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Gregorio Galli: Scienza filosofia e altre visioni pericolose · Aug 10, 2026

Digest n°3 - Quando qualcuno va a controllare

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Gregorio Galli · Gregorio Galli: Scienza filosofia e altre visioni pericolose

Cari amici, il filo di questa settimana è il momento in cui qualcuno si alza e, faticosamente, va a controllare. Non è certamente un gesto eroico: è la storia di gente che apre il paper invece del comunicato, che rilegge duecentocinquanta pagine di dimostrazioni, che confronta quello che dice l'ufficio stampa con quello che dice la sezione dei metodi. È qualcosa che ripeto alla nausea: non fidatevi, andate alla fonte. Quasi sempre il risultato si restringe. A volte, ma solo a volte, resta in piedi e diventa più interessante di prima. Cinque delle nove notizie che seguono sono nate così, e la correzione è arrivata quasi sempre da blog, riviste minori e specialisti pesantemente scocciati. Partiamo dalle notizie, poi vi dico dove ho messo il naso io.

  • Sedici virus vivi su settecentomila progetti. Se ne è fatto un gran parlare, almeno nella mia bolla. Un gruppo tra Stanford e l'Arc Institute ha usato due modelli linguistici del genoma - Evo 1 ed Evo 2, che predicono sequenze di DNA come ChatGPT predice parole - per scrivere da capo il genoma completo di un batteriofago, cioè di un virus che infetta soltanto batteri. Dai! Ne avete sentito parlare? Scommetto di sì! È la prima volta che un genoma intero esce funzionante da una macchina generativa, ed è su Science: su questo non ci sono dubbi. Il numero che quasi nessun titolo riporta è però il rendimento: circa settecentomila genomi generati, 302 sintetizzati davvero, sedici soltanto ne sono usciti vivi. E l'oggetto più imponente pesa 5.400 basi, contro il mezzo milione della più piccola cellula vivente conosciuta. Quindi bene, ma non tutto questo scenario apocalittico. La parte che mi intriga di più però è il commento di Thomas Inglesby e Moritz Hanke della Johns Hopkins, uscito accanto al paper: escludere dall'addestramento i virus che infettano gli esseri umani è stata una scelta volontaria di questo gruppo, non un obbligo di nessuno. Che avrà voluto dire? Fonte: BBC, 6 agosto

  • OpenAI ha annunciato dieci risultati matematici, e poi ha riscritto il comunicato. Il primo agosto l'azienda creatrice di ChatGPT ha presentato dieci "avanzamenti" ottenuti dal suo modello interno Astra su problemi matematici aperti, per duemila dollari di costo dichiarato. Anche di questo mi pare che si sia largamente parlato. Poi i matematici hanno letto davvero le duecentocinquanta pagine: due dei risultati più spettacolari poggiano su idee già in letteratura e non citate, e Steven Miller, che si è visto usare un proprio argomento del 2016, parla apertamente di research misconduct. Intanto la frase sui problemi "aperti e senza progressi da almeno un decennio" è sparita dal comunicato, e l'archivio del web conserva entrambe le versioni. Su Il Foglio Enrico Bucci fa il conto più onesto che ho letto: meno miracoloso dei primi titoli, più interessante delle reazioni liquidatorie, visto che in almeno in un caso Astra ha trovato una connessione che un umano cercava dal 2019. Sapete quale? Fonte: Scientific American, 6 agosto e Il Foglio, 8 agosto

  • Il priming difeso a colpi di meta-analisi, e la critica che nessuna rivista voleva. Il priming comportamentale - l'idea che uno stimolo marginale orienti il comportamento senza che ce ne accorgiamo - è il simbolo della crisi di replicabilità in psicologia, di cui ho già parlato nel mio recente video sul dunning-kruger. La difesa attuale non passa più da nuovi esperimenti ma da una meta-analisi del 2023 che su 351 studi trova un effetto medio di 0,37 e dichiara chiusa la questione dell'esistenza. Ulrich Schimmack fa notare la cosa che sta dentro i dati altrui: gli studi preregistrati, quelli con le ipotesi depositate prima di guardare i risultati, non trovano nulla. Una meta-analisi di studi p-hackerati non cura il p-hacking. È il solito problema della scelta del righello. Schimmack ha provato a pubblicare la critica su Psychological Bulletin, che aveva ospitato l'originale, e su PSPR: entrambe hanno detto di no, e la critica è finita sul suo blog. Fonte: Replicability-Index, 6 agosto

