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La Voce della Ribellione™ · Jun 23, 2026

The Witcher & la patrimoniale

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Gameromancer · La Voce della Ribellione™

Una volta CD Projekt Red veniva a tassarti gli extraprofitti.

Un vecchio bug in The Witcher 3 permetteva di accumulare veramente un sacco di soldi. Ad un certo punto i dev polacchi hanno rollato un aggiornamento che introduceva Walthemor Estemalt, esattore delle tasse, che provava a portarti via quei soldi illeciti stile Equitalia se durante l’interrogatorio confessavi di aver barato.

Tutto questo in realtà con la segamentale™ di oggi non c’entra un cazzo. Volevo solo flexare un po’ di Game Culture.

Invita un amico

Non rubo altro tempo al main event, che questa settimana è firmato da un pentito di mafia – e se hai pensato a Scibetta sei razzista.

di Tiziano “cazzovuoi” Incognito

Meglio essere un NPC di The Witcher che vivere in questa realtà.

L’altro giorno ho fatto una storia per invitare a firmare la proposta sulla patrimoniale. Un amico mi ha risposto “sì vabbe, così quei pochi imprenditori che abbiamo in Italia se ne vanno”. Uno che fa un normalissimo lavoro da dipendente, non si chiama Piersilvio, non guadagna milioni, eppure difende gli interessi di gente che lo licenzierebbe volentieri se potesse rimpiazzarlo con qualcuno che costa meno. O qualcosa, tipo l’IA di cui tanto parla.

Nel frattempo continuano a inventarsi abbonamenti per imporci tasse invisibili su qualunque cosa.

Almeno col Game Pass accedi ai giochi, roba che consumi con piacere. Oggi ho visto cosa offre LinkedIn premium: alla modica cifra di 29,90€ al mese aumenti le tue probabilità di trovare lavoro del 2.7%. Poi ho visto che anche su Working Nomads c’è una versione premium per trovare più offerte di lavoro. Ovviamente sono abbonamenti che ti danno accesso a delle IA che ottimizzano il tuo curriculum e poco altro.

Ci vogliono far pagare per trovare un lavoro migliore per pagare meglio gli altri abbonamenti che ci vogliono vendere. Soldi che poi investiranno in altre tecnologie che arricchiscono i soliti quattro noti e fanno salire la temperatura mondiale di quegli altri 3 o 4° necessari affinché casa mia finisca sotto il livello del mare.

Almeno potrei smettere di sognare la piscina.

Io non so più che cosa aspettiamo a ghigliottinare un po’ di miliardari e redistribuire i redditi con la forza.

Per fortuna esce la nuova espansione di The Witcher:
potrò tornare in un mondo senza capitalismo
e dimenticarmi del migliore dei sistemi possibili.

Tutti celoduristi del GIT GUD. Ma la vera sborrata?

Quando From Software ha cagato due giochi più accessibili.

Ancora oggi quando i miei amici nominano Sekiro ne parlano con deferenza. Il miglior gioco di From Software. O quasi.

Quello dove l’integrità di Miyazaki si è scontrata con la Quality of Life imposta da Activision. Perché il gioco doveva vendere, mica accontentarsi di essere un cult. Il risultato? Quei popup a schermo che ti spiegano le meccaniche per filo e per segno.

Vilipendio, lesa maestà, eppure Sekiro ha vinto un GOTY e probabilmente venderesti tua madre per avere un seguito. E forse pure per un more of the same.

Dopo Sekiro, però, qualcosa è rimasto addosso a From Software.

Elden Ring è a mani basse il soulslike più accessibile. L’equilibrio perfetto tra i tutorial buttati a caso nei messaggi a terra di Demon’s e Dark Souls e l’eccesso opposto, quello imposto da Activision con Sekiro.

C’è perfino la cazzo di mappa, quella che sembrava una bestialità chiedere venisse aggiunta. Ad un mese dal day one, sulla mappa sono arrivati pure i segnalini per gli NPC. Per permettere letteralmente a chiunque di non perdersi tra le quest non tracciate.

Pensa quanto racconta un tutorial — o l’assenza di un tutorial — del gioco che stai giocando.

Pensa quanto cambia l’esperienza in base a come lo sviluppatore decide di approcciarla.

