È troppo difficile, non lo fanno in molti.
Ecco perché è un vantaggio competitivo.
Dal giorno 1 sui miei social promuovo un messaggio preciso: pensa con la tua testa.
Dal giorno 1 incoraggio le persone a non aggregarsi a opinioni pre-confezionate, come quelle che i media mettono a disposizione dei tanti zombie che le riciclano per apparire intellettuali e informati agli occhi di altri zombie.
Dal giorno 1 incoraggio le persone a non aggregarsi alle opinioni dei propri idoli, dei propri educatori, dei propri amici, soprattutto se sono condite da fallacie logiche o (peggio) ideologiche.
Dal giorno 1 incoraggio le persone a studiare, approfondire, verificare i fatti, le fonti, mettere in dubbio, ascoltare chi la pensa diversamente (su questo ho diverse deroghe ma vabbè) e poi formulare la propria opinione.
Dal giorno 1 incoraggio le persone a sviluppare il pensiero critico che serve per mettere in dubbio quello che non è funzionale al proprio benessere e renderlo tale.
Credo fortemente che quando vivi secondo i tuoi principi, la tua vita diventa appagante.
E per vivere secondo i propri principi devi credere in qualcosa.
Io credo nei valori della Slow Life: assumersi la responsabilità della propria condizione, avere la disciplina cambiare quello che non ci piace della nostra vita, agendo con il coraggio che serve per affrontare un percorso che non garantisce alcun risultato.
Ma in questo numero della Slow Newsletter voglio fare io stesso da avvocato del diavolo.
Voglio elogiare la Fast Life affinché qualsiasi persona “intellettualmente pigra” che ha sposato ciecamente l’idea della Slow Life possa avere alcuni strumenti critici di pensiero per valutare un pensiero opposto.
E lo farò senza dissing, senza sarcasmo, senza ironia.
La Fast Life è il ritmo scandito della modernità.
Fast Life è la vita di chi è sempre di fretta, di chi non ha mai tempo, di chi è sempre stressato, occupato.
È la vita di chi si vanta per le 12 ore passate in ufficio ogni giorno perché ha creduto al mito di stampo cattolico/industriale che soffrire per il lavoro sia in qualche modo una virtù da ostentare.
La Fast Life è la vita di chi non va in ferie da 5 anni solo per poterlo sbattere in faccia con orgoglio al primo che capita.
È la vita di chi fa del lavoro un culto, dei drogati di adrenalina che godono vivendo in questo modo.
Ebbene sì, si può vivere così e goderne.
Agende piene, treni presi (o persi) all’ultimo minuto, incastrare più cose in una giornata di quante altri ne farebbero in una settimana.
Chi vive Fast gode quando il mondo riconosce la sua abilità di essere uno che non si ferma mai.
Non tutti riescono a reggerla, non tutti vogliono reggerla.
Ma per chi ci sguazza dentro, la Fast Life è un ambiente naturale: un ecosistema che dà energia, senso e identità.
Chi vive Fast sa che la velocità non è solo un mezzo, è un linguaggio sociale. Significa arrivare prima, decidere prima, muoversi prima.
Uno studio pubblicato su Journal of Organizational Behavior (Vogel et al., 2021) mostra che la rapidità con cui ci si mette al lavoro influenza in modo diretto la (percezione di) produttività giornaliera.
È uno status che la società riconosce subito: sei “quello che non perde tempo”.
E questo riconoscimento è una valuta sociale nel mondo Fast di oggi.
Nella Fast Life ogni giorno è pieno.
Call, viaggi, eventi, persone nuove. Non c’è spazio per la noia.
Secondo una ricerca di Demandsage (2025), la maggior parte dei lavoratori fatica a mantenere l’attenzione per più di 10 minuti consecutivi senza stimoli esterni, e proprio per questo la Fast Life è così appagante: dà continuamente input che alimentano energia e creatività.
Più stimoli = più opportunità. È una legge probabilistica: più incontri e più cose fai, maggiore è la chance che qualcosa accada. È vero, questo è innegabile.
In una società che chiede sempre “che lavoro fai?”, la Fast Life offre una risposta semplice: la tua identità è il tuo ruolo.
Uno studio pubblicato su Occupational Medicine (2019) mostra che chi lavora molte ore settimanali tende a percepire maggiore produttività e coinvolgimento. È il segnale che, per tanti, la carriera è il principale specchio del proprio valore.
Per chi cerca direzione, la Fast Life dà coordinate precise: sai chi sei perché sai cosa fai.
La Fast Life segue regole chiare: studia, lavora, consuma. È il percorso che tutti conoscono, quello che non ti costringe a spiegarti ogni volta.
