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🌐 Pubblicato il primo atlante geografico completo delle attività estrattive di petrolio e gas nell’Artico.
🌱 Torna il Festival dello Sviluppo Sostenibile a cui partecipiamo con due eventi, anche legato al mondo dei GIS
🛢️ Il nostro resoconto della prima conferenza internazionale sulla transizione dai combustibili fossili di Santa Marta, in Colombia.
Sta per avvicinarsi l'apertura della XII Edizione del Master in GIScience e Sistemi a Pilotaggio Remoto. L'apertura del bando e la possibilità di preiscrizione sono previste a fine giugno 2026. Nel frattempo, per chi volesse avere maggiori informazioni sul Master può consultare il nostro sito e scriverci alla mail mastergiscience.dicea@unipd.it.
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Buona lettura!
È stato pubblicato sulla rivista PLOS One il nuovo studio “Unburnable carbon in the rapidly warming Arctic: mapping spatial relationships among oil and gas development, ecologically sensitive areas and Indigenous Peoples’ lands”, coordinato dal Centro di Eccellenza Jean Monnet sulla Transizione Giusta dai Combustibili Fossili e dal gruppo di ricerca “Cambiamenti Climatici, Territori e Diversità” (DICEA) dell’Università di Padova, che presenta il primo atlante geografico completo delle attività petrolifere e del gas nell’Artico, offrendo una visione senza precedenti delle interazioni tra sfruttamento delle risorse, ecosistemi fragili e territori delle popolazioni indigene.
La ricerca utilizza dati geospaziali ad accesso aperto relativi a cinque Paesi artici (USA, Canada, Groenlandia, Norvegia e Russia) e un approccio di geovisualizzazione basato su GIS. L’obiettivo è mappare la distribuzione di concessioni, infrastrutture e attività estrattive, evidenziandone le sovrapposizioni con aree ecologicamente sensibili e territori indigeni.
L’intervento intende raccontare, in modo accessibile e coinvolgente, come i dati satellitari aperti del programma europeo Copernicus Land Monitoring Service permettano oggi di leggere le trasformazioni del pianeta e supportare soluzioni concrete per lo sviluppo sostenibile, su scala globale.
Attraverso una selezione di casi reali provenienti da diversi continenti, il pubblico sarà guidato in un viaggio che collega ambienti naturali, filiere agricole e contesti urbani, mostrando come le stesse informazioni possano essere utilizzate per comprendere sfide molto diverse tra loro.
Dalle foreste del Parco dei Virunga, dove i dati satellitari contribuiscono a monitorare pressioni ambientali e biodiversità, ci sposteremo in America Latina, nelle piantagioni di caffè e cacao del Guatemala. Qui, le analisi basate su dati CLMS mostrano come i sistemi agroforestali possano mantenere livelli più elevati di vegetazione e umidità del suolo rispetto alle aree degradate, contribuendo alla resilienza climatica e alla sostenibilità delle filiere agricole. Il racconto proseguirà nelle città, con l’esempio delle “sponge cities”: un approccio innovativo che integra natura e infrastrutture per gestire l’acqua piovana, ridurre il rischio di alluvioni e migliorare la qualità della vita urbana. Anche in questo caso, i dati Copernicus supportano la pianificazione e il monitoraggio di queste soluzioni basate sulla natura, sempre più cruciali in un contesto di cambiamenti climatici.
L'evento fa parte del Festival dello Sviluppo Sostenibile, promosso dall’ASviS (dal 6 al 22 maggio anche a Padova).
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La conferenza internazionale “Transitioning Away from Fossil Fuels”, svoltasi a Santa Marta (Colombia) tra il 24 e il 29 aprile, rappresenta un momento cruciale nella diplomazia climatica globale. Nata come sviluppo del percorso avviato dopo la COP30 e coordinata dai governi di Colombia e Paesi Bassi, ha riunito oltre 50 governi insieme a una vasta coalizione di attori: comunità indigene, movimenti sociali, ONG, accademici e istituzioni. L’obiettivo principale dell’incontro è stato quello di accelerare la transizione globale oltre i combustibili fossili, affrontando la crisi climatica attraverso un approccio più inclusivo, giusto e radicato nei territori.
Alcuni membri del Centro di Eccellenza Jean Monnet sulla Transizione Giusta dai Combustibili Fossili e del gruppo di ricerca “Cambiamenti climatici, Territori e Diversità” dell’Università di Padova hanno preso parte alla conferenza nei capitoli dedicati al mondo accademico e alla società civile, contribuendo attraverso la condivisione della ricerca scientifica sulla geovisualizzazione dei territori in transizione dal fossile, la co-organizzazione di alcuni dei flussi di lavoro ed il coordinamento di eventi paralleli svoltosi insieme alla conferenza.
