Il capitalismo contemporaneo sta vivendo una mutazione strutturale profonda, sospinto da un gigantismo finanziario instabile. Nella sezione del volume 4/2026 di MicroMega dedicata a tale questione Luca De Biase analizza l’approdo in borsa nel 2026 dei colossi dell’IA e dello spazio, svelando che dietro lo spettro di una nuova bolla si cela un progetto di potenza per blindare l’egemonia statunitense, mentre l’Europa cerca faticosamente una via autonoma.
È la medesima spinta deregolamentata che trova la sponda ideale nell’universo delle valute digitali: Andrea D. Signorelli smonta infatti il mito della “criptoanarchia”, mostrando come i bitcoin, lungi dal sovvertire l’ordine finanziario globale, ne rafforzino l’impronta speculativa più selvaggia, seducendo non a caso i tecnoligarchi della Silicon Valley.
Questa dinamica riflette un passaggio di fase del modello economico in cui il profitto tende a diventare una variabile indipendente da qualunque altro fattore economico, sociale e ambientale: Roberto Seghetti fotografa questa metamorfosi, mostrando come la proprietà delle piattaforme si traduca nel controllo monopolistico su dati e mercati, controllo che determina una concentrazione di potere senza precedenti.
Un’evoluzione di fronte alla quale le vecchie categorie interpretative appaiono drammaticamente obsolete. Massimo De Carolis invita allora a rinnovare i nostri strumenti analitici, suggerendo l’ipotesi di una tendenziale rifeudalizzazione dei rapporti sociali per mettere a fuoco la radice comune delle mutazioni in atto.
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