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MATTEO BONVICINO · Jun 15, 2026

Il museo è ancora aperto. E nel frattempo l’ho rifatto.

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Matteo Bonvicino · MATTEO BONVICINO

Qualche settimana fa ho pubblicato un post sul museo. Quello lungo, con Nietzsche e i Tabernacoli di Leonardo e Yoko Ono che ricuce il cielo.

Non mi aspettavo molto. Era un progetto personale, strano, difficile da spiegare in poche righe. L’ho pubblicato perché mi sembrava il momento giusto, non perché pensassi che avrebbe trovato un pubblico.

Invece ha trovato un pubblico. Non enorme (non stiamo parlando di qualcosa di virale) ma reale. E reattivo. Con domande precise. Persone che avevano capito cosa stavo cercando di fare e volevano sapere come funzionava. Persone che avevano visitato il sito ed erano rimaste più a lungo di quanto mi aspettassi. Qualcuno che aveva scritto per chiedere se avevo intenzione di andare avanti.

La risposta era già sì.

Ma il feedback ha cambiato il ritmo.

Ho rimesso mano al sito. Non una revisione cosmetica — una ricostruzione. Volevo che reggesse davvero, non solo come idea ma come oggetto: qualcosa di ben fatto, scalabile, che potesse crescere senza perdere coerenza.

In questi giorni, dunque, ho messo su una sorta di versione base del museo che mostri, però, tutte le sue potenzialità a chi potrebbe essere interessato all’argomento.

Il risultato è ancora heterocosmicmuseum.art, ma è un museo diverso da quello che c’era qualche settimana fa. Più solido nell’infrastruttura, più preciso nei dettagli.

Con alcune cose nuove (sotto il cofano e non) che cambiano il modo in cui si visita e in cui si fruiscono le opere esposte.

Ho detto, nel post precedente, che il museo esiste da qualche anno in una versione precedente e che ho ricominciato dall’inizio.

Quello che non ho detto è dove sta andando.

Sta andando su Kickstarter.

La campagna aprirà a breve. L’obiettivo base è coprire i costi operativi del primo anno di attività completa (il museo rimane aperto, il programma di acquisizioni continua, la collezione cresce) senza un numero obiettivo di opere. Senza un tetto. Il museo acquisisce quello che riesce a documentare correttamente e, soprattutto, documenta tutto correttamente.

Gli stretch goal finanziano campagne di acquisizione per categoria: il Cinema, la Biblioteca, l’Arcade, lo Shop. Ogni categoria esiste già nel sito — ha una sala, un’infrastruttura, una logica curatoriale. I fondi determinano la velocità con cui si riempie.

Non è una promessa.

È un’espansione di qualcosa che esiste già.

Nel post precedente ho scritto che la domanda che mi interessa di più è questa: cosa rivela di un artista la strada che non ha preso?

La risposta che continuo a trovare, lavorando, è che rivela quasi tutto. Quando costruisco la divergenza per un artista, sto facendo una lettura critica di quello che quell’artista ha fatto davvero.

Sto dicendo che questa possibilità era già lì, nella sua opera reale. La fiction non inventa niente. Porta alle conseguenze logiche qualcosa che era già presente. Qualcosa di altamente potenziale.

In questo senso il museo non è una collezione di immagini. È uno strumento di critica d’arte “obliqua”. Le ipotesi controfattuali come lenti di ingrandimento sull’originale.

Le strade non prese come modo di leggere l’unica strada presa.

Quello che il feedback di questi giorni mi ha confermato è che questa lettura funziona anche per chi non sapeva di cercarla. Le persone che hanno visitato il sito non sono rimaste per le immagini.

Sono rimaste per le storie.

Per il punto di divergenza. Per la biografia alternativa. Per la domanda che ogni opera apre e non risponde.

Il museo più onesto, scrivevo, è quello che sa di essere una finzione. Quello che ho imparato in questi giorni è che la finzione, se è costruita con sufficiente precisione, produce qualcosa di reale: curiosità genuina e attenzione sostenuta.

In altra parole, la sensazione di aver guardato qualcosa che non sapevi di voler vedere.

Che poi, è un po’ quello che uno cerca di ottenere quando scrive un romanzo.

Ecco, questo progetto è un po’ anche un romanzo, scritto però in un linguaggio differente.

Visivo.

È qui: heterocosmicmuseum.art e come ho scritto sopra mostra quello che potrebbe fare alla sua massima potenza.

La speranza è che questo potenza possa scatenarsi con Kickstarter.

Se vuoi essere aggiornato sulla campagna quando apre, seguimi qui.

Pubblicherò tutto su Substack prima di qualunque altro canale.

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Read the original on matteobonvicino.substack.com

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