Per molti esportatori italiani il 2025 è stato l’anno dei dazi e il 2026 rischia di diventare l’anno di qualcosa di ancora più importante: il cambiamento delle regole che disciplinano chi può importare negli Stati Uniti e con quali responsabilità.
È una notizia di cui, almeno in Italia, si parla ancora molto poco. Negli Stati Uniti, invece, studi legali specializzati, customs broker e operatori del settore stanno già analizzando le conseguenze delle nuove disposizioni annunciate dall’Amministrazione americana.
Se esporti negli USA, o hai intenzione di farlo, vale la pena capire cosa sta succedendo.
La novità non riguarda direttamente le tariffe doganali. Il cambiamento interessa la figura dell’Importer of Record (IOR), cioè il soggetto che, negli Stati Uniti, assume la responsabilità doganale dell’importazione della merce.
Fino ad oggi era relativamente semplice operare attraverso società con una presenza minima sul territorio americano o strutture create esclusivamente per effettuare le operazioni di importazione.
L’obiettivo della riforma è diverso: l’importatore dovrà essere un soggetto realmente identificabile, economicamente solido e pienamente responsabile nei confronti delle autorità doganali.
Negli ultimi anni le autorità americane hanno riscontrato un aumento di:
sottovalutazioni del valore delle merci
errori nella classificazione doganale
utilizzo improprio dell’origine delle merci
importazioni effettuate tramite società prive di reale consistenza economica.
Secondo il governo americano, queste pratiche hanno favorito evasione dei dazi, concorrenza sleale e difficoltà nel recupero delle sanzioni.
Per questo motivo è stato avviato un rafforzamento dell’intero sistema dei controlli.
Le nuove disposizioni prevedono, tra le altre cose:
requisiti più severi per poter operare come Importer of Record
controlli più approfonditi sull’identità e sulla struttura societaria degli importatori
obblighi documentali più estesi
maggiori verifiche sulla correttezza delle dichiarazioni doganali
sanzioni più pesanti in caso di violazioni.
Molte delle misure entreranno progressivamente in vigore tra settembre e la fine dell’anno (tra 90 e 120 giorni da oggi).
Qualcuno potrebbe pensare: “È un problema dell’importatore americano.”
In realtà non è così. Se il tuo cliente dovrà rispettare requisiti più severi, inevitabilmente ti chiederà una documentazione ancora più precisa.
Diventeranno ancora più importanti:
la corretta classificazione doganale
la determinazione del valore in dogana
la documentazione sull’origine delle merci
la coerenza tra fatture, packing list e documenti di trasporto
la tracciabilità della supply chain.
In altre parole, aumenterà l’importanza della conformità documentale.
Ogni volta che aumenta la complessità normativa succede sempre la stessa cosa:
Le aziende cercano partner competenti
Chi è preparato diventa più competitivo.
Chi improvvisa rischia invece ritardi, costi aggiuntivi e contestazioni.
Per questo motivo ritengo che sia importante iniziare a seguire fin da ora l’evoluzione della normativa americana, senza aspettare che le nuove regole siano già operative.
♦️ Un aspetto particolarmente critico di questa svolta riguarda la netta separazione operativa che si sta consolidando tra Domestic IOR e Foreign IOR. Per i Foreign IOR (gli importatori non residenti) i requisiti stanno diventando ancora più stringenti e complessi rispetto a