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Italian Poetry: Poems

A mostly arbitrary collection of Italian poems, read aloud and with study tools

italianpoetry.itRSS feed ↗58 posts

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Gli ignavi, by Dante Alighieri

The original: E io ch’avea d’error la testa cinta, dissi: “Maestro, che è quel ch’i’ odo? e che gent’è che par nel duol sì vinta?”. Ed elli a me: “Questo misero modo tegnon l’anime triste di coloro che visser sanza ’nfamia e sanza lodo. Mischiate sono a quel cattivo coro de li angeli che non furon ribelli né fur fedeli a Dio, ma per sé fuoro. Caccianli i ciel per non esser men…

In quella parte del giovanetto anno, by Dante Alighieri

The original: In quella parte del giovanetto anno che ’l sole i crin sotto l’Aquario tempra e già le notti al mezzo dì sen vanno, quando la brina in su la terra assempra l’imagine di sua sorella bianca, ma poco dura a la sua penna tempra, lo villanello a cui la roba manca, si leva, e guarda, e vede la campagna biancheggiar tutta; ond’ei si batte l’anca, ritorna in casa, e qua e là si lagna, come…

Tu mi vorresti come uno dei tuoi gatti, by Patrizia Cavalli

The original: Tu mi vorresti come uno dei tuoi gatti castrati e paralleli: dormono in fila infatti e fanno i gatti solo di nascosto quando non li vedi. Ma io non sarò mai castrata e parallela. Magari me ne vado, ma tutta di traverso e tutta intera.\ Patrizia Cavalli writes in a register that sounds, on first reading, like overheard conversation: colloquial, quick, often bitingly funny. But…

Sole d'inverno, by Ada Negri

The original: Capo d’anno: sì mite, e quanto sole! Io già respiro il marzo, in questa luce d’oro, che so breve e bugiarda. E rido alla menzogna, me ne godo; e ad essa mi scaldo, come fan pruno e castagno cui rispunta a capriccio qualche gemma, nella certezza che morrà domani prima d’aprirsi. Gemme senza fiore sui rami e nel mio cuore, gioia d’un giorno, conscia d’esser viva sol per un giorno! Non…

Il presepio, by Gabriele D’Annunzio

The original: A Ceppo si faceva un presepino con la sua brava stella inargentata, coi Magi, coi pastori, per benino e la campagna tutta infarinata. La sera io recitavo un sermoncino con una voce da messa cantata, e per quel mio garbetto birichino buscavo baci e pezzi di schiacciata. Poi verso tardi tu m’accompagnavi alla nonna con dir: “Stanotte L’Angelo ti porterà chi sa che bei regali!”. E…

La pioggia nel pineto, by Gabriele D'Annunzio

The original: Taci. Su le soglie del bosco non odo parole che dici umane; ma odo parole più nuove che parlano gocciole e foglie lontane. Ascolta. Piove dalle nuvole sparse. Piove su le tamerici salmastre ed arse, piove sui pini scagliosi ed irti, piove su i mirti divini, su le ginestre fulgenti di fiori accolti, su i ginepri folti di coccole aulenti, piove su i nostri volti silvani, piove su le…

Canto notturno di un pastore errante dell'Asia, by Giacomo Leopardi

The original: Che fai tu, luna, in ciel? dimmi, che fai, silenziosa luna? Sorgi la sera, e vai, contemplando i deserti; indi ti posi. Ancor non sei tu paga di riandare i sempiterni calli? Ancor non prendi a schivo, ancor sei vaga di mirar queste valli? Somiglia alla tua vita la vita del pastore. Sorge in sul primo albore; move la greggia oltre pel campo, e vede greggi, fontane ed erbe; poi stanco…

Un'ape esser vorrei, by Torquato Tasso

The original: Un’ape esser vorrei, Donna bella e crudele, Che susurrando in voi suggesse il mèle; E, non potendo il cor, potesse almeno Pungervi il bianco seno, E ’n sí dolce ferita Vendicata lasciar la propria vita. \ I should perhaps feel a bit bad inflicting on you minor poems from major poets, but this madrigale from Torquato Tasso is just too delightful in its effortless lightness and…