LEGGI LA SINTESI DELLA CONFERENZA
Per conoscere in dettaglio eventi, discussioni e temi trattati giorno per giorno durante la conferenza, ti invitiamo a leggere i rapporti quotidiani pubblicati dal Centro di Eccellenza all’interno della newsletter The Climate Corner, consultabili cliccando sul pulsante qui sotto.
A distanza di un mese dalla conferenza, gli inviati del Centro di Eccellenza Jean Monnet sulla Transizione Giusta dai Combustibili Fossili e del gruppo di ricerca “Cambiamenti climatici, Territori, Diversità” restituiranno in modo critico limiti e punti di forza, sensazioni, riflessioni e prospettive emerse durante le diverse fasi del processo decisionale, tra istituzioni, accademia, società civile, movimenti, nazionalità indigene e comunità afrodiscendenti.
L’evento si svolge all’interno del Festival dello Sviluppo Sostenibile (6-22 maggio) organizzato da ASviS.
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Il gruppo di ricerca “Cambiamenti Climatici, Territori, Diversità” (DICEA, Università di Padova) pubblica diversi articoli scientifici, legati alle metodologie GIS e remote sensing, al cambiamento climatico, alla transizione dai combustibili fossili e alla sostenibilità urbana. Ti riepiloghiamo gli articoli più recenti che potresti non aver visto:
📄 Equity-oriented GIS-MCDA mapping of urban rooftops for green roofs and photovoltaic systems: competition and synergies in Padua, Italy | Abdullah Ahmadi, Daniele Codato, Francesca Peroni, Massimo De Marchi
Lo studio presenta il modello RT4ES (Rooftops for Equity and Sustainability), uno strumento GIS open-source per valutare il potenziale multifunzionale dei tetti urbani come risposta ai cambiamenti climatici e alle disuguaglianze sociali. Applicato a Padova, il modello analizza la fattibilità di tetti verdi, giardini pensili e impianti fotovoltaici, integrando indici di vulnerabilità socio-economica e ambientale. I risultati mostrano che quasi 12 km² di tetti sono idonei all'intervento: la rinaturalizzazione dei tetti potrebbe aggiungere circa 10,94 km² di superfici verdi, mentre i pannelli fotovoltaici coprirebbero oltre il 300% del consumo elettrico domestico comunale. Il modello orienta le priorità verso i quartieri più vulnerabili e densamente edificati, promuovendo resilienza e inclusività in linea con le politiche locali e internazionali.
📄 From detection to action: creating operational prescription maps for weed management using low-cost UAVs | Nebojša Nikolić, Pietro Mattivi, Salvatore Eugenio Pappalardo, Massimo De Marchi, Roberta Masin
I droni commerciali a basso costo combinati con algoritmi open-source di classificazione delle immagini rappresentano una soluzione promettente per la gestione mirata delle infestanti in agricoltura. Testato su un campo di mais nel Nord-Est italiano, lo studio confronta tre metodi di classificazione per produrre mappe di prescrizione che riducono l’area trattata con erbicidi fino all’85% rispetto alla distribuzione uniforme tradizionale.
📄 The Challenges for the Sustainable Management of the Water-Energy-Food Nexus in an Andes-Pacific Transboundary Catchment | Alicia Correa, Jorge Forero, Daniele Codato, Mark Mulligan, Jorge Marco
Lo studio esplora la gestione sostenibile delle risorse idriche, energetiche e alimentari nel bacino transfrontaliero Mira-Mataje, tra Ecuador e Colombia, adottando il quadro concettuale del “nexus acqua-energia-cibo”. Attraverso il modello spaziale Co$tingNature e dataset telerilevati, vengono analizzate sinergie e compromessi tra i servizi ecosistemici legati all’acqua, alla legna da ardere e al pascolo. I risultati mostrano che la produzione energetica e alimentare ha effetti negativi sulla sicurezza idrica, e che le aree più ricche di servizi ecosistemici coincidono spesso con i territori ancestrali delle comunità etniche locali. ONG, leader comunitari, accademici e rappresentanti statali percepiscono diffusamente questi servizi come minacciati dal cambiamento globale, riconoscendo nel ruolo della cultura e del sapere tradizionale una risorsa fondamentale per la conservazione e la resilienza collettiva.
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