  • I purificatori d'aria non hanno funzionato. Ma erano accesi? Lo studio AFRI-c dell'Università di Bristol ha messo filtri HEPA in metà di 95 case di riposo inglesi, seguendo più di millecento anziani per tre inverni: nessuna differenza sulle infezioni respiratorie, 0,99 episodi contro 1,04. Fin qui è un buon vecchio, solido risultato negativo, di quelli che servono. Poi si aprono i due testi: il comunicato dell'università parla di "alti livelli di conformità", il paper parla di bassa adesione all'intervento, e la soglia per essere conformi era che il filtro girasse almeno il venti per cento del tempo. Joseph Allen di Harvard e Linsey Marr del Virginia Tech dicono la cosa davvero sgradevole: in molti casi le macchine erano spente, perché il rumore era insopportabile e i residenti le spostavano o le staccavano. Un filtro spento non è un intervento e ciò rende una sperimentazione vana. Fonte: Università di Bristol, 27 luglio

  • La vitamina D contro il tumore del colon: la conferma non confermata. Nel 2019 uno studio di fase due su 139 pazienti aveva suggerito che dosi alte di vitamina D3 aggiunte alla chemioterapia allungassero la sopravvivenza libera da progressione della malattia. Lo studio di conferma, SOLARIS, ne ha arruolati 455 in 151 centri ed è uscito su JAMA il 3 agosto: 11,8 mesi contro 10,3, differenza non significativa, e nessuna differenza sulla sopravvivenza complessiva. Resta un segnale nel sottogruppo con tumore nel colon sinistro, che gli autori stessi chiamano "generatore di ipotesi" - tradotto: guardando abbastanza sottogruppi, qualcosa salta sempre fuori. Il dettaglio che mi pare più istruttivo è un altro: questi numeri erano già stati presentati a un congresso europeo nel 2024, e il Dana-Farber li aveva comunicati allora. Due anni di integratori comprati nel frattempo. Ingredienti per una pipì di lusso o poco più? Fonte: Medical News Today, 6 agosto

  • Il caldo ha spento le centrali. Tutte, non solo quelle nucleari. Ne ho parlato in un mio recente short: in Ungheria si è fermata Paks, che fa quasi metà dell'elettricità del paese, perché il Danubio è a un terzo del livello medio; la Romania ha dichiarato lo stato di emergenza per tutto agosto e ha spento Cernavoda; in Francia dodici reattori hanno ridotto o interrotto, oltre nove gigawatt, circa il quindici per cento della capacità nucleare nazionale. E qui la parte che di solito sparisce dai commenti della stampa terrorista: in Italia sono state staccate anche centrali a gas raffreddate dal Po, per il medesimo motivo. Non è un problema di sicurezza nucleare: è pura idraulica. Il prezzo all'ingrosso dell’energia elettrica ha toccato 197,71 euro per megawattora il 3 agosto e 207,84 il 5, massimo dal gennaio 2023, con punte serali sopra i 300. Ma il numero che spiega le sere italiane è un altro ancora: il 3 agosto l'eolico ha coperto l'1,1 per cento della domanda. Ne parlavo scavando nel caldo cuore di Madre Terra. Fonte: Il Sole 24 Ore, 3 agosto

  • A un professore del Texas è stato chiesto di togliere il Simposio platonico. Il 3 agosto l'American Association of University Professors, quattro docenti e l'ACLU del Texas hanno depositato una causa federale contro il sistema Texas A&M. Il regolamento contestato, approvato dal consiglio dei reggenti nell'autunno 2025, vieta ai corsi di "sostenere" ideologie di razza o genere e qualunque argomento legato a orientamento sessuale e identità di genere; "sostenere" non è definito, e l'ateneo lo ha interpretato come "includere". Risultato: a un docente è stato detto che poteva togliere il Simposio di Platone dal programma, oppure tenere un altro corso che non valesse per il piano di studi. L'università risponde che Platone si insegna ancora e che su oltre 5.400 corsi passati in rassegna solo sei sono stati cancellati. È una difesa che conferma il punto: il danno di una norma vaga non si misura sui corsi cancellati, ma su quelli che nessuno propone più. Il woke continua a mietere buon senso, nonostante gli sforzi del trumpismo. Fonte: Daily Nous, 5 agosto

