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L'altra biblioteca · May 20, 2026

Laboratorio XXIII: Olga Tokarczuk, Jim Thompson, Albert Cohen.

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L'altra biblioteca · L'altra biblioteca

Laboratorio è un contenitore che riunisce link a testi, podcast e/o materiale video che hanno attirato la mia attenzione dall’ultima uscita della newsletter. Salvo eccezioni, arriva il penultimo mercoledì di ogni mese.

La prossima uscita standard della newsletter arriverà il 3 giugno. Nell’attesa, si può leggere o rileggere l’uscita su

Tetto Murato di Lalla Romano.

Il prossimo

Laboratorio arriverà il 24 giugno (perché il 17 mi sembra troppo presto).
L’immagine di copertina è di Tano D’Amico.

Chiude la biblioteca Sormani, apre la BEIC e a perderci sono i milanesi || Lucia Tozzi || Lucy
Non sono una frequentatrice della Sormani, ma ho sempre apprezzato la loro iniziativa dall’adatto nome Gli ebook della Sormani, che mette a disposizione gratis e in formato epub una serie di libri fuori catalogo (legati a Milano, e non solo1). Un’iniziativa davvero al servizio dei cittadini. Difficile immaginare qualcosa di simile in futuro, quando verrà sostituita dalla Biblioteca Europea di Informazione e Cultura:

Lavoratori e utenti della Sormani protestano perché, a meno di un anno dall’annunciata e trionfale apertura, della BEIC non si sa quasi nulla. […]
In pratica si è deciso di costruire un contenitore cool senza avere la più pallida idea di come mantenerlo, senza un piano economico, gestionale e culturale, senza che Stato e Comune si siano minimamente preoccupati di come sono stati impiegati i soldi pubblici spesi fino a ora (100 milioni di PNRR e 30 milioni di fondi comunali, più altri 30 per gli arredi) e delle immense spese che genererà, a scapito di altri servizi pubblici.


Life of Intrigue
|| Rob Benvie || The Metropolitan Review
Fare i conti con la morte di un padre solitario e distante attraverso i suoi libri tascabili. Mi ha vagamente ricordato My Father, the Pornographer di Chris Offutt.

His landlady had also packed up several boxes of books, all cheap paperbacks. Here were names familiar to me from family bookshelves, long ago. Titans of espionage and suspense: John le Carré, Len Deighton, Ken Follett, Robert Ludlum. Blockbuster procedurals: John Grisham, Tom Clancy. Tech-infused spine-tinglers: Michael Crichton and the like. Eric Van Lustbader. Clive Cussler. Mass-market thrillers from drugstore racks: J. D. Robb, James Patterson.


Tokarczuk, Translation, and Time
|| Milena Billik || Reading in the Sentimental (?) Age
Spesso, e in particolare per quanto riguarda le lingue meno praticate in Italia, le traduzioni scardinano l’ordine cronologico di pubblicazione.
Il lato negativo di questo pezzo in inglese è che si applica solo in generale alla situazione italiana: nello specifico caso italiano, Tokarczuk è menzionata alla fine della Storia della letteratura polacca di Luigi Marinelli (uscito nel 2004 per Einaudi), e la sua opera è tradotta in italiano con continuità fin dagli anni Zero2.
Però rimane interessante.

Interviste, recensioni e miscellanea: essere la sorella di David Foster Wallace; Marilyn Monroe, lettrice3; cinque noir di Jim Thompson; sobri per la rivoluzione; Veltroni e Dawkins “innamorati del computer”; l’estetica dei video-podcast; l’estetica delle Special Forces statunitensi degli anni ‘80 e ‘90 come modello di stile maschile; e infine: come si chiama questa estetica?

Frassinelli ha ristampato il romanzo La cattiva figlia di Carla Cerati, scrittrice della quale avevo parlato un pochino in un vecchio Laboratorio (primo link). Forse dovrei davvero usare come call to action “iscrivetevi a LAB per essere sempre in anticipo sui tempi”4.
Mi auguro che prima o poi arrivi anche Legami molto stretti.

Se serve specificarlo, nessuno mi paga mai per menzionare i libri ripescati — o libri in generale. Non che ci sia niente di male (se fatto in maniera trasparente), ma non è il mio stile.

Eva Illouz : “‘Belle du Seigneur’ n’est pas que le roman de l’amour, il est surtout celui de la sociologie” || Le Souffle de la pensée
La celebre sociologa ci parla per un’ora di uno dei grandi romanzi del Novecento francofono, Bella del Signore dello svizzero Albert Cohen (Rizzoli, Eugenio Rizzi). Uscito nel maggio ‘68, questo libro divertente e polifonico è la storia fluviale dei rapporti tra il funzionario della Società delle Nazioni Adrien Deume, sua moglie Ariane e l’amante di lei, Solal, sotto-segretario generale della stessa organizzazione.
Qualcuno forse ricorderà che, nel settembre 2020, è stato un Libro LAB.