Alla sera, by Ugo Foscolo

The original: Forse perchè della fatal quïete Tu sei l’immago, a me sì cara vieni. O sera! E quando ti corteggian liete Le nubi estive e i zeffiri sereni, E quando del nevoso aere inquïete Tenebre e lunghe all’universo meni, Sempre scendi invocata, e le secrete Vie del mio cor söavemente tieni. Vagar mi fai co’ miei pensier sull’orme Che vanno al nulla eterno, e intanto fugge Questo reo tempo, e…

Avvertimento a un giovane scrittore, by Giuseppe Giusti

The original: Di concetti difficili e stravolti Non fabbricare a te sfingi e chimere: Cerca modi spediti e disinvolti, E non far, come i dotti di mestiere, rime col tiro a secco, o versi sciolti, Che vanno avanti a calci nel sedere. Ma pensa e di’ le cose tali e quali, pensatamente schiette e naturali. \ Many of Giusti’s most famous poems are political and satirical in nature, and thus…

Rinovazione del buon Capo d’Anno a D. Ciccio per l’ingresso del 1683, by Giovanni Francesco Lazzarelli

The original: Se nell’Anno cadente ottantadoi Hai goduto quel ben, che t’augurai, Men congratulo teco, e più che mai Dal Ciel tel prego, e da’ Pianeti suoi. Guidi lunge da te Saturno i Buoi, Che tranno il Carro suo carco di guai. Nè la spada malefica già mai Sfoderi Marte iracondo a danni tuoi. Giove t’arrida, e Venere con lui, Nè il Sol, Cintia, o Mercurio influssi rei…

Natale, by Giuseppe Ungaretti

The original: Natale Non ho voglia di tuffarmi in un gomitolo di strade Ho tanta stanchezza sulle spalle Lasciatemi così come una cosa posata in un angolo e dimenticata Qui non si sente altro che il caldo buono Sto con le quattro capriole di fumo del focolare\ Christmas happens every year, even when we are at war. This poem by Ungaretti is introduced by the indication “Napoli il 26 dicembre 1916”:…

Io vidi già seder nell'arme irato, by Leon Battista Alberti

The original: Io vidi già seder nell’arme irato uomo furioso palido e tremare; e gli occhi vidi spesso lagrimare per troppo caldo che al core è nato. E vidi amante troppo adolorato poter né lagrimar né sospirare, né raro vidi chi né pur gustare puote alcun cibo ov’è troppo affamato. E vela vidi volar sopra l’onde, qual troppo vento la summerse e affisse; e veltra vidi, a cui par l’aura ceda, per…

Non, Vita, perché tu sei nella notte, by Camillo Sbarbaro

The original: Non, Vita, perché tu sei nella notte la rapida fiammata, e non per questi aspetti della terra e il cielo in cui la mia tristezza orribile si placa: ma, Vita, per le tue rose le quali o non sono sbocciate ancora o già disfannosi, pel tuo Desiderio che lascia come al bimbo della favola nella man ratta solo delle mosche, per l’odio che portiamo ognuno al noi del giorno prima, per…

Caro luogo, by Umberto Saba

The original: Vagammo tutto il pomeriggio in cerca d’un luogo a fare di due vite una. Rumorosa la vita, adulta, ostile, minacciava la nostra giovinezza. Ma qui giunti ove ancor cantano i grilli, quanto silenzio sotto questa luna.\ Two young lovers are looking for a place where they can “make one life out of two.” All the afternoon they wander around under the sun, surrounded by the noise and…

L'orologio da rote, by Ciro di Pers

The original: Mobile ordigno di dentate rote lacera il giorno e lo divide in ore, ed ha scritto di fuor con fosche note a chi legger le sa: Sempre si more. Mentre il metallo concavo percuote, voce funesta mi risuona al core; né del fato spiegar meglio si puote che con voce di bronzo il rio tenore. Perch’io non speri mai riposo o pace, questo, che sembra in un timpano e tromba, mi sfida ognor…

