Italia, un Ferragosto di gloria. Qui dal nuoto, qui dall’atletica.
Carla Tatò, addio all’irriducibile della scena. Da Bene a Volontè, la radicale del teatro italiano.
Kyoto. Suona chitarra e radio a tutto volume per anni: i vicini non riescono più a dormire e denunciano. Arrestato un uomo di 61 anni.
La strana esplosione della fabbrica di armi a Colleferro: un caso tutt’altro che isolato. Al momento non esiste alcuna evidenza pubblica che permetta di parlare di sabotaggio o attentato. Eppure l’incidente merita attenzione non soltanto per le dimensioni dell’esplosione. Non era un impianto qualsiasi.
In Islanda a danzare con Björk attraverso l’eclissi. Siamo stati a Reykjavík per Echolalia, dove abbiamo trovato un meteo sfortunato, un’artista in magnifica forma, e un assaggio grandioso del suo prossimo lavoro in uscita a settembre (ma anche di un’installazione). Qui in video. Qui altro video. (Carlo Antonelli)
Nelle barberie gli uomini costruiscono legami e capiscono chi sono.
Volare in piedi è realtà: il nuovo aeromobile personale si pilota con due joystick.
E la spiegazione è semplice: non si è ciò che si vuole, ma si finisce per diventare ciò che si fa.
C’è un vecchio adagio della saggezza popolare che sembra inventato apposta per l’Italia: “Il convento è povero, ma i frati sono ricchi”.
Quando i tuoi amici cominciano a complimentarsi con te per la tua aria giovanile, puoi star certo che pensano che stai invecchiando. Così Washington Irving.
Lucia, 22 anni, schiacciata dal trattore, tre vittime in ventiquattr’ore: il trattore si conferma tra le prime cause di incidenti mortali sul lavoro in agricoltura.
David Prudhomme “Rebetiko (La mala erba)”. Il graphic novel di Prudhomme svela la repressione del rebetiko sotto Metaxas e la forza culturale di una musica meticcia e ribelle.
Cari ventenni, che per non innamorarvi fate l’uncinetto o gli acquerelli: spiegateci la vita. I giovanissimi americani riempiono ogni spazio libero di hobby, amicizie e side quest per non lasciare campo libero all’amore. Ma Barthes ci aveva già avvertiti: innamorarsi significa soprattutto aspettare.
Già a nove anni ere famoso perché chiedevo cinquemila lire a testa e con cinquemila lire riuscivo a organizzare una grigliata: il prezzo comprendeva la legna per il falò, Coca-Cola che poi è diventata vino e poi gin tonic, salsiccia e pane. Facevo già le mie liste: di chi veniva, della spesa, del budget.
Credo che il mio punto di vista sia oggettivo. Un tempo in televisione avevamo Pasolini o Eco come opinionisti ma oggi? Mauro Corona e Gianrico Carofiglio, asserviti al sistema, mai che nasca qualcosa dai loro discorsi. Per non parlare degli editorialisti tuttologi, chi abbiamo? Antonio Scurati che scrive sull’acqua o un Walter Siti che è la copia mal riuscita di Pasolini perché non ha ereditato da lui neanche una virgola di coraggio. E innocuo, ciò che accomuna tutti gli scrittori anche quando credono di intervenire sulla realtà.
Diceva Lucio Dalla che i giusti muoiono nel giorno del loro compleanno, o nei giorni attorno al loro compleanno. Lui, che era un giusto, morì il primo marzo 2012, tre giorni prima di compiere 69 anni. La signora Leda è morta proprio nel giorno del suo compleanno, il 30 dicembre 2025. Era nata 93 anni prima, il 30 dicembre 1932. Lo so che non sapete chi è la signora Leda. Io ho avuto la fortuna di conoscerla. Era una signora modenese, che emanava una luce. Una luce di simpatia, di cordialità, di umanità. Ed era la suocera di Gino Paoli, che aveva venti mesi meno di lei. Quando salivo sulle alture di Recco a intervistare Gino, nella meravigliosa casa da cui si vede mezza Liguria, lei c’era quasi sempre. Il rito prevedeva che per pranzo preparasse le tagliatelle, in proporzioni pantagrueliche. Un piatto che Gino, che ormai mangiava come un uccellino e non beveva più, non disdegnava mai. In quel momento a tavola venivano fuori i ricordi più intimi, le storie più vere, i sentimenti più genuini. Gino, come tutti i grandi artisti, non era una persona facile, ma era una persona generosa di sé, l’antiretorico per eccellenza. Uno che non raggiungeva mai, piuttosto levava, scarnificava, tagliava all’osso. Era duro come uno scoglio della sua Liguria, tanto quanto la signora Leda era morbida, avvolgente, materna. Infatti, al fianco aveva la figlia, Paola, che è stata la benedizione dell’ultima parte della vita di Gino. Una donna solare, sorridente, gentile, che si è presa cura di lui, gli ha dato due figli, faceva da tramite tra lui e il mondo non chiudendolo ma dosandolo con amore, affetto e attenzione. Ora non ci sono più né lui né lei, né Gino Paoli né la signora Leda. Ma nel mio ricordo quei piatti fumanti di tagliatelle su un terrazzo in riva al mare resteranno come un punto di riferimento della mia vita non soltanto professionale.
