
In Italia ci sono pochi laureati e mal impiegati
Il 20 per cento dei laureati occupati in Italia svolge un lavoro che non richiede la laurea
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Il 20 per cento dei laureati occupati in Italia svolge un lavoro che non richiede la laurea

Dal 2021 in Italia nascono più imprese di quante ne chiudano, per la prima volta in vent’anni. Ma le aperture restano sotto i livelli pre-crisi e il ricambio del tessuto produttivo è ai minimi.

In Italia un occupato su quattro lavora in una professione regolamentata. L’abilitazione alza i redditi di chi la ottiene, ma i benefici per i clienti restano difficili da misurare.

La spesa pubblica italiana vale il 50,4 per cento del PIL. Eppure per la sanità, la scuola e istruzione spendiamo poco.

Una lista di libri, paper e ricerche per il periodo estivo per capire perché l’Italia è ferma da trent’anni.

Gli omicidi sono scesi dell'83 per cento dal 1991 e i delitti denunciati del 18 per cento dal picco del 2007. Ma sette italiani su dieci credono che la criminalità sia in aumento.

Sotto la stagnazione della produttività italiana: competenze sotto la media, forti squilibri territoriali e un sistema che fatica a trasformare conoscenza in innovazione diffusa.

È la prima preoccupazione personale degli italiani, ma la spesa pubblica reale per ogni cittadino è tornata sotto i livelli del 2010.

L'Italia spende per le pensioni un quarto della spesa pubblica, più di ogni altro paese europeo in rapporto al PIL, mentre a chi lavora oggi promette assegni più bassi e più tardi.

Il quarto giugno più caldo dal 1961 conferma una tendenza lunga sessant’anni: 4,8 gradi sopra le medie di allora e notti tropicali passate da meno di una a undici per abitante.