Ed è subito sera, by Salvatore Quasimodo

The original: Ognuno sta solo sul cuor della terra, trafitto da un raggio di sole: ed è subito sera.\ How do you put the whole of human existence in three verses? Well, this is one way. Are you an uncharitable reader who isn’t impressed by Quasimodo’s Nobel Prize and would quip “I could also write three lines without even a rhyme”? You then might also maintain that this poem is a fancy way to put…

La Nencia di Barberino, by Lorenzo de Medici

The original: 4 Le labbra rosse paion de corallo, e havvi drento duo filar’ de denti che son più bianchi che que’ del cavallo: da ogni lato ve n’ha più de venti. Le gote bianche paion de cristallo, senz’altro liscio, né scorticamenti, rosse entro ’l mezzo, quant’è una rosa, che non se vide mai sì bella cosa. 8 Ell’è dirittamente ballerina, che la se lancia…

Non ha l’ottimo artista, by Michelangelo Buonarroti

The original: Non ha l’ottimo artista alcun concetto c’un marmo solo in sé non circonscriva col suo superchio, e solo a quello arriva la man che ubbidisce all’intelletto. Il mal ch’io fuggo, e ’l ben ch’io mi prometto, in te, donna leggiadra, altera e diva, tal si nasconde; e perch’io più non viva, contraria ho l’arte al disïato effetto. Amor dunque non ha, né tua beltate o durezza o fortuna o…

Sembran fere d'avorio in bosco d'oro, by Anton Maria Narducci

The original: Sembran fère d’avorio in bosco d’oro\ le fère erranti onde sí ricca siete; anzi, gemme son pur che voi scotete da l’aureo del bel crin natio tesoro; o pure, intenti a nobile lavoro, cosí cangiati gli Amoretti avete, perché tessano al cor la bella rete con l’auree fila ond’io beato moro. O fra bei rami d’or volanti Amori, gemme nate d’un crin fra l’onde aurate, fère pasciute di…

D’un alto monte onde si scorge il mare, by Isabella di Morra

The original: D’un alto monte onde si scorge il mare miro sovente io, tua figlia Isabella, s’alcun legno spalmato in quello appare, che di te, padre, a me doni novella. Ma la mia adversa e dispietata stella non vuol ch’alcun conforto possa entrare nel tristo cor, ma, di pietà rubella, la calda speme in pianto fa mutare. Ch’io non veggo nel mar remo né vela (così deserto è lo infelice lito) che…

Voi ch'ascoltate in rime sparse il suono, by Francesco Petrarca

The original: Voi ch’ascoltate in rime sparse il suono di quei sospiri ond’io nudriva ’l core in sul mio primo giovenile errore quand’era in parte altr’uom da quel ch’i’ sono, del vario stile in ch’io piango et ragiono fra le vane speranze e ’l van dolore, ove sia chi per prova intenda amore, spero trovar pietà, nonché perdono. Ma ben veggio or…

Presagio, by Ada Negri

The original: Quando avanza il febbraio, e ancor non ride Primavera, ma più non piange Inverno, ti trasfiguri; e l’ansia hai della zolla che si risveglia e riconosce il sole. Timido è il sole di febbraio, e nudo come un povero: pur nel suo tepore ramo di pioppo e ramo di betulla già crede aver le fronde. E tu con essi credi: già le vedi: in te già senti gonfiare i bocci che saran domani…

Mio padre è stato per me l'"assassino", by Umberto Saba

The original: Mio padre è stato per me l’“assassino”, fino ai vent’anni che l’ho conosciuto. Allora ho visto ch’egli era un bambino, e che il dono ch’io ho da lui l’ho avuto. Aveva in volto il mio sguardo azzurrino, un sorriso, in miseria, dolce e astuto, Andò sempre pel mondo pellegrino; più d’una donna l’ha amato e pasciuto. Egli era gaio e leggero; mia madre tutti sentiva della vita i pesi. Di…

