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Marginalia · Dec 31, 2024

#5 E invece...

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Valentina Muccichini · Marginalia


Mi sono seduta davanti alla pagina bianca convinta del fatto che avrei scritto di tutt’altro.

E invece, mentre andavo in cerca d’ispirazione, sono stata travolta dai post e dalle newsletter di fine anno e, nonostante io faccia parte del team 1° settembre, non sono riuscita a sottrarmi alla tentazione di tirare le somme.

Sarò sincera: mentre leggevo dei traguardi altrui (obiettivi centrati, buoni propositi per il nuovo anno e vittorie conquistate), non ho potuto fare a meno di pensare che io, quest’anno, sono sopravvissuta.

Non lo dico con rammarico. Lo considero a tutti gli effetti un successo. Avrei potuto cedere allo scoramento, lasciarmi trasportare dagli eventi, e in fin dei conti mollare, ma se sono ancora qui a scrivere e tradurre, mettere insieme le parole più adatte a chi sceglie di lavorare insieme a me, un motivo ci sarà.

Per dirla alla Sorrentino, io quest’anno sono riuscita a non disunirmi, sono rimasta fedele a me stessa e a ciò che ho costruito negli ultimi anni.

Tra qualche mese la mia partita iva compirà 15 anni, quindici! Ma voglio svelarti un segreto: pur essendo riuscita a portare a casa un risultato dignitoso, il 2024 è stato l’anno peggiore di sempre in termini di fatturato. Molti clienti non hanno resistito alla crisi che li ha travolti, altri hanno “rivisto il budget” al ribasso e io, io ingenuamente non avevo previsto un piano di emergenza, o magari, troppo concentrata sul lavoro pratico, non ho pensato di aprirmi nuove strade per tempo.

Essendo abituata a ben altri standard, di fronte a questa doccia fredda la prima reazione è stata ovviamente il panico: nel 2025 dovrò mettere da parte la paura, rimboccarmi le maniche e rendermi finalmente conto che il lavoro non vive di sola passione, ma anche, soprattutto, di spirito imprenditoriale.

Poi qualche giorno fa, una persona speciale capace di vedere le cose con molta più lucidità di me, di metterle in prospettiva, e di argomentare il suo punto di vista in modo sempre brillante, mi ha fatto notare un dettaglio fondamentale che io e il mio pessimismo cosmico avevamo trascurato.

Mi sono portata fin qui da sola, con impegno e dedizione, ho fatto funzionare le cose, ho aiutato clienti che dopo tutto questo tempo mi danno ancora fiducia e si affidano a me. Nell’ultimo anno ho portato avanti progetti importanti e continuerò a farlo, non ho mai smesso di provare a usare le parole nel miglior modo possibile.

Quindici anni sono un periodo lunghissimo, e restare fedeli a se stessi per tutto questo tempo è qualcosa di cui andare fieri anche quando intorno a noi le nuvole si fanno minacciose e il vento soffia forte, facendoci perdere per un attimo la rotta che avevamo in mente.

Far funzionare le cose nel miglior modo possibile. È questo l’augurio che faccio sia a me che a te per il nuovo anno. Se nel frattempo hai voglia di raccontarmi come hai fatto tu a far funzionare le cose quando avevi l’impressione che fosse impossibile riuscirci, io sono qui, impaziente di ascoltare la tua storia.

A dicembre ho tradotto un libro, un saggio in ambito economico/finanziario. Per tutta una serie di circostanze avverse mi sono ritrovata a farlo in tempi record, accumulando notti in bianco che, incredibile ma vero, sono poi sconfinate in un burnout degno di questo nome.

Il vero tema della newsletter avrebbe dovuto essere proprio questo. Poco importa che la traduzione che ho consegnato si sia dimostrata corretta e il testo sia risultato leggibile e scorrevole come avrebbe dovuto: non è così che si dovrebbe lavorare. Scrivere e tradurre sono attività che richiedono tempo.

Possiamo ricorrere a tutti gli strumenti che la tecnologia ci mette a disposizione, ma lavorare con le parole significa a tutti gli effetti essere artigiani, e ogni artigiano che si rispetti ha bisogno di tempo per studiare le proprie creazioni, rifinirle, perfezionarle, trasformarle in qualcosa di valore.

Per “fare bene” è indispensabile assecondare i propri ritmi, perché un carico mentale sbilanciato non è qualcosa di cui vantarsi, ma va invece a compromettere la qualità e, sul lungo periodo, inevitabilmente, la reputazione. “Fare in fretta” può essere indispensabile in alcune circostanze, ma in linea di massima comporta dei rischi che i “professionisti delle parole” non possono permettersi di correre.

Assecondare i nostri ritmi non significa quindi essere lenti o svogliati, ma semplicemente impegnarci a migliorare giorno dopo giorno, mettendo a frutto le nostre competenze e sfruttando al massimo la nostra creatività.

In questo senso, la conseguenza più ovvia del “rallentare” è il fatto che “meno” diventa inevitabilmente sinonimo di “meglio”.

  • Negli ultimi giorni, complici i tempi dilatati delle festività, ho avuto modo di recuperare, in colpevole ritardo, la serie TV de “L’amica geniale” e i primi due romanzi di Sally Rooney (“Parlarne tra amici” e “Persone normali”). Non ho potuto fare a meno di notare che il loro grande successo possa in parte essere dovuto al fatto che ci permettono di riconoscerci in situazioni e personaggi che ci assomigliano. Errori, mancanze, incoerenza, imperfezioni: a modo suo, ogni personaggio è incredibilmente umano. Non c’è artificio, ma solo la realtà in cui ogni giorno, anche noi, ci immergiamo.

  • Il francese è la mia lingua preferita. Chissà, magari in una vita precedente vivevo in una banlieue parigina, e il mio grande amore per questa lingua nasce proprio da lì. Per lasciarti trasportare dal suo suono magico ti suggerisco di ascoltare “La symphonie des éclairs”, l’album di esordio di Zaho de Sagazan, che forse avrai avuto modo di ascoltare durante la cerimonia di chiusura dei Giochi olimpici di Parigi. Per quanto mi riguarda, la sua musica è il mix perfetto tra cantautorato francese e musica elettronica anni Ottanta. Vediamo un po’ se riuscirà a ipnotizzare anche te!

Per oggi è tutto, grazie per avermi letta fin qui. Se hai voglia di raccontarmi come fai tu a far funzionare le cose, darmi un consiglio o farmi una domanda, rispondi a questa e-mail o scrivimi: ciao@valentinamuccichini.it. Non vedo l’ora di leggerti! Se invece questa newsletter ti è piaciuta o hai semplicemente voglia di sostenere il mio progetto, condividilo con chi vuoi tu.

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Marginalia tornerà a gennaio.

A presto,

Sono Valentina Muccichini e il mio superpotere è quello di aiutarti a trovare le parole giuste. Mi occupo di traduzione dal francese e dall’inglese verso l’italiano (in ambito sia tecnico che letterario), UX localization e scrittura (scrivo testi per siti, brochure, descrizioni di prodotti, articoli di blog e tanto altro).

Vuoi scoprire cosa posso fare per te o per il tuo progetto? Raccontami tutto quello che c’è da sapere, non vedo l’ora di scoprirlo. Insieme troveremo le parole perfette per te.

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