Se non ci vuoi pensare, beh,
c’abbiamo pensato noi.
Ascolta il fottuto podcast.

di Pietro “Phatejoker” Iacullo

XBOX è la cosa peggiore mai successa ai videogiochi.

Se ami davvero i videogiochi non puoi pensarla diversamente. È la pura, semplice, strafottutissima realtà dei fatti.

Quanti studi di talento Microsoft ha prima comprato e poi ridotto all’irrilevanza, se non direttamente chiuso?

La Rare degli anni d’oro di Goldeneye e Donkey Kong Country ridotta a fare merda per Kinect. Non è bastato nemmeno che Sea of Thieves spaccasse tutto, per trattare i suoi autori con un po’ di rispetto. Everwild è stato cancellato. Perfect Dark prima dato in mano ad un altro studio e poi cancellato pure quello.

E a loro è andata pure bene. Almeno non sono stati chiusi e svenduti a qualche publisher di merda come Krafton, come successo a Tango Gameworks. Nei comunicati dicevano che a Game Pass servivano altre perle come Hi-Fi Rush. Nei fatti, nemmeno il tempo di farlo uscire su PS5 che ne avevano già messo alla porta i creatori.

Adesso, forse, sta per succedere di nuovo a Ninja Theory. Di nuovo, perché la stessa Microsoft aveva già trattato di merda quello studio quando si chiamava Just Add Monsters, pubblicando Kung Fu Chaos senza spenderci manco mille lire di marketing.

Kung Fu Chaos serviva solo a riempire la colonna “esclusive Xbox” in qualche foglio Excel da mostrare agli azionisti.

Perché Microsoft riduce la vita, l’universo e tutto quanto ai fogli Excel.

Perché i videogiochi dovrebbero fare eccezione? Sono solo cose da convertire in metriche per fare un pompino agli azionisti in vista della chiusura del trimestre fiscale.

E se al prossimo trimestre non è rimasto nessuno in grado di fare bei videogiochi, beh, tanto peggio per gli stronzi che sono stati così stronzi da comprare un’Xbox.

Tanto peggio per chi qui sotto sta già piangendo perché “e allora Sony?”, senza capire che il punto è che XBOX fa così dal suo cazzo di day one.

Senza capire che la loro azienda del cuore, quando li fotte, non chiede più nemmeno il permesso.

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La situa Microsoft in ogni caso s’è evoluta ed è venuto fuori che Ninja Theory, Double Fine e tutti gli studi che adesso rischiano il culo “stavano solo eseguendo gli ordini”. Di quella minchia di mare di Filippo Spencer.

Bell’editoriale di Marco Bortoluzzi su PoteriArcani La Rivista Ufficale™ →

Se ti sono piaciute le stronzate che hai letto qui sopra, sappi che su Instagram, Tiktok e YouTube ne esce una quasi ogni giorno.

Se ti balla la fresca in tasca, c’è Patreon. Se devi pagare qualcuno, paga chi non ti prende per il culo.

Ho la sensazione che sempre più gente si stia accorgendo di quanto il capitalismo ci fotta a sangue, anche se ancora non è in grado di mettere la cosa in questi termini. La crisi delle RAM e degli SSD è illuminante da questo punto di vista: ogni giorno potenzialmente ti svegli e il giocattolino elettronico che avevi messo in wishlist costa di più così all’improvviso, oppure sparisce dal catalogo perché quelle risorse lì è meglio destinarle ad altro.

Sono problemi da primo mondo, ma per dire, qualche mese fa Apple ha fatto sparire la versione con 64GB di RAM del Mac Mini, che sarebbe stato un perfetto compromesso per farsi il proprio server AI in casa e smettere di consumare l’acqua di qualche villaggio in Botswana per chiedere a Gemini di generarti un memino da condividere in chat. Ma ne ho già parlato diffusamente tipo due newsletter fa, quindi se ti interessa recuperati direttamente l’uscita.

Noi ci riascoltiamo lunedì e ci rileggiamo martedì. Approfitto di questo spazietto qui in fondo per mandare un abbraccio a Massimiliano Di Marco (che mi sembra assolutamente vanity taggare, quindi non lo taggo). Dovresti farlo anche tu, però.

In un mondo abitato da diversi refusi, Pietro Riparbelli, un cacciatore di typo mutante dagli incredibili poteri, deve combattere per salvare le specie pacifiche da quelle bellicose.

Read the original on gameromancer.substack.com

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