Trasformazione di Dafne in lauro, by Giambattista Marino

The original: Stanca, anelante a la paterna riva, qual suol cervetta affaticata in caccia, correa piangendo e con smarrita faccia la vergine ritrosa e fuggitiva. E già l’acceso Dio che la seguiva, giunta omai del suo corso avea la traccia, quando fermar le piante, alzar le braccia ratto la vide, in quel ch’ella fuggiva. Vede il bel piè radice, e vede (ahi fato!) che rozza scorza i…

Sia pace ai frati, by Vittorio Alfieri

The original: Sia pace ai frati, Purchè sfratati: E pace ai preti, Ma pochi e queti: Cardinalume Non tolga lume: Il maggior prete Torni alla rete: Leggi, e non re; L’Italia c’è. \ This short and punchy epigram by Vittorio Alfieri embodies the Enlightenment attitude towards religion and state: peaceful coexistence in separate domains. Priests should be few and not overly loquacious in the public…

Il lampo, by Giovanni Pascoli

The original: E cielo e terra si mostrò qual era: la terra ansante, livida, in sussulto; il cielo ingombro, tragico, disfatto: bianca bianca nel tacito tumulto una casa apparì sparì d’un tratto; come un occhio, che, largo, esterrefatto, s’aprì si chiuse, nella notte nera. \ In this very short ballad Pascoli paints an impressionistic picture of the moment right before the start of a torrential…

Bella ch'invecchia, by Anton Giulio Brignole Sale

The original: se non si puote amare senza prima mirare, bella a che d’invecchiar sì vi dolete? Invecchiando più amata anco sarete: a rimirar il sol la vista è pronta più che nel mezzo dì, quando tramonta.\ This short epigram was composed by a member of the elite of the Republic of Genoa, when it was at the apex of its commercial and banking power in Europe. Part of his surname, Brignole, is…

Chi sono, by Aldo Palazzeschi

The original: Son forse un poeta? No, certo. Non scrive che una parola, ben strana, la penna dell’anima mia: “follia”. Son dunque un pittore? Neanche. Non ha che un colore la tavolozza dell’anima mia: “malinconia”. Un musico, allora? Nemmeno. Non c’è che una nota nella tastiera dell’anima mia: “nostalgia”. Son dunque… che cosa? Io metto una lente davanti…

Paolo e Francesca, by Dante Alighieri

The original: Amor, ch’al cor gentil ratto s’apprende, prese costui de la bella persona che mi fu tolta; e ’l modo ancor m’offende. Amor, ch’a nullo amato amar perdona, mi prese del costui piacer sì forte, che, come vedi, ancor non m’abbandona. Amor condusse noi ad una morte. Caina attende chi a vita ci spense". Queste parole da lor ci fuor porte. Quand’io intesi…

Era ’l giorno ch’al sol si scoloraro, by Girolamo Malipiero

The original: Era ’l giorno ch’al sol si scoloraro per la pietà del suo fattore i rai, quando in croce Iesù fisso guardai sì che suoi dolci lacci mi legaro. Tempo non mi parea da far riparo contra colpi del ciel, però m’andai pregion del sommo Amor, onde i miei guai allor per vecchi errori incominciaro. Trovommi Dio del senso disarmato, e sol la via per gli occhi aperta al core, ch’eran fatti di…

Tutti in maschera, by Emilio Praga

The original: Uom, tu che nasci in maschera, e mascherato muori, osi insultar, se incognito è anch’esso il Dio, che adori? Vorresti tu conoscerlo ed affisarlo ignudo, come una compra femmina, o il conio di uno scudo? Ma tu, da culla a feretro lasci un sol dì il mantello? Ardisci mostrar l’indole del cuore e del cervello? Dio che a ragione, o tanghero, di te più furbo è assai,…

Per lei, by Giorgio Caproni

The original: Per lei voglio rime chiare, usuali: in -are. Rime magari vietate, ma aperte: ventilate. Rime coi suoni fini (di mare) dei suoi orecchini. O che abbiano, coralline, le tinte delle sue collanine. Rime che a distanza (Annina era cosí schietta) conservino l’eleganza povera, ma altrettanto netta. Rime che non siano labili, anche se orecchiabili. Rime non crepuscolari, ma verdi,…

