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Mente Nomade di Edoardo Massimo Del Mastro · Jul 13, 2026

Il ricordo più bello non era sull'itinerario.

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Mente Nomade · Mente Nomade di Edoardo Massimo Del Mastro

Ciao nomadini!

La newsletter di oggi è nata quasi per caso, mentre preparavo alcuni dei prossimi viaggi. Mi ha fatto riflettere su quanto tempo passiamo a cercare di controllare ogni dettaglio e su quanto, invece, le cose più belle della vita arrivino spesso quando lasciamo loro un po' di spazio.

C’è una cosa che succede praticamente in ogni viaggio che organizzo.

Passo settimane a prepararlo.

Segno i luoghi su una mappa.

Studio le strade.

Controllo il meteo.

Immagino già dove mi fermerò a vedere il tramonto.

Nella mia testa il viaggio esiste ancora prima di partire.

Poi parto.

E, puntualmente, qualcosa cambia.

Una strada chiusa.

Una tempesta.

Un posto che immaginavo incredibile e che mi lascia quasi indifferente.

Oppure, al contrario, una deviazione presa per caso che mi porta in un luogo di cui non avevo mai sentito parlare e che diventa il ricordo più bello dell’intero viaggio.

Negli anni ho iniziato a notare una cosa.

Più provo a controllare ogni dettaglio, meno riesco a godermi quello che succede davvero.

È strano.

Perché preparare un viaggio è importante.

Ma a volte confondiamo la preparazione con il controllo.

E sono due cose completamente diverse.

Prepararsi significa essere pronti.

Controllare significa pretendere che la realtà segua il copione che avevamo scritto nella nostra testa.

Il problema è che la vita non ha mai letto quel copione.

Credo che succeda anche fuori dai viaggi.

Ci convinciamo che per stare bene debba andare tutto nel modo giusto.

Che quel lavoro debba arrivare entro una certa data.

Che quella persona debba risponderci.

Che quel progetto debba funzionare subito.

Che tutto debba seguire i tempi che abbiamo deciso noi.

E quando non succede... iniziamo a stringere più forte.

Come se bastasse trattenere qualcosa con più forza per impedirgli di cambiare.

Ma ci sono cose che funzionano esattamente al contrario.

Più le stringi... più scivolano via.

Qualche tempo fa ho letto una frase che diceva più o meno così:

“Alcune cose non hanno bisogno di essere inseguite.

Hanno solo bisogno di un po’ di spazio per arrivare fino a te.”

Ci ho ripensato in questi giorni, mentre scrivevo questa newsletter.

Perché mi sono reso conto che molti dei momenti più importanti della mia vita non sono nati quando stavo cercando disperatamente di farli accadere.

Sono arrivati mentre stavo semplicemente facendo la mia strada.

Un incontro.

Un’idea.

Un’opportunità.

Perfino alcuni dei viaggi che hanno cambiato la mia vita sono iniziati quasi per caso.

Questo non significa smettere di impegnarsi.

Non significa aspettare che tutto cada dal cielo.

Significa ricordarsi che esiste una parte della vita che non possiamo pianificare.

E forse è proprio quella la parte più bella.

Perché ci sono cose che dipendono da noi.

E poi ci sono tutte quelle che dipendono dal momento giusto.

Negli ultimi anni sto provando a fare una cosa che mi riesce ancora malissimo.

Lasciare un po’ più di spazio all’imprevisto, perché ho capito che il mio compito non è controllare ogni cosa.

È essere presente quando la vita decide di sorprendermi.

Non tutto ciò che arriva tardi è arrivato troppo tardi.

A volte stava semplicemente prendendo la strada più lunga per trovarti.

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UOMINI E TOPI

La storia di un'amicizia profonda tra due uomini, due braccianti stagionali nella California della Grande Depressione, uniti da un sogno semplice: trovare un piccolo pezzo di terra da chiamare casa. George si prende cura con pazienza di Lennie, un gigante dal cuore immenso e dalla mente di un bambino, mentre insieme inseguono un futuro che sembra finalmente a portata di mano. Ma i loro progetti, come spesso accade nella vita, si scontrano con una realtà più dura del previsto. Pubblicato nel 1937, Uomini e topi è un breve romanzo che racconta con straordinaria semplicità temi come amicizia, speranza, solitudine e perdita, diventando uno dei capolavori più amati della letteratura americana.

“Un uomo diventa pazzo se non ha nessuno. Non importa chi è, da quanto è con lui. Te lo dico io” - Esclamò Crooks, “Te lo dico io che a rimanere troppo soli si finisce con l’impazzire.”

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In questi giorni sto passando parecchie ore davanti a mappe, itinerari e fogli sparsi sulla scrivania.

Sto immaginando qualcosa che, spero, nei prossimi mesi ci permetterà di vivere alcune esperienze insieme.

Per ora è ancora tutto in fase di costruzione.

Ci sono idee che hanno bisogno di tempo, di errori, di modifiche e di qualche deviazione inaspettata.

E, dopo la newsletter di oggi, mi fa quasi sorridere pensarci.

Forse anche questo progetto non ha bisogno che io controlli ogni dettaglio.

Ha solo bisogno dello spazio giusto per prendere forma.

Spero di potervene parlare molto presto… Restate sintonizzati!

Grazie per essere stati qui.

ED

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Read the original on mentenomade.substack.com

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