  • È morto Anthony Kenny. Di solito non faccio necrologi, ma questo ci vuole. Il 3 agosto, a novantacinque anni. Era la persona che sapeva scrivere con la stessa competenza su Aristotele, Tommaso d'Aquino, Cartesio, Frege e Wittgenstein, e ci ha lasciato quattro volumi di storia della filosofia occidentale che restano il modo migliore per farsi un'idea dell'intero. Aveva studiato per il sacerdozio ed era stato ordinato prete cattolico; i dubbi filosofici lo portarono fuori dalla chiesa e anche dalla fede nel 1963, e per il resto della vita si definì agnostico. Una biografia che vale da sola come argomento: si può cambiare idea sulle cose più grandi e continuare a pensare con lo stesso rigore. Fonte: Balliol College, 7 agosto

  • E se la cosa da capire dell'IA fosse perché ci fa ridere? Paolo Costa, sulla rubrica Habitus digitale di Le parole e le cose, riprende il saggio di Bergson sul riso e lo punta sui chatbot. Bergson diceva che ridiamo dell'intrusione del meccanico nel vivente: l'inciampo, il balbettio, l'imitazione che annulla ogni pretesa di originalità. Il pezzo rovescia la questione con discreta eleganza, perché la componente meccanica sta anche in noi, e ammetterlo è meno umiliante di quanto sembri. Vale dieci thread sul modello che sbaglia a contare le erre. Fonte: Le parole e le cose, 3 agosto

IA nella ricerca scientifica: la dura verità
Un esperimento ha messo agenti basati su GPT-4.8 e sul suo successore a fare ricerca sull'IA da soli. Sanno fare l'ingegneria, e la fanno bene; quello che non sanno fare è scegliere una domanda che valga la pena di indagare. Non è un limite di potenza: è un limite di ambizione, ed è esattamente il punto che torna nella storia di Astra qui sopra.

Il nero sfina, ma non è solo una scelta estetica
Coprire di pannelli i tetti dei capannoni è un'ottima idea che però non basta, e i moduli "invisibili" che piacciono alle soprintendenze si pagano in efficienza persa. La settimana dei prezzi record dell'elettricità è arrivata due giorni dopo, e ha fatto il lavoro di conferma da sola.

Crisi climatica, crisi agricola e crisi energetica
Ieri sera, in diretta, abbiamo allargato il ragionamento del video sull'agrivoltaico nella piana di Rosia: che cosa succede quando le tre crisi si presentano tutte insieme sullo stesso pezzo di terra.

In pillole: questa settimana gli Shorts pubblicati su youtube e sugli altri canali social hanno tenuto aperti due linee di pensiero: il misticismo di Faggin e i pacifinti - più uno sul fiume che ha spento una centrale nucleare, e di cui abbiamo parlato sopra e che le notizie di questi giorni hanno reso quasi profetico. Se ne volete uno solo, prendete quello su perché in scienza l'autorità non conta: metà del numero di oggi è lì dentro.

La revisione paritaria non è più il filtro della scienza. Il filtro vero è l'ufficio stampa, e passa quasi tutto.

Mi si obietterà che la revisione esiste ancora, ed è vero. Ma guardate chi ha corretto le cose in questi sette giorni: un blog rifiutato da due riviste, un giornalista che ha confrontato comunicato e paper, matematici scocciati su un forum. Tre volte su tre la revisione era già passata. Ditemi che ho torto nei commenti, che mi farebbe piacere.

La settimana prossima, nel Digest, mi occuperò di una domanda che mi devo obbligatoriamente porre, perché continuo a sentir ripetere che i dati, se opportunamente torturati, dicono quel che si vuole. E quindi mi devo chiedere e devo chiederlo a voi: i dati ci dicono la verità? Sarà un’ottima occasione per parlare della mancanza di cultura statistica, nel pubblico, fra gli "esperti" e soprattutto fra chi decide, perché tre delle notizie di oggi stanno in piedi esattamente su quel vuoto: un sottogruppo pescato a posteriori, una soglia di conformità fissata al venti per cento, una media significativa spacciata per fenomeno robusto. E intanto continuerò a seguire due storie: che cosa resterà dei dieci risultati di Astra fra un mese, e se qualcuno proverà a tirare fuori qualche buffo virus letale progettato dalle macchine, come hanno paventato tanti pennivendoli questa settimana.

Alla settimana prossima, o agli altri contenuti che nel frattempo usciranno.
Un caro saluto,
Gregorio

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