Dieci miti da sfatare sullo sport. 7/10. Un esercizio efficace richiede dolore: falso.
“Il Sorpasso”, it’s really 100% Italy. Everything is jolly, until it is not. Indeed, a very interesting philosophy of life.
When the summer sun screams across Mexico’s city streets and sandy beaches, mangonadas come to the rescue.
I am an original P.I.B. (person in black) dresser from the punk era that became an N.Y.C. cliché. I’m still in the all-black trim jeans, black T-shirt look, but as I near retirement, I’m starting to wonder if I’m an anachronism. Even worse, am I making myself ridiculous at my age? (Rick, Trenton, N.J.)
La scuola inutile, una collezione di suggestioni.
Breve definizione di Inutile/Pensiero inutile. Momenti persi dal punto di vista della funzionalità e dell’interesse immediato, gratuitamente creativi, capaci di regalare la pienezza di un tempo fatto non per essere consumato, ma abitato e vissuto. (Nicoletta Polla-Mattiot)
Qui il link alla collezione, please, mandateci i vostri pensieri e suggestioni!
È di nuovo domenica, è di nuovo “Frasi random che sento o leggo ogni tanto”, a cura di Michele Lupi.
Oggi: 38. A proposito dello stile nello sport, in America c’è questo motto amato dagli allenatori di hockey: “If you look good, you play good”. (Ico Migliore, tre Compassi d’Oro ed ex capitano della Nazionale italiana di hockey. Milano. Qui la collezione completa / qui invece l’atlante).
Continuiamo poi con una nuova puntata degli immancabili “Special People” di Paolo Ferraguti.
Oggi parliamo di Geronimo (1829–1909). Era un guerriero Apache che combatté per decenni l’esercito americano con un gruppo mai superiore a 40 uomini. Catturato e liberato più volte, la sua ultima resa nel 1886 richiese 5.000 soldati americani e 500 esploratori. Deportato in Florida, finì i suoi giorni come prigioniero di guerra in Oklahoma, dove coltivò angurie e vendette le sue fotografie ai turisti. Non tornò mai in Arizona.
Affairagosto. (Giulia Ferrari)
More African creativity. (Karin Fink)
Al bando i barbecue! (Corrado Beldì)
Solo la “Busiarda”... (Guido Guerzoni)
The form of the flower… (Rachaporn Choochuey)
Un ricordo di Alessandra Ginzburg che passeggia sul Lungotevere. (GM)
Armi donate all’Ucraina nelle mani di milizie e malavita organizzata. (Stefano Marini)
Al Casva è aperta la mostra “Atlante Ginoulhiac”. Qui un frammento. (Virginia Invernizzi)
Ecco la visionne apocalittica prevista dal filosofo Daniel Kokotajlo sull’AI. Affascinante questa storia. (Frédéric Hallier)
“Rispetto al tema dell’ambiente e quello che possono fare gli uomini, a Castelfranco Emilia lo hanno fatto. Quaranta ettari di bosco, denominato la città degli alberi, progettata dall’architetto Leonardi. Realizzato solo da volontari”. (Natalino, via: “Ok Boomer” di Michele Serra)
Gli 80 anni di Paul Smith, lo stilista che ha trasformato la curiosità in moda. Classe 1946, lo stilista inglese ha capito che la creatività può assumere infinite forme e che la moda è soltanto una delle sue possibili espressioni. Così Paul Smith è diventato lo stilista dal linguaggio creativo per eccellenza. (GM)
Il traduttore, mi pare, è un lavoro che richiede delle doti che hanno qualcosa del prestigiatore, dell’illusionista, del traffichino, quando non del baro, del contrabbandiere, del sofisticatore: gente che ha la necessità di scomparire, di occultarsi, di fare come il diavolo e convincere tutti di non esistere. L’aspirazione alla trasparenza, al vuoto, all’annichilimento, al riassorbimento all’interno della parola e del suo suono dovrebbe essere la vocazione ultima di ogni traduttore: il monaco zen del lavoro editoriale. (GM)