Come va? Sopravvissut* al Salone del Mobile, al Salone del Libro? O magari stai scorrendo questa email in attesa di una proiezione al Festival di Cannes?

A causa di una spesa preventivata (assicurazione auto) e di una spesa pronosticata ma, sul momento, imprevista (nuovo smartphone), + le mie abitudini da formica, nell’ultimo periodo ho letto solo libri già in mio possesso.

Così ho finalmente affrontato un titolo che mi ripromettevo di leggere non appena notata la ristampa Gallimard: Sitt Marie-Rose di Etel Adnan, pubblicato per la prima volta nel 1977 dalle Éditions des Femmes.
La prima parte del libro ritrae un gruppo di agiati giovani libanesi attraverso lo sguardo di una scrittrice (o della scrittrice?), alla quale uno di loro chiede di collaborare alla sceneggiatura di un film.
La seconda parte, basata su eventi reali, racconta del rapimento e dell’uccisione di Marie-Rose Boulos, insegnante in una scuola per sordomuti e vicina alla resistenza palestinese, perpetrati dalle milizie falangiste cristiane all’inizio della guerra civile libanese. Qui la narrazione si frammenta in sette voci: Marie-Rose Boulos; i suoi scolari, che Adnan lascia esprimere attraverso un noi lirico; i suoi quattro rapitori, dalle diverse personalità e reazioni di fronte a Marie-Rose e alla sua scelta, come donna libanese cristiana, di “tradire” la sua parte; e il frate Bouna Elias, vaso di coccio.
Il libro era stato tradotto nel 1979 da Gabriella Agrati e Letizia Magini per le Edizioni delle donne, ed è ormai quasi introvabile in italiano. Penso sia il momento di ritradurlo e ristamparlo anche da noi.

In questa famosa foto di Tano D’Amico, la ragazza legge proprio un libro delle Edizioni delle donne, cioè Donne, povere matte: inchiesta nell’Ospedale Psichiatrico di Roma di Lieta Harrison.

Un’altra nuova lettura: Lo spirito della terra e Il vaso di Pandora di Frank Wedekind, due opere teatrali incentrate su Lulu, una ragazza che provoca la morte di tutti gli uomini che la amano — o forse sarebbe meglio dire “che la concupiscono”. Ogni morte è più parossisticamente tragica della precedente e la storia si conclude con il suo assassinio per mano di Jack lo Squartatore. Non solo, ma il ruolo del serial killer venne interpretato da Wedekind stesso alla prima (mentre Karl Kraus interpretava il “principe africano”, personaggio della cui concezione si può immaginare il razzismo).
Contenta di averlo finalmente letto, perplessa da ciò che mi sono trovata davanti, curiosa di leggere Risveglio di primavera. Mine-haha, o dell’educazione fisica delle fanciulle mi era piaciuto con meno riserve.
Ho guardato l’adattamento cinematografico di G.W. Pabst, intitolato Il vaso di Pandora, che asciuga gran parte delle ridondanze dell’originale e per il quale si può spendere il termine “capolavoro”.
Uno dei lavori non letterari di Wedekind: ufficio stampa per Maggi, la ditta di brodi e dadi. Dal sito aziendale:

Il giovane letterato crea testi originali per la promozione di Maggi, ad esempio: “La poesia è il sale della vita e l'arguzia è il sale della conversazione”.

Non proprio D’Annunzio. Avrà forse ispirato la vecchia pubblicità Unieuro con Tonino Guerra?

Per il resto, sto finendo di rileggere il quarto romanzo di cui mi occuperò nell’uscita di giugno. Dovrei iniziare a scriverla nel finesettimana.

Un anno fa

1

Segnalo: Le signore Grandi Firme di Patrizia Carrano, raccolta di interviste a varie intellettuali italiane; Il mondo di Camilla, un raccolta di scritti di Camilla Cederna; e vari libri di Oreste del Buono e Giorgio Bocca. E, come si dice, molto altro ancora.

2

Soprattutto da Raffaella Belletti e Silvano de Fanti, per varie case editrici: E/O, Fahreinheit 451, Nottetempo. Le loro traduzioni sono poi state riprese dall’attuale editore della scrittrice, cioè Bompiani.

3

Su Twitter l’autore ha specificato di non aver scelto l’imbarazzante titolo.

4

Tutto ritorna, e quindi leggendo molti libri vecchi…

Read the original on laltrabiblioteca.substack.com

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