Care selve, a voi ritorno, by Apostolo Zeno

The original: Care selve, a voi ritorno sventurata pastorella. È pur quello il patrio monte; questa è pur l’amica fonte, e sol io non son più quella. Se la dolce memoria del perduto mio bene bastasse a consolar l’alma dolente; qui spererei conforto, ove col nome del mio Gualtiero impressi mi ricordan diletti i tronchi istessi. Ma che? nel rivedervi, o patrie selve, ove nacque il mio…

Funere mersit acerbo, by Giosuè Carducci

The original: O tu che dormi là su la fiorita collina tosca, e ti sta il padre a canto; non hai tra l’erbe del sepolcro udita pur ora una gentil voce di pianto? È il fanciulletto mio, che a la romita tua porta batte: ei che nel grande e santo nome te rinnovava, anch’ei la vita fugge, o fratel, che a te fu amara tanto. Ahi no! giocava per le pinte aiole, e arriso pur di vision leggiadre…

Didone abbandonata, by Pietro Metastasio

The original: Se resto sul lido, se sciolgo le vele, infido, crudele mi sento chiamar. E intanto, confuso nel dubbio funesto, non parto, non resto, ma provo il martíre, che avrei nel partire, che avrei nel restar.\ In perhaps the most famous episode of the Aeneid, the titular hero and his companions, stranded, are rescued by Dido. She falls in love with Aeneas, who reciprocates but subsequently…

Sdegna Clorinda a i femminili uffici, by Petronilla Paolini Massimi

The original: Sdegna Clorinda a i femminili uffici chinar la destra, e sotto l’elmo accoglie i biondi crini e con guerriere voglie fa del proprio valor pompa a i nemici. Così gli alti natali e i lieti auspici e gli aurei tetti e le regali spoglie nulla curando, Amalasonta coglie de’ fecondi Licei lauri felici. Mente capace d’ogni nobil cura ha il nostro sesso: or qual potente…

Sventatezza, by Antonia Pozzi

The original: Ricordo un pomeriggio di settembre, sul Montello. Io, ancora una bambina, col trecciolino smilzo ed un prurito di pazze corse su per le ginocchia. Mio padre, rannicchiato dentro un andito scavato in un rialzo del terreno, mi additava attraverso una fessura il Piave e le colline; mi parlava della guerra, di sé, dei suoi soldati. Nell’ombra, l’erba gelida e affilata mi…

Eri dritta e felice, by Leonardo Sinisgalli

The original: Eri dritta e felice sulla porta che il vento apriva alla campagna. Intrisa di luce stavi ferma nel giorno, al tempo delle vespe d’oro quando al sambuco si fanno dolci le midolla. Allora s’andava scalzi per i fossi, si misurava l’ardore del sole dalle impronte lasciate sui sassi.\ In general I prefer poems that have a clear metrical structure, but sometimes one comes along that will…

Sogni e favole io fingo e pure in carte, by Pietro Metastasio

The original: Sogni e favole io fingo; e pure in carte Mentre favole e sogni orno e disegno, In lor, folle ch’io son, prendo tal parte, Che del mal, ch’inventai piango e mi sdegno. Ma forse, allor che non m’inganna l’arte, Più saggio io sono? È l’agitato ingegno Forse allor più tranquillo? O forse parte Da più salda cagion l’amor lo sdegno? Ah che non sol quelle ch’io canto, o scrivo, Favole son;…

Assoluzione, by Emilio Praga

The original: La mia ganza, una bimba assai devota, e, credo, a molti parroci ben nota, venne a narrarmi, tutta addolorata, l’ira del prete che l’ha confessata; Eh via, le dissi, vien, vieni a cenare, io stesso poi ti voglio confessare, e se vedrò che mi vuoi bene assai, assoluzione e baci in copia avrai; ché Dio promise, in questo oh grande e buono! a chi avrà molto amato, il suo…

Fine del '68, by Eugenio Montale

The original: Ho contemplato dalla luna, o quasi, il modesto pianeta che contiene filosofia, teologia, politica, pornografia, letteratura, scienze palesi o arcane. Dentro c’è anche l’uomo, ed io tra questi. E tutto è molto strano. Tra poche ore sarà notte e l’anno finirà tra esplosioni di spumanti e di petardi. Forse di bombe o peggio, ma non qui dove sto. Se uno muore non importa a nessuno purché…

