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Buongiorno, come state? Fedele alla mia mancanza totale di periodicità riappaio su questi schermi. Qui oggi ci sono solo 32 gradi, due giorni fa ho inviato la mail con quello che si chiama il "visto si stampi" al nuovo libro. Archiviata, per adesso la questione bozze annessi e connessi, mi sono messa a preparare il materiale (traduzione le "agili dispense di 50 pagine") per il viaggio di agosto con la mia amica e tour leader Elisa Morini. Quest'anno il percorso è in salita, non sarà facile raccontare la mostra che andremo a vedere perché si tratta di un evento articolato e complesso con vari livelli di lettura. La mostra ed è stata promossa superbamente dall'ufficio stampa della Royal Collection che è riuscito a vendere al mondo una sfilza di vestiti come come l'evento dell'anno. Sono solo vestiti? Si, no, ni. Di sicuro è un'esposizione da guardare non in modo superficiale e per farlo occorrono gli strumenti adeguati. Ovvero delle chiavi di lettura e qualcuno che vi dica dove e cosa guardare. Ci sto lavorando.
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Insomma fra poco un mese esatto torno a Londra e in questi giorni ho ripensato alla mia prima volta nella capitale del Regno Unito. Correva l'anno 1997.
Eh no, niente la gita della quinta liceo perché ai miei tempi si faceva al massimo Napoli-Pompei-Sorrento Potevo sicuramente andarci ai tempi dell'università o dopo però mia madre aveva il terrore dell’aereo e ha fatto di tutto per dissuadermi, poi ammetto (solo ora e a fatica) che, nell’affannosa ricerca della sua approvazione, frequentavo di più la Francia paese adorato da mio padre.
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Poi nell'aprile del 1997 è capitata l'occasione di una gita organizzata da una associazione e sono stata sei giorni a Londra con quello che entro la fine dell'anno sarebbe diventato un EX. Lì per lì non lo avevo capito ma era l'inizio della fine. Cinque mesi dopo c’è stato il violentissimo terremoto Marche-Umbria che ha cambiato molte cose. A novembre di quello stesso 1997 ho scoperto che "C'è post@ per te" era una storia vera, la mia. Ma quasi 30 anni fa sembrava impossibile, fantascienza pura.
Quando il cancelliere del Tribunale di Ancona ha letto l’istanza con le motivazioni ha guardato il mio avvocato e gli ha chiesto “mi prende in giro?” Poi siamo anche finiti sul Messaggero come caso studio.
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Insomma per farla breve la persona che avevo accanto ha scelto un'altra strada ed è terminata la mia prima vita. Avevo tutti gli indizi per capirlo: durante quei giorni di aprile a Londra ero stata quasi sempre sola e solo in seguito ho unito i puntini. Infatti ho zero foto e pochissimi ricordi nitidi, solo sale piene di mobili al Victoria&Albert Museum e un complicato viaggio fino alla Torre di Londra dove ho trovato una coda lunghissima ma i gioielli li dovevo vedere a qualsiasi costo. Ci ho messo quattordici anni (la metà dei quali molto dolorosi) per fare la pace con Londra e quattordici minuti per innamorarmene alla follia anche se a Stansted abbiamo preso l'autobus (non fatelo MAI, Stansted Express ricordatelo sempre) e, avendo sbagliato fermata della metro, ho trascinato per tutti i Kensington Gardens un borsone che non aveva neanche la tracolla. Poi ho imparato a fare meglio i bagagli e oggi torno anche con i servizi di piatti acquistati per poche sterline al car boot di Cheeswick.
Chiedetemi se sono felice anche se dovevamo arrivare di corsa a Clarence House (quando ancora si poteva visitare nel mese di agosto) perché non avevo calcolato bene le tempistiche.
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Poi sono tornata molte altre volte e in ciascuna occasione ho esplorato a fondo la città cercando soprattutto tracce di storia. Perché a Londra ogni angolo, ogni pietra, ogni edificio è lì per ricordare che il glorioso passato esiste ancora oggi e vive insieme al presente.
Credo che il fascino di questa città derivi esattamente da questo: ieri e oggi, passato e presente sono legati, intrecciati, imprescindibili l’uno dall’altro in una relazione talmente stretta da poter essere compresi a fondo solo se guardati insieme.
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Durante questi viaggi la storia mi si è palesata davanti.
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Oggi, ripensando a quel mio primo incontro con Londra, sorrido e penso a dove mi hanno portata studi e passioni. Da qualche anno vivo Londra molto intensamente grazie a numerose amicizie e poi attraverso viaggi e tour. Mi emoziona sempre moltissimo percorrere le sue strade e raccontare le storie di tanti personaggi e mi commuovo sempre mentre attraverso i parchi che, come dico spesso, sono la mia "idea di Paradiso". In fondo fra me e lei si c'è stato solo di un piccolo breve fraintendimento perché in realtà io l'amavo già da tempo, come attesta questo libro sfogliato così tante volte da essere ormai completamente spaginato.
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A proposito di libri, se siete già in vacanza o se avete del tempo libero da dedicare alla lettura vi lascio alcune idee ma sarei felice anche di raccogliere i vostri suggerimenti se avete scovato qualcosa a tema royal che vi è particolarmente piaciuto.
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* India Hicks “Lady P” Rizzoli. Questo libro non è stato tradotto in italiano ma ve lo segnalo perché sono le memorie, raccolte dalla figlia India e corredate da molte foto inedite, di Lady Pamela Hicks, la figlia di Lord Mountbatten che è stata damigella di nozze di Elisabetta II e poi sua lady in waiting per molti anni. Lady Pamela ha scritto anche un libro di memorie "Daughter of Empire" che ho letto di recente e mi è piaciuto molto. * Qual è la migliore biografia sulla regina Vittoria? Il punto di partenza secondo me è quella di Elizabeth Longford "Victoria RI" pubblicata da Dall'Oglio e ristampata da altri ma nella stessa traduzione. Interessante anche Karl Heinz Wocker "La regina Vittoria" edita da Garzanti. Entrambe sono difficili da trovare ma vi dirò un segreto: cercatele su Vinted. * Ho chiesto all'amica Alice Mortali quale biografia consiglierebbe a chi si volesse avvicinarsi al personaggio Maria Antonietta e non ha avuto dubbi "Maria Antonietta. La solitudine di una regina". Fra l'altro nei giorni scorsi Alice è arrivata su Substack la trovate qui MarieAntoinetteParisGuide
Detto ciò torno al mio lavoro per il tour di agosto e vi saluto ma ci rivediamo presto perché il 29 luglio posterò qui in anteprima la copertina del mio nuovo libro quindi, come si dice “stay tuned”.
Marina
Ps- nel mese di giugno ho creato molti contenuti su Instagram se li volete scoprire sono qui @marina_minelli_
Se questa newsletter vi è piaciuta potete iscrivervi e magari condividerla. Non esce a cadenza regolare ma “a gatto selvaggio”, come gli scioperi degli anni ‘70, cioè arriva all’improvviso quando ho qualcosa da dire e/o raccontare.
Sono una storica, una giornalista e una divulgatrice culturale ma se volete sapere qualcosa di più su di me ve lo racconto qui
Chi, come, dove, quando e perché
Spoiler: vivo nelle Marche con due gatti obiettivamente bellissimi, coltivo narcisi (come dice mio marito: una fatica enorme per un mese di splendore, quattro mesi di foglie secche e sette mesi di niente), colleziono ceramiche della serie Blue Italian di Spode e ho diversi altri interessi oltre alla storia delle famiglie reali.
I gioielli della Regina è il mio ultimo penultino libro e lo trovate qui

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