Buongiorno, oggi in questa newsletter ospitiamo un pezzo di Federico Picerni, la persona giusta per raccontare di un fatto che ha trovato riscontro su molti media, ovvero la vittoria di Wang Jibing, un poeta ma anche un rider, del premio Lu Xun per la letteratura.
Federico è ricercatore presso l’Università di Bologna, dove insegna cultura e letteratura cinese. La sua ricerca si concentra sul rapporto tra produzione culturale e società in Cina, sugli scrittori operai e sulla poesia contemporanea cinese, una voce quindi in grado di raccontarci quanto è successo. Aggiungo che Federico è anche il traduttore per Laterza del memoir di Hu Anyan, Consegno pacchi a Pechino.
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Ecco il pezzo di Federico Picerni, buona lettura.
Wang Jibing ha vinto il premio Lu Xun per la letteratura. Per una volta, l’evento ha attirato l’attenzione dei media internazionali, altrimenti ben poco interessati a queste dinamiche del mondo letterario cinese: ne hanno parlato il Corriere della sera, il Guardian, e anche molti altri. Il Lu Xun, per capirci, è uno dei premi letterari più prestigiosi in Cina, intitolato allo scrittore considerato “padre” della letteratura moderna, e vinto negli anni da autori anche noti e apprezzati in Italia, da Su Tong (autore di Mogli e concubine) sino a Fang Fang, protagonista della controversa vicenda intorno ai suoi Diari di Wuhan in tempo di covid (ovviamente prima che diventasse “controversa”).
Va detto però che anche da parte dei media cinesi l’attenzione per il premio di quest’anno è stata maggiore del normale. Wang Jibing (classe 1969) è una specie di superstar in Cina. È un poeta, ma la cosa che lo contraddistingue è che di lavoro fa il rider.

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