Questa è l’ultima newsletter prima della pausa estiva…
Mi sembrava giusto concludere questa prima parte di anno con una buona notizia e come sempre con qualche consiglio di brand sostenbili.
Spero di non mancarvi troppo…😅
NON È TUTTO DA BUTTARE
Per la prima volta H&M ha inserito nella sua collezione da uomo due modelli di jeans realizzati con un lyocell contenente materia prima proveniente da vecchi capi di abbigliamento.
Dietro questa innovazione c’è Circ, una startup americana che ha sviluppato una tecnologia capace di separare i tessuti misti (come cotone e poliestere), considerati da anni uno dei maggiori ostacoli al riciclo. Normalmente questi materiali finiscono negli inceneritori o nelle discariche proprio perché le fibre sono difficili da dividere. Circ riesce invece a recuperare sia la componente cellulosica sia quella sintetica.
La cellulosa recuperata viene trasformata da Lenzing in fibre TENCEL Lyocell attraverso la tecnologia REFIBRA. In questi jeans la fibra di lyocell contiene il 30% di polpa tessile riciclata proveniente da Circ, mentre il restante deriva da legno certificato. Nel capo finito il lyocell rappresenta il 16% della composizione complessiva del jeans.
Perché è una notizia importante?
Non tanto perché questi jeans “salveranno il pianeta”, ma perché dimostrano che il riciclo tessile può finalmente uscire dai prototipi e arrivare sugli scaffali di un grande retailer internazionale. È uno dei primi esempi in cui una tecnologia di riciclo avanzato entra davvero nella produzione commerciale su larga scala.
La riflessione che potresti aggiungere:
Una buona notizia, sì, ma..
(c’è sempre un ma in mezzo alle scatole...)
Riciclare i tessuti è fondamentale, soprattutto quelli misti che oggi rappresentano uno dei problemi più complessi dell’industria della moda. Tuttavia, nessuna tecnologia di riciclo potrà compensare una produzione che continua a crescere senza limiti.
L’innovazione è indispensabile, ma la vera sostenibilità passa anche da una riduzione dei volumi, da capi progettati per durare e da un consumo più consapevole. Il riciclo dovrebbe essere l’ultima opzione, non la scusa per continuare a produrre sempre di più.
Prima di esultare o indignarci, forse vale la pena ricordare una cosa: nella moda il bianco e nero non esiste.
È un settore che non nasce per essere responsabile. Per questo faccio sempre fatica quando sento demonizzare il fast fashion a prescindere, come se ogni sua mossa fosse automaticamente sbagliata.
H&M continua a produrre troppo? Sì.
Il suo modello è ancora lontano da quello di cui avremmo bisogno? Assolutamente sì.
Ma se un’azienda delle sue dimensioni investe milioni in una tecnologia che permette finalmente di riciclare tessuti che fino a ieri finivano in discarica o negli inceneritori, credo sia giusto riconoscerlo.
Anche perché questa è una ricerca che costa, costa anni di sviluppo, impianti, sperimentazione. Ed è una ricerca che, oggi, possono permettersi solo aziende molto grandi.
Questo significa che H&M è diventata un’azienda responsabile? No.
Significa però che dobbiamo pretendere che utilizzi il suo peso economico proprio per accelerare questo tipo di innovazione.
La vera domanda è un’altra: chi farà questa ricerca se non loro?
Di certo non le piattaforme di ultra fast fashion che stanno conquistando il mercato vendendo migliaia di nuovi prodotti al giorno a prezzi sempre più bassi. Il loro vantaggio competitivo non è l’innovazione, è il prezzo, e quando il prezzo è l’unica priorità, investire milioni nel riciclo tessile diventa molto meno probabile.
Ecco perché continuo a pensare che il nostro compito non sia dividere il mondo tra buoni e cattivi, ma chiedere a tutti di fare di più. Criticare quando serve, certo, ma anche riconoscere i passi avanti quando sono reali.
Perché il cambiamento non arriverà da un’azienda perfetta. Arriverà se riusciremo a spingere un’intera industria a cambiare direzione.
Nel frattempo vi lascio alcuni brand di jeans che hanno impostato le loro produzioni su principi etici e responsabili, tutti e 3 olandesi...un puro caso…
Realizza jeans e abbigliamento streetwear.
È membro da oltre 10 anni della Fair Wear Foundation e garantisce massima trasparenza sulla filiera. Utilizza materiali sostenibili e biodegradabili e riduce l’impatto ambientale con energie rinnovabili e packaging in cartone riciclato.
Pionere della moda circolare attraverso il modello “Lease A Jeans”.
I jeans a fine vita vengono raccolti e trasformati in nuove fibre, chiudendo il ciclo produttivo. Trasparenza, etica e circolarità sono al centro del progetto.
Brand fondato nel 200, produce jeans e capi realizzati esclusivamente con materiali a minore impatto come cotone biologico, cotone riciclato e TENCEL Lyocell.
Tutti e tre li trovi anche su Besustainable.net
Se sei arrivatə fino in fondo, grazie di cuore 💚
Mi mancate gia!
Buona estate a tutte/i ☀️

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