Con l’emergere dell’intelligenza artificiale generativa, il ruolo dell’user experience design continua a restare centrale ma va ripensato. I modelli generativi non si comportano come i software tradizionali: non seguono regole deterministiche, ma rispondono in modo probabilistico e creativo a input spesso ambigui.
Questo richiede un cambiamento nel modo in cui progettiamo le esperienze digitali. Il framework proposto da Weisz et al. nell’articolo Design Principles for Generative AI Applications offre 6 principi guida essenziali per affrontare questa nuova sfida. I primi 3 reinterpretano approcci già presenti in quella che potremmo chiamare UX classica; mentre gli ultimi 3 introducono regole specifiche per la UX dell’intelligenza artificiale. Ecco i 6 principi.
Responsabilità
Modelli mentali
Fiducia e affidabilità adeguate
Variabilità generativa
Co-creazione
Imperfezione.
Il lavoro dello UX designer si sposta verso i livelli più alti della progettazione, e contemporaneamente si diffonde capillarmente in tutti i contesti aziendali: meta-design, enterprise UX design, facilitazione sono alcuni dei possibili scenari evolutivi.
I sistemi di intelligenza artificiale generativa come ChatGPT possiedono interfacce ancora molto grezze che ricordano quelle anteriori all'avvento dell'interfaccia grafica nel software e nel web.
“By modelling smaller blocks of information, we are enabling GOV.UK content to be used in places other than traditional web pages in the most efficient way. Think Lego - reassembling to meet different needs“.
Perché dovremmo evitare molti degli hype sull’intelligenza artificiale e come rimpiazzare i luoghi comuni con pratiche sane.
“Every few months I put together a guide on which AI system to use. Since I last wrote my guide, however, there has been a subtle but important shift in how the major AI products work”.

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