La mia prima volta come Host e Speaker al We Make Future.
Il maxi Festival sull’Innovazione, la tecnologia e l’AI di Bologna.
Sto ancora lasciando sedimentare tutte le emozioni di questo weekend.
E così mentre Italo mi riporta a Roma, mi torna in mente quando a gennaio avevo stilato la lista dei desideri per il 2024.
Lo so, ai più potrà sembrare una specie di lista dei buoni propositi, ma la lista dei desideri è quel luogo metafisico in cui puoi scrivere tutto, ma davvero tutto ciò che ti passa per la testa, senza porti nessun limite e, soprattutto, senza auto-sabotarti.
Provate a scrivere una lista di 30 desideri definiti, vedrete che vi fermerete a cinque o sei, perché è difficile desiderare ciò che ci sembra impossibile si possa realizzare.
Ma non divaghiamo.
Torniamo a gennaio 2024.
Tra i vari desideri ce n’era uno che avevo messo tra i primi.
Voglio tenere un talk. Voglio essere invitata come host e speaker su un palco importante.
E ancora.
Voglio essere invitata come persona di riferimento per gli argomenti di cui mi occupo.
(Durante il We Make Future sono stata invitata anche come ospite del podcast #zeroscuse di Mentarossa).
Sapevo che non era impossibile ma ritrovarmi a depennare questo desiderio appena sei mesi dopo mi è sembrato un regalo grandissimo che la me stessa di qualche anno fa, ha fatto alla me stessa di oggi.
Perché l’ho raggiunto con le mie sole forze e la mia determinazione. Come sempre del resto e come è giusto che sia, anche se qualche colpo di fortuna ogni tanto, non mi offenderebbe!
Sì perché - raggiungere un obiettivo - non è qualcosa che accade per caso, ma succede perché hai lavorato su te stessa, sui tuoi bisogni, sui tuoi desideri, sulle tue skills personali, professionali e sociali.
E non lo hai fatto per “performare”, termine che tra l’altro odio profondamente, ma per evolvere. Per crescere. Per trovare il posto nel mondo. E non quello che qualcun altro ha pensato fosse giusto per te.
Hai costruito mattoncino dopo mattoncino il percorso per arrivare a quegli obiettivi che ora sembrano alla tua portata.
Hai combattuto contro draghi a tre teste che sono insicurezza, paura, sindrome dell’impostore per imparare a tirare fuori tutto il tuo potenziale.
Hai combattuto contro le persone che cercavano di sminuirti e buttarti giù solo per farti mollare. E anzi a farle diventare la tua benzina per andare avanti ancora più convinta.
Torno ancora più carica consapevole che l’unica persona a cui devo dire grazie è la me di tutti questi anni, quella che non ha mai mollato.
Grazie per aver letto fin qui. Se ti piace questo post condividilo :)
Non voglio essere autocelebrativa, non mi piace esserlo.
Il messaggio che voglio lanciare sta tutto nelle parole che proprio in questi giorni mi ha scritto una persona che mi segue da anni:
Complimenti perché lavori sodo ogni giorno per diventare la donna che vuoi essere dispetto ai condizionamenti, alle aspettative e al mondo!
È vero. Non è facile diventare la donna che vuoi essere senza sentire su di te il peso delle aspettative della società, soprattutto sul tuo compito/dovere di diventare madre.
Di soddisfare tutti i requisiti di adattamento ai contesti lavorativi in cui la tua determinazione e assertività, viene vista come arroganza o presupponenza.
Per non sentirti in colpa quando non decidi di accontentarti.
Quando decidi di alzare l’asticella di ciò che vale per te.
Vale la pena fare o non fare.
Credere o non credere.
Prendere o lasciare.
Quando inizi a farlo però tutto diventa più facile e leggero.
Non ti svegli più depresso.
Le tue giornate non hanno più un retrogusto di bile.
La tua mente è più chiara.
I tuoi obiettivi diventano più sostenibili e ciò che sembrava impossibile, devi solo allungare la mano per prenderlo.
È quello che è successo a me, è ciò che mi sta succedendo.
Il We Make Future, quest’occasione, quella mail in cui mi dicevano che avrei tenuto un talk, ha segnato proprio l’inizio di questa nuova fase.
Di questa nuova me.
Che c’è sempre stata e ha lavorato sottocoperta per anni per raggiungere questa consapevolezza.
Ed ora finalmente può godersi la fatica di continuare questo percorso, con la sicurezza di quanto sarà ancora più dolce il sapore di ogni traguardo raggiunto.
Piccolo o grande che sia.
Mai sottovalutare che un’ora può diventare un tempo molto lungo da riempire
Preparare tanti argomenti cuscinetto per i momenti in cui l’attenzione sembra vacillare
Invitare ospiti che siano in grado di dare un plus alla conversazione con esperienze specifiche
Studiare e prepararsi meticolosamente
Darsi una scaletta ma non essere impostati
Divertirsi per divertire gli altri
Non prendersi troppo sul serio
Interagire con il pubblico senza diventare molesti
Andare in profondità con gli argomenti trattati
Continuare a farlo!
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