Istantanee Mediterranee
Le Istantanee Mediterranee di Mediterraneo Globale offrono analisi (relativamente brevi) su eventi e sviluppi rilevanti, generalmente di attualità, e vengono ricevute in anteprima dagli abbonati Plus. In questa newsletter, l'attenzione si concentra sulla crisi costituzionale somala e sugli scontri armati che, nel giugno 2026, sono tornati ad infiammare Mogadiscio dopo la contestata proroga del mandato del presidente Hassan Sheikh Mohamud. Al di là della sua dimensione interna, questa crisi ha un significato geopolitico diverso e ben più ampio: dopo il riconoscimento israeliano del Somaliland e con il crescente attivismo di Turchia ed Egitto, la frammentazione somala non è più un problema confinato al Corno d’Africa, ma un’appendice della competizione tra le medie potenze del Mediterraneo allargato. Una dinamica che solleva interrogativi sul ruolo degli attori esterni, sul paradossale riavvicinamento turco-egiziano e sul modo in cui questo fronte si salda con gli altri, lungo i quali le stesse potenze si misurano, dal Mediterraneo orientale fino all’Iran.
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Buona lettura!
Dario
Istantanee Mediterranee
29 giugno 2026
All’inizio di giugno, Mogadiscio è tornata a essere teatro di scontri armati: combattimenti tra forze governative e milizie d’opposizione, con colpi di mortaio caduti su quartieri densamente popolati. È l’epilogo di una crisi costituzionale che covava da mesi, dopo che il mandato del presidente Hassan Sheikh Mohamud, formalmente scaduto il 15 maggio, è stato prorogato fino al 2027 in forza di emendamenti considerati illegittimi dall’opposizione (sulla crisi specifica rimando all’ottimo Luciano Pollichieni, che ne ha scritto sul suo Africanismi). Fin qui, potremmo dire, una crisi somala come tante. Eppure, qualcosa oggi è diverso.

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