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Marginalia · Jul 28, 2025

#7 La magia della revisione

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Valentina Muccichini · Marginalia

Se dico “traduzione” ti viene subito in mente un lavoro solitario, non è vero? Una persona (e la sua fedele tazza di caffè), uno schermo, una tastiera, un testo, una pagina bianca da riempire, due lingue che devono diventare una cosa sola. Un dialogo silenzioso tra il testo originale e la sua eco in un’altra lingua.

Certo, in un primo momento è sempre una scalata solitaria, o meglio un assolo. Ma poi il sipario si apre ancora una volta, e sulla panca, proprio di fianco alla traduttrice (o al traduttore), si accomoda silenziosa la persona che revisionerà la sua traduzione. Ed ecco che, come per magia, quell’assolo si trasforma in un concerto a quattro mani, con le parole al posto delle note.

Ogni libro è un organismo complesso, vivo, carico di sfumature. Per “funzionare” davvero, per arrivare tra le mani di chi legge in tutto il suo splendore, ha bisogno di più sguardi, più attenzioni, tantissime cure. Revisionare non significa ritradurre né tanto meno imporre le proprie preferenze, ma leggere un testo che ha già preso forma e che può ancora crescere. Può affinarsi, assestarsi, guadagnare in equilibrio, coerenza, ritmo.

Per quanta attenzione si possa prestare durante la traduzione, ci sarà sempre qualcosa che ci sfuggirà: un refuso, un tempo verbale non proprio azzeccato, una virgola fuori posto, un sinonimo sfuggente, un’immagine poco evocativa, un dialogo poco incisivo. Revisionare non significa correggere errori (o almeno non solo): si tratta piuttosto di costruire un dialogo tra chi ha tradotto e chi ha il compito di traghettare il testo verso la pubblicazione. Due professionalità diverse, ma complementari. Due sensibilità che lavorano nella stessa direzione: il bene del libro (e di chi lo leggerà).

Lo considero un confronto preziosissimo, un momento di scambio e crescita reciproca, durante il quale ogni osservazione può diventare uno spunto di riflessione dal valore inestimabile, perché chi revisiona mette in discussione non per smontare, ma per andare più a fondo. Tutto questo richiede apertura, fiducia, capacità di ascolto, ma è proprio da questa relazione (viva, dinamica, rispettosa) che nascono le traduzioni migliori. Quelle che non si limitano a trasferire parole, ma a trasmettere senso, voce. Quelle che si leggono d’un fiato, perché suonano autentiche.

Qualche mese fa ho avuto la fortuna di tradurre L’età del disincanto, una novella scritta dal premio Pulitzer Jane Smiley e pubblicata da La Nuova Frontiera (se ti va puoi leggerne un estratto qui).

È un testo breve ma intensissimo che mette in scena la crisi di una coppia che rischia di cedere sotto il peso del sospetto e della sua capacità di stravolgere la nostra percezione della realtà. Tra me e quelle pagine è stato amore a prima vista: le ho tradotte in preda all’emozione, immaginando le scene a occhi chiusi, recitando i dialoghi ad alta voce per renderli più reali. Siamo diventate una cosa sola, ma è stato quando ci siamo separate che è avvenuta la magia.

Marta Silvetti (grazie Marta!) si è seduta su quella panca, proprio di fianco a me, ha poggiato con delicatezza le mani sulla tastiera ed è così che ha avuto inizio il concerto a quattro mani chiamato revisione. Con rispetto e cura (non saprei definirla diversamente) mi ha prestato il suo orecchio e il suo sguardo, rendendo tutto più “liquido”, più vero, più vivo. Il risultato è qualcosa di cui vado molto fiera, e che probabilmente continuerà a emozionarmi ancora a lungo. E insomma, non credi anche tu che sia magia, questa?

Nei mesi scorsi ho fatto una cosa divertente che spero di rifare prestissimo (semi-cit.): ho affiancato Roberto Pugliesi ed Enrico Maria Cervellati nell’editing di Capire la finanza personale (pubblicato da ROI Edizioni), una guida pratica rivolta a chi vuole comprendere al meglio i concetti alla base della gestione delle finanze personali.

