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Hikma’s Substack · Apr 27, 2026

Hikmail aprile 2026 - Speciale HSIR 2026

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Hikma Summit · Hikma’s Substack

È arrivata la vostra Hikmail di aprile!

Di puntata in puntata, la Redazione di Hikma mette sotto la lente d’ingrandimento le relazioni che legano due Stati, per cogliere tutte le sfumature che vanno oltre la dicotomia cooperazione-rivalità.

Questo mese cogliamo l’occasione per invitarvi a partecipare alla 7a edizione dell’Hikma Summit of International Relations che si terrà presso il Campus di Forlì dall’11 al 14 maggio. Il tema di quest’anno è “Humanity and Earth. A matter of power” e vedrà intervenire eccellenti ospiti - tra i quali Ramiro Ávila Santamaría, Roxane Chaplain, Miguel Angel Mellino e Sara Del Dot - sul rapporto tra umanità e natura dal punto di vista storico-politico, socio-economico e giuridico-criminologico. L’evento è realizzato non solo grazie al lavoro dei vari team, ma anche grazie al supporto dei nostri sponsor. In particolare vorremmo ringraziare Gift Campaign che da 14 anni si occupa della vendita online di gadget personalizzati come le spille e lanyard che ci sono stati forniti proprio in occasione del nostro Summit. Un grazie anche alla Fondazione Pasquale Battista, che supporta progetti culturali come l’Hikma Summit, collaborando dal 2016 con enti pubblici e privati a livello nazionale e internazionale.

Clicca qui per scoprire il programma completo ed iscriverti alle attività!

In questo episodio guardiamo da vicino alla relazione che lega Cile e Argentina, storicamente conflittuale, ma che negli anni si è stabilizzata lungo il binario della cooperazione economica e sociale; tuttavia, la partita resta aperta sul versante della competizione per le risorse presenti nell’area.

Buona lettura!

Contesto storico-politico

I rapporti tra Cile e Argentina sono stati a lungo segnati da tensioni legate alla definizione dei confini dopo l’indipendenza dalla Spagna. Nel XIX secolo, pur condividendo una storia comune e la collaborazione nelle guerre d’indipendenza guidate anche da José de San Martín, emersero dispute territoriali soprattutto lungo la cordigliera delle Ande e nelle regioni australi. Queste controversie alimentarono rivalità e momenti di forte tensione, culminati nella crisi del Beagle alla fine degli anni ’70, quando i due Paesi arrivarono molto vicini a un conflitto armato. La svolta arrivò grazie alla mediazione della Santa Sede, sostenuta da Papa Giovanni Paolo II, che portò al Trattato di pace e amicizia del 1984, risolvendo la disputa e aprendo una fase di relazioni più stabili. Con il ritorno alla democrazia negli anni ’80, Cile e Argentina hanno progressivamente rafforzato la cooperazione politica ed economica, favorendo anche una maggiore integrazione regionale, ad esempio attraverso i rapporti con il Mercosur. Oggi le relazioni sono generalmente positive e improntate alla collaborazione, con alcune questioni minori ancora aperte ma gestite attraverso il dialogo diplomatico.

Gestione della Patagonia

I due Paesi sono cardini nel sistema di attori ed alleanze nel cono Sud dell’America Latina e già dalla loro nascita furono trascinati in meccaniche di potenza che li videro contrapposti su varie tematiche. Una delle questioni di attrito riguarda l’area della Patagonia. Questa si estende verso sud per 900 000 km² comprendendo anche la Terra del Fuoco e, sebbene abbia una densità abitativa di soli 3 abitanti al chilometro quadrato, è un vero e proprio paesaggio da cartolina che ospita non solo un bacino idrico fondamentale per la transizione verde, ma è anche piattaforma di proiezione strategica verso l’Antartide. In un contesto complesso, Cile e Argentina hanno recentemente scelto di collaborare in materie importanti come il turismo transfrontaliero, attraverso la creazione di parchi naturali (Torres del Paine in Cile e Los Glaciares in Argentina) che vengono gestiti con logiche di mutuo beneficio e sotto accordi di transito doganale agevolato per i flussi internazionali. Similmente, i due Paesi tentano di cooperare in materia di protezione dei ghiacciai anche se il parlamento argentino ha recentemente modificato la Ley de Glaciares (piattaforma giuridica a tutela dei ghiacciai e della biodiversità della Patagonia) limitandone di molto l’efficacia a favore di un più estensivo sfruttamento delle risorse.

Triangolo del litio e giacimenti di rame

Non solo terre verdi e ghiacciai: già durante la Guerra del Pacifico, il Cile ha mosso le sue ambizioni verso le aree centrali del continente ricche di minerali preziosi che oggi diventano di critica importanza. I due Paesi qui hanno un approccio diverso: per ciò che concerne il cosiddetto “Triangolo del Litio”, condiviso tra Cile, Argentina e Bolivia, il primo segue una strategia a controllo statale mentre la seconda cerca di attrarre capitali esteri attraverso incentivi fiscali e deregolamentazione, coerentemente con quanto approvato per i ghiacciai del sud. Il litio è una materia critica per la produzione dei semiconduttori al pari del rame usato nei circuiti. Il Cile, che nel deserto di Atacama ne possedeva estesi giacimenti, oggi rallenta la propria produzione a causa dello sfruttamento intensivo. Buenos Aires invece tenta di rendere operativi megaprogetti frontalieri che aumenterebbero esponenzialmente la produzione. Per renderli però operativi è necessaria cooperazione con gli altri attori del triangolo, indirizzando i Paesi verso un sistema di competizione/cooperazione che da un lato punta a creare un nuovo hub logistico e minerario ma dall’altro crea ulteriori spaccature in materia ambientale.

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