Stare dentro al flusso significa ridurre il rischio di esclusione sociale. Le aziende promuovono chi si mostra sempre disponibile, chi macina ore, chi è “affidabile perché sempre presente”.
È una protezione invisibile: più corri, meno sei sotto accusa.
La Fast Life ti regala un senso di controllo: più lavoro, più entrate, più stabilità.
Secondo dati OMS/ILO, oggi oltre 450 milioni di persone nel mondo lavorano più di 55 ore a settimana. Nonostante i rischi di stress, per molti questo è sinonimo di garanzia economica: più tempo investi, più riduci la sensazione di precarietà.
È un’illusione potente, ma funziona: ti fa sentire al sicuro mentre corri.
La Fast Life ha tutto questo, ed è naturale che la maggioranza ci si riconosca.
È la strada già segnata, quello a cui veniamo educati fin da piccoli.
È il letto del fiume già scavato, dove l’acqua non deve far altro che scorrere.
Ti offre regole che ti servono a raggiungere traguardi, dove poi potrai goderti i relativi applausi subito prima di metterti in moto per raggiungere il prossimo.
Ti dice che cosa è importante nella vita e ti offre un modello per ottenerlo.
La Slow Life è altro.
È scegliere consapevolmente di rinunciare a molti di questi vantaggi: la corsa, gli stimoli continui, lo status, la protezione della conformità, la sicurezza apparente, per costruire qualcosa su misura, ai tuoi ritmi.
Nella Slow Life non ci sono regole, se non le tue.
Decidi tu: lavori 12 ore al giorno o non fai una mazza tutto il giorno.
L’importante è che sia il tuo ritmo e che non venga dettato.
Per vivere così però ci vuole responsabilità, e la responsabilità è una rogna.
La Fast Life è la via semplice: ti dicono cosa fare e poi devi solo sgobbare.
Nella Slow Life invece sei tu che devi scegliere cosa fare e poi sgobbare.
Con la differenza che se scegli male, sgobbi per nulla.
Ecco perché la Slow Life non sarà mai la scelta della maggioranza.
Non deve esserlo.
Ed è giusto che sia così.
A fine Ottobre sarò sul palco del teatro Piccinni di Bari.
Mi diletterò in un’esperimento di Storytelling, raccontando in uno spin off narrativo la storia di com’è nata la Fast Life e di come il culto della carriera ci ha reso più soli, poveri e infelici.
Sarà un viaggio lungo quasi 200 anni, non vedo l’ora di raccontarlo.
🗓️ 24 e 25 Ottobre 2025
🗺️ Bari, Teatro Piccinni
🐍 Se ti manca Snake (del Nokia 3310) clicca qui.
💰 Decisioni finanziarie che non sembrano decisioni finanziarie, ma da cui dipende la tua stabilità economica.
📄 “Maledetti PDF”, è quello che dirai fino a quando non avrai provato questo tool.
🪐 Ma tu lo sai quanto è immensa la nostra galassia? Clicca qui e navigala con la sola rotellina del mouse
🥷 Inserisci un link e lui te lo trasforma in qualcosa che sembra illegale o pericoloso. Tipo https://suspicious-exploit-questionable-virus@is.gd/mXtLYt?plagiarism.7z. Utile? Per niente. Divertente? Sì, per fare qualche scherzo ai colleghi (se clicchi sul link ti porta al mio sito web)
⬇ Ho pubblicato su YT un video molto personale sui motivi che mi hanno spinto a tornare in Basilicata dopo 8 anni fuori di cui 2 all’estero. Ho parlato della mia strategia per affrontare il provincialismo, la mancanza di stimoli e di opportunità lavorative. Lo trovi qui.
📼 Finalmente anche un’anima come quella di Nicolò Andreula ha avuto spazio sul palco di una TEDx. Nick, che prima di essere un amico è stato un mio mentore, ha descritto i nomadi digitali come “giocattoli rotti”, che non stanno sognando ma stanno scappando. Ho rivisto molto me stesso nella sua descrizione.
💵 I 7 peccati capitali della gestione patrimoniale: come evitare di mandare ai pesci la propria pensione e l’eredità da lasciare ai propri figli/nipoti.
📖 Cosa sto leggendo? Questo :)
Se ti è piaciuto questo numero della Slow Newsletter puoi suggerirla ad amici e colleghi che vivono un po’ troppo Fast :)
Per Settembre è tutto!
Alla prossima :)
GGN
Ps. se il tuo capo non ti sta guardando hai proprio bisogno di prenderti una pausa nostalgica, prova questo (ringraziami dopo).
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