Per anni mi sono occupata esclusivamente di traduzioni in ambito economico e finanziario e ho sempre portato avanti le mie personalissime battaglie per l’uso di un linguaggio chiaro, in grado di parlare a persone di ogni tipo, e non soltanto a chi faceva già parte del settore. Finalmente mi è stata data la possibilità di affiancare due professionisti che non volevano soltanto mettere in mostra le proprie competenze e conoscenze, ma desideravano davvero farsi capire. Te lo assicuro: non capita tutti i giorni di collaborare con persone che abbiano qualcosa da dire e al tempo stesso siano disposte a fare un passettino in più per creare significati e non soltanto contenuti. Il risultato? Un manuale utile per i risparmiatori ma anche per gli esperti del settore a loro volta desiderosi di farsi capire.

Negli ultimi tempi sono riuscita a riaccendere e tenere viva la fiamma della lettura, e quindi ecco alcuni titoli che ho voglia di condividere con te, senza entrare nel dettaglio della trama, ma raccontandoti brevemente quali sensazioni mi hanno lasciato addosso.

Io che non ho conosciuto gli uomini (Jacqueline Harpman, Blackie Edizioni, traduzione di Sara Clamor): le parole sono salvezza, raccontare è testimoniare la propria esistenza, rendere concreta la propria coscienza quando il concetto di “umanità” sembra venire meno, sia in quanto insieme di persone che di tratti che ci definiscono come entità appartenenti alla specie umana. “Io che non ho conosciuto gli uomini” mi ha insegnato questo: che le parole sono ciò che ci permette di sentirci liberi quando restiamo intrappolati nelle nostre gabbie, fatte di sbarre o di spazi e tempi sconfinati.

Lo sbilico (Alcide Pierantozzi, Einaudi): questo è un libro che ti lacera la carne. Da quello squarcio le parole s’infilano dentro e si mettono a scorrere insieme al sangue. Dopo lo senti che qualcosa è cambiato. È come quando qualcuno ti racconta un segreto e allora ti sembra tutto diverso. Come fai, poi, a continuare a vedere le cose allo stesso modo di prima?

Amarsi in una casa infestata (Matteo Cardillo, Mercurio): nei libri cerco un significato che sia soltanto mio. Le storie, i personaggi, gli spazi, tutto diventa una questione personalissima, quasi intima, anche quando i mondi che mi si aprono davanti attraverso la lettura non potrebbero essere più distanti da me e dal mio vissuto. Anche se resto ben ancorata alla realtà, e tutto ciò che è soprannaturale non ha presa su di me, in “Amarsi in una casa infestata” ho ritrovato le ombre del passato e del presente che non si stancano di darmi la caccia. Sono ombre di questo mondo, fatte di carne e sentimenti, eppure in un certo senso somigliano alle creature che si nascondono tra le pareti della casa di viale XII giugno. Mi sono sentita la protagonista senza nome di queste pagine, carica di ricordi, mancanze, sentimenti, paure, nostalgie. E quando un libro riesce a farmi sentire così, vorrei riuscire a dimenticarlo in fretta per tornare alla prima riga, ricominciare da capo per trovarmi ancora una volta.

Questa volta sarà diverso (Marta Jiménez Serrano, La Nuova Frontiera, traduzione di Serena Bianchi): questa raccolta di racconti è viva, reale. Sospira, ride, piange, corre, poi rallenta, si ferma a riflettere, accelera di nuovo, ti tiene per mano attraverso un inventario delle relazioni che più realistico di così non si può. E lo fa accompagnandoti per le strade di Madrid, spingendoti a ripensare alle tue, di relazioni, quelle ordinarie, quelle sbagliate, quelle incasinate e a modo loro perfette.

Per oggi è tutto, grazie per avermi letta fin qui. Il tema della revisione ti sta particolarmente a cuore o magari hai voglia di saperne di più? Parliamone! Rispondi a questa e-mail o scrivimi: ciao@valentinamuccichini.it. Non vedo l’ora di leggerti! Se invece questa newsletter ti è piaciuta o hai semplicemente voglia di sostenere il mio progetto, condividilo con chi vuoi tu.

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Marginalia tornerà presto.

Al prossimo numero,

Sono Valentina Muccichini e il mio superpotere è quello di aiutarti a trovare le parole giuste. Mi occupo di traduzione dal francese e dall’inglese verso l’italiano (in ambito sia tecnico che letterario), localizzazione in ambito UX e scrittura (scrivo testi per siti, brochure, descrizioni di prodotti, articoli di blog e tanto altro).

Vuoi scoprire cosa possiamo fare insieme o come possiamo far brillare il tuo progetto? Raccontami tutto quello che c’è da sapere, non vedo l’ora di scoprirlo. Insieme troveremo le parole giuste per te.

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