioni e centinaia di produttori di droni e specialisti di guerra elettronica.

La decisione si colloca nel solco delle dichiarazioni rese dall’amministratore delegato Lorenzo Mariani al salone aerospaziale di Farnborough, dove ha evidenziato l’eccezionalità delle competenze operative maturate dall’industria ucraina nel settore dei velivoli senza pilota e ha indicato la necessità di forme di cooperazione, anche in connessione con la joint venture paritetica LBA Systems avviata con Baykar.

Parallelamente, l’Ucraina è stata individuata come teatro ideale per i test operativi del Michelangelo Dome, il sistema di difesa aerea integrata e multidominio su cui il gruppo stima opportunità commerciali nell’ordine di circa 21 miliardi di euro nell’arco di un decennio, di cui una quota significativa già proiettata entro il 2030. Le prove sul campo permetteranno di validare capacità critiche come la navigazione in assenza di GPS, la resistenza al jamming e la gestione di sciami di droni intercettori in un contesto reale di minaccia.

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Quale prospettiva per il titolo?

Sul fronte del titolo, la notizia non ha prodotto un rialzo immediato e marcato a Piazza Affari. Nelle sedute successive alla divulgazione, le azioni di Leonardo hanno mostrato una dinamica lievemente debole, con contrazioni dell’ordine di uno-due punti percentuali, in un contesto di volatilità tipica del settore difesa, dove le aspettative di pace o di escalation influenzano rapidamente i flussi.

Il titolo si colloca comunque su livelli che riflettono una performance positiva da inizio anno, superiore al 18%, e rimane al di sotto del massimo recente, lasciando spazio a potenziali rivalutazioni. Gli investitori sembrano aver già scontato in buona misura il tema della spesa militare europea e le opportunità legate ai programmi di difesa aerea, per cui l’apertura della newco viene interpretata più come un consolidamento strategico a medio termine che come un catalizzatore di breve periodo.

La presenza diretta a Kiev permette di accelerare la collaborazione tecnologica e di attingere a un laboratorio a cielo aperto che la guerra ha reso unico per rapidità di innovazione, in particolare sui droni e sulle contromisure elettroniche. Il Michelangelo Dome rappresenta il pilastro più rilevante: oltre venti potenziali clienti hanno già mostrato interesse e il sistema è destinato a test Nato a partire dal 2027, con piena integrazione nei dispositivi europei e atlantici entro il 2030.

L’accesso ai finanziamenti europei destinati alla produzione di droni in Ucraina e la sinergia con partner turchi rafforzano ulteriormente il posizionamento competitivo. I rischi residui riguardano la stabilità del teatro operativo e i possibili ostacoli di interoperabilità tra standard di comunicazione diversi, ma il veicolo societario locale riduce le barriere burocratiche e accelera i tempi di esecuzione.

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