Nella notte di Natale, by Umberto Saba

The original: Io scrivo nella mia dolce stanzetta, d’una candela al tenue chiarore, ed una forza indomita d’amore muove la stanca mano che si affretta. Come debole e dolce il suon dell’ore! Forse il bene invocato oggi m’aspetta. Una serenità quasi perfetta calma i battiti ardenti del mio cuore. Notte fredda e stellata di Natale, sai tu dirmi la fonte onde zampilla…

Il pellerossa nel Presepe, by Gianni Rodari

The original: Il pellerossa con le piume in testa e con l’ascia di guerra in pugno stretta, come è finito tra le statuine del presepe, pastori e pecorine, e l’asinello, e i Magi sul cammello, le stelle ben disposte, e la vecchina delle caldarroste? Non è il tuo posto, via, Toro Seduto: torna presto da dove sei venuto. Ma l’indiano non sente. O fa l’indiano. Ce lo lasciamo, dite, fa lo stesso? O…

Cerchi chi vuol le pompe e gli alti onori, by Lorenzo de Medici

The original: Cerchi chi vuol le pompe e gli alti onori, Le piazze, i tempii e gli edifizi magni, Le delizie, il tesor, quale accompagni Mille duri pensier, mille dolori. Un verde praticel pien di bei fiori, Un rivolo che l’erba intorno bagni, Un augelletto che d’amor si lagni, Acqueta molto meglio i nostri ardori; L’ombrose selve, i sassi e gli alti monti, Gli antri oscuri, e le…

Interno, by Sandro Penna

The original: Dal portiere non c’era nessuno. C’era la luce sui poveri letti disfatti. E sopra un tavolaccio dormiva un ragazzaccio bellissimo. Uscì dalle sue braccia annuvolate, esitando, un gattino.\ Sandro Penna had a gift to turn the commonplace, and sometimes the straight-up vulgar, into sublime. This poem opens in the run-down scenery of a dilapidated hotel, often described with…

A una zanzara, by Gianfrancesco Maia Materdona

The original: Animato rumor, tromba vagante, che solo per ferir talor ti posi, turbamento de l’ombre e de’ riposi, fremito alato e mormorio volante; per ciel notturno animaletto errante, pon freno ai tuoi susurri aspri e noiosi; invan ti sforzi tu ch’io non riposi: basta a non riposar l’esser amante. Vattene a chi non ama, a chi mi sprezza vattene; e incontro a lei quanto…

Lavandare, by Giovanni Pascoli

The original: Nel campo mezzo grigio e mezzo nero resta un aratro senza buoi che pare dimenticato, tra il vapor leggero. E cadenzato dalla gora viene lo sciabordare delle lavandare con tonfi spessi e lunghe cantilene: Il vento soffia e nevica la frasca, e tu non torni ancora al tuo paese! quando partisti, come son rimasta! come l’aratro in mezzo alla maggese.\ When Virgil, at the beginning…

S'i' fosse foco, by Cecco Angiolieri

The original: S’i’ fosse fuoco, ardereï ’l mondo; s’i’ fosse vento, lo tempestarei; s’i’ fosse acqua, i’ l’annegherei; s’i’ fosse Dio, mandereil’en profondo; s’i’ fosse papa, allor serei giocondo, ché tutti cristïani imbrigarei; s’i’ fosse ‘mperator, ben lo farei a tutti tagliarei lo capo a tondo.…

Deh non insuperbir per tuo belleza, by Poliziano

The original: Deh non insuperbir per tuo’ bellezza, donna, ch’un breve tempo te la fura: canuta tornerà la bionda trezza che del bel viso adorna la figura. Mentre che il fiore è nella sua vaghezza coglilo, che bellezza poco dura. Fresca è la rosa da mattino, e a sera ell’ha perduto suo’ bellezza altera\ In this very short poem, Poliziano reminds a beautiful lady that her…