
La Scuola Giacobina 2026
Dal 18 al 20 settembre a Firenze la quinta edizione della Scuola di Jacobin. Analisi, immaginari e resistenze per trasformare il mondo. Ecco il programma e le modalità di iscrizione
Diamoci un taglio. Jacobin Italia è un trimestrale cartaceo e digitale e un sito web quotidiano. Una rivista senza padroni, senza finanziamenti, pubblicata da un editore indipendente.
Live Last read · last published · next check

Dal 18 al 20 settembre a Firenze la quinta edizione della Scuola di Jacobin. Analisi, immaginari e resistenze per trasformare il mondo. Ecco il programma e le modalità di iscrizione

Uno che ha fatto il volontariato nell'ex Yugoslavia, dove è accaduto uno dei genocidi condannati dalla Corte penale internazionale, non sa riconoscere quello di Gaza. E non è un problema solo suo

Ecco i documenti che dimostrano che la Casa bianca ha cercato di impiegare l'intelligenza artificiale per riscrivere la legge a favore delle imprese

Il caso del giornalista e attivista saudita Abdulrahman al-Khalidi nel carcere di Sofia, in Bulgaria, e l’uso politico della detenzione amministrativa

Non sono stati sufficienti 1.093 morti sul lavoro e 600.000 infortuni per far scattare lo sdegno del governo e dei partiti sempre pronti a lanciare allarmi

Laila Ajjawi trasforma lo spazio urbano in uno strumento di denuncia, tra memoria dell’esilio, rivendicazione della causa palestinese e lotte per l’emancipazione delle donne

Pubblichiamo il discorso che Tomaso Montanari, rettore dell’Università per stranieri di Siena, ha pronunciato in occasione della Giornata della Memoria

Da assise del capitalismo globalizzato, il Forum sulle Alpi svizzere è diventato un summit per allentare le tensioni geopolitiche. Anche perché le incertezze non fanno bene agli affari

A sud-est di Nablus, accerchiati dagli insediamenti coloniali, i palestinesi sperimentano un'economia agricola per sfuggire alla morsa dell'occupazione: un reportage

Un libro raccoglie centinaia di fotografie sullo sterminio di quasi un milione di comunisti indonesiani. L’assenza di immagini è la causa della rimozione del genocidio dalla memoria collettiva