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L'altra biblioteca · Jun 24, 2026

Laboratorio XXIV: backrooms e literary nepo babies.

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L'altra biblioteca · L'altra biblioteca

Laboratorio è un contenitore che riunisce link a testi, podcast e/o materiale video che hanno attirato la mia attenzione dall’ultima uscita della newsletter. Salvo eccezioni, arriva il penultimo mercoledì di ogni mese.
L’immagine di copertina è una fotografia di Slim Aarons.

The rise of the literary nepo baby? The children of famous novelists on following in their parents’ footsteps || John Self || The Guardian
Nonostante qualche rimostranza del genere “anche i ricchi soffrono” (cioè: recensioni e campagne marketing menzionano gli augusti genitori), nell’articolo si affacciano sprazzi di lucidità quando qualcuno riconosce “Because my father was a writer, he knew the literary editor of the Daily Telegraph, and I reviewed a book for them, and saw my name in print.” oppure “My agent was my mum’s agent, [...] the UK publisher who bought the book did know it was me”.

Processing evil: Nuremberg & the birth of simultaneous translation || Peter Frederick Matthews || The European Review of Books
Non sapevo che l’interpretazione simultanea da una lingua all’altra fosse stata perfezionata per il processo di Norimberga, dunque questo articolo è stato molto stimolante.
Siccome poi il passato non è mai lontano dalla contemporaneità:

With the trials over, the simultaneous translators each went their own way. Leon Dostert, the head of the original team, started to collaborate with IBM in the pioneering field of Artificial Intelligence. In 1954, he would build an «artificial brain» — the 701 translator — the world’s first machine for automated translation. At its unveiling, a girl input a sentence in Russian and the machine spat out the English equivalent: We transmit thoughts by means of speech.

Altre divagazioni:

Come va? Stai leggendo questa email dall’altro festival di Cannes oppure mentre aspetti di guardare The Lady Eve con Barbara Stanwyck ed Henry Fonda, introdotto da Molly Haskell (!)2, al Cinema Ritrovato?

Come sempre, sto scrivendo la maggior parte di questo Laboratorio nel corso del finesettimana che precede il giorno in cui lo spedisco.
L’elenco degli ultimi libri letti mi sembra più caotico del solito.

L’ultimo che ho terminato è il trattato Del sublime (BUR, traduzione e note di Francesco Donati, prefazione di Nuccio Ordine), di un anonimo che per comodità chiamiamo Pseudo Longino: è uno dei più antichi testi di critica letteraria. Siccome non ho davvero le competenze per commentarlo in maniera sensata, mi limiterò a dire che mi ha addirittura fatto ridere nel capitolo XLIII.

Anche secondo me (trascrivo con gli accenti tonici italiani) “zesàses dè tès thalàsses” suona malissimo.

Poco prima compare A scuola si muore di Brunella Gasperini (BUR; ristampato da GAEditori). Gasperini è una giornalista e scrittrice che viene ricordata con stima da nomi come Camilla Cederna e Grazia Cherchi3. Di solito si sottolinea soprattutto la qualità del suo memoir Una donna e altri animali (che non ho ancora letto), mentre la sua narrativa è giudicata gradevole-sebbene-commerciale, oppure commerciale-sebbene-gradevole.
Uscito nel 1975, questo brevissimo romanzo è un giallo che comincia quando il narratore, Stefano, scopre nella palestra del suo liceo milanese il corpo esanime di Sandra, una compagna di classe che aveva da tempo sviluppato una dipendenza da eroina.
Ho il vago sospetto che si tratti di una sorta di instant book, e non dubito che ci sia alla base un intento didattico, eppure il risultato è molto meno moralistico di quel che ci si potrebbe aspettare (non casuale la scelta del colpevole). Si capisce quando la narrativa di consumo proviene da una persona intelligente, così come si capisce quando un romanzo con ambizioni letterarie proviene da uno stupido.
Sempre avvilente constatare quanto l’italiano scritto sia peggiorato rispetto al passato, ma cerco di sorvegliare le mie opinioni da vecchio trombone.

Anni fa, mentre leggevo la Recherche nella traduzione di Raboni ed ero giunta al volume Albertine scomparsa, avevo seguito stupefatta la descrizione, nel corso del viaggio a Venezia del protagonista, di una crisi del governo italiano, in seguito alla quale verrà richiamato Giolitti4. E mi sono resa conto di sapere così poco di Giolitti! In generale, poco di tutto il periodo 1870-1911.
L’anno scorso, mentre leggevo I divoratori di Annie Vivanti (Sellerio), mi aveva nauseato il servilismo in cui annegava una scena che ritraeva la protagonista, enfant prodige della poesia, invitata a corte per conoscere la regina Margherita. Di nuovo, però, avevo avuto la sensazione di sapere troppo poco di quel periodo.
Lentissimamente sto cercando di rimediare, così ho letto l’accessibile La regina Margherita: costruzione di un mito di Maria Teresa Mori (Viella)5. Piacevole esperienza di lettura da cui si esce con la conferma della pochezza morale e intellettuale di tutti i membri di Casa Savoia.

L’ultimo titolo da menzionare è il secondo libro di Julien Gracq, Un beau ténébreux (José Corti). Strano libro dalle atmosfere che mi hanno ricordato il film India Song di Marguerite Duras, e in parte anche il suo romanzo Il rapimento di Lol V. Stein. Un’estate fantasmatica che sembra condurre verso una fine annunciata.
Il francese di Gracq è più complesso della lingua tipica dei romanzi contemporanei a cui sono abituata, ed è stato utile per combattere la mia pigrizia.

Finito!
La newsletter tornerà… in realtà non so bene quando. Saltando luglio, magari Laboratorio potrebbe già tornare l’ultimo mercoledì di agosto. O magari non ci sarà abbastanza materiale, e rimanderò a settembre.
Per le uscite lunghe non ho ancora idee, dunque potrebbero arrivare addirittura l’anno prossimo.

Grazie di aver letto finora L’altra biblioteca, e buona estate.

1

Un genere del cinema statunitense che amo quasi quanto il noir. Ma sono sceneggiature difficili da scrivere.

2

In questo caso, che invidia. Ma le persone che invidio di più sono quelle che potranno guardare le otto puntate del documentario del 1986 dedicato a Luchino Visconti. Magari la Rai lo renderà disponibile su Raiplay.

3

Bellissimo il ricordo dedicato a Gasperini da Cederna che si può leggere in Camilla, la Cederna e le altre (Bompiani); Cherchi la definisce “troppo presto dimenticata” in un’intervista concessa proprio a Cederna e raccolta in Scompartimento per lettori e taciturni (Minimum Fax). Su Youtube c’è anche un ricordo di Natalia Aspesi.

4

Norpois e il principe Foggi che tramano!

5

Margherita di Savoia era amatissima dall’ex repubblicano Giosuè Carducci, il Pigmalione di Vivanti, dunque tutto torna anche lì. Si nasce incendiari e si muore pompieri etc.

Read the original on laltrabiblioteca.substack.com

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