RSS Amplifier

La newsletter di Gynepraio · Aug 18, 2026

La sindrome di Fioretta - Titoli controversi e cosa pensarne

0
Sign in to vote or save

La newsletter di Gynepraio · La newsletter di Gynepraio

Ti è mai capitato di mettere in discussione le tue convinzioni dopo aver visto un reel? No? Neppure a me. Invece mi è accaduto spesso che un libro facesse scricchiolare le mie certezze. Eccone alcuni, mi auguro che ti porti a chiederti se il tuo sia davvero il migliore dei pensieri possibili.

In breve. Racconta la vicenda personale di Alcide Pierantozzi, classe 1985, da sempre afflitto da molteplici e variegati disturbi mentali che lo hanno portato a frequentare molti specialisti, ad assumere farmaci e ad affrontare innumerevoli difficoltà personali e relazionali.

Perché è controverso? Forse la salute mentale non è più un tabù, ma non moltə (io no di certo) hanno idea di cosa significhi vivere un’intera esistenza condizionata da allucinazioni e farmaci contro le allucinazioni, fluttuazioni d’umore e farmaci contro le fluttuazioni d’umore, pensieri ossessivo-intrusivi e farmaci contro i pensieri ossessivo-intrusivi. Il racconto può sembrare poco credibile, proprio perché Pierantozzi è un unicum in ambito psichiatrico: un concentrato di disturbi incurabili e poco domabili, un’esistenza incidentalmente costellata di traumi, il tutto combinato con un senso critico e un’indipendenza di pensiero fuori dal comune. Queste condizioni peculiari lo conducono a litigare con ə medicə, a pretendere riguardo per la sua unicità patologica, a cesellare empiricamente mille diversi espedienti1 che combina con le terapie farmacologiche al solo scopo di riuscire ad alzarsi dal letto e scrivere. Sullo sfondo, un’Italia che corre a due velocità (quella milanese e quella teramana) e un’umanità che non capisce, non vuole capire, non riesce a capire.

La narrazione salta continuamente tra diversi piani temporali: l’infanzia e i suoi grandi traumi (in primis la morte di un fratellino), il liceo e la definitiva scoperta della propria diversità, gli anni felici e complessi dell’università a Milano, il doloroso ma necessario ritorno in Abruzzo. Dalla malattia mentale e dai suoi strascichi distruttivi non si salva nessuno, nemmeno le persone amate, quelle che sono rimaste nonostante tutto: la mamma, il fratello minore, il padre.

L’elemento più sorprendente, oltre alla lucidità descrittiva che mi pare quasi miracolosa da parte di una mente che vive perenni montagne russe neurologiche, è

Read the original on gynepraio.substack.com

Comments

Nothing yet. Say the first thing.

    Sign in to join the conversation.