Sfondando il muro di una casa in Belgio dove stavano facendo lavori di restauro, una squadra di carpentieri ha trovato un tesoro di lingotti e monete d’oro per un valore di 9 milioni di euro. “All’inizio credevo di avere messo le mani soltanto una monetina”, racconta Kobe, uno studente di 18 anni che si era unito ai muratori accettando un impiego estivo, “ma poi ho visto il resto e non ho creduto ai miei occhi”. I lavoratori hanno chiamato la polizia, che ha preso possesso dell’eccezionale scoperta e l’ha resa pubblica. (Damiano Fossati)
In zona Tribunale, a Milano, i bistrot hanno ormai un sottotitolo evocativo: Healthy lunch (pranzo sano). Chiara G., avvocatessa, li frequenta spesso. Da qualche tempo però non trova più né costine di tofu né cosce ai semi di bambù. Era il suo cibo preferito. Ci sono solo nuove bowl (ciotole) di quinoa con legumi accanto alla bistecca di cavolfiore che forse cambierà nome. Cos’è successo ai menu? Tutta colpa della normativa Ue del 16 giugno, le ricordano i colleghi. Gli agricoltori hanno ottenuto lo stop all’uso dei trentuno termini legati al mondo animale per prodotti veg o sintetici. Fine, quindi, dell’epoca della finta carne e fine del meat sounding (che “ricorda la carne”). Accanto alla regola, l’eccezione: sono ancora ammessi burger, salsiccia e nuggets di materie prime diverse. Chiara, infatti, ora prende il blend burger di pesce. Chiara è onnivora, anzi fa parte di quella massa transgenerazionale che mangia poca carne solo per una smania salutista, la stessa che ci spinge a ingerire verdure stracolme di burro (è il gusto principe della bistecca di cavolfiore) e a ordinare al bar solo brioche senza burro. «Si chiama trend salutista ed è quello che domina il mercato oggi» precisa Roberta Sassatelli, docente all’Università di Bologna e autrice di Consumo e teoria sociale (Il Mulino). «Le classi medie vogliono controllare la salute attraverso una routine e al supermercato cercano cose buone purché siano arricchite con probiotici e prive di grassi. La novità è che l’attenzione al benessere ora va a braccetto con il piacere» aggiunge. Ed è così che alcuni cibi perdono punti e altri salgono in cima alle preferenze: un andirivieni divertente. L’Osservatorio Veganok ha intercettato su Google Trends come la parola tofu abbia staccato tutti gli altri termini vegetali debuttando anche in versione cinese (mapu tofu), eppure nelle nostre case il trono salutista spetta adesso all’avena, in versione porridge per colazione, con zucca e lenticchie a cena. (GM)
Mi piace pensare che esista una sorta di miniera delle cazzate, dove tu ti metti un caschetto, entri, scavi e poi qualcosa, una cazzata, salta sempre fuori. (Mago Forest)
Domenica 16 agosto 2026.
3094. Affairagosto
16 agosto, a Siena è il Palio dell’Assunta. Per il resto del mondo invece è San Rocco. Auguri a tutti i nostri lettori con questo nome così sbang. Anche utile sapere che è un santo da invocare in ogni momento di bisogno, in particolare durante le epidemie, contro le malattie gravi, e da parte dei pellegrini, dei viaggiatori e di chi si prende cura degli animali. Insomma, un santo multitasking.
Già che ci siamo, anche, buon compleanno a Shel Shapiro dei Rokes. Che oggi arriva a 83. Bravo, non era scontato.
Oggi poi, giornata di anniversari importanti: nel 1938 a Greenwood muore Robert Johnson. Stesso giorno, 1956, a Los Angeles muore Bela Lugosi. Stesso giorno, 1977, a Memphis muore Elvis Presley. Stesso giorno, 2018, a Detroit muore Aretha Franklin. E così via.
Questo numero di oggi viene inviato a 3605 lettori / Milano, che fatica.
Dal 20 febbraio 2018, 3094 giorni senza saltarne uno. Qui, l’indice cronologico e tematico dei primi 616 numeri. Con anche tutte le storie e storielle, elencate una per una. E le rubriche. È in progress, enjoy!
24 frammenti per una domenica in cui ci sono temporali più frequenti e meno caldo.
Nessun post

Comments
Nothing yet. Say the first thing.
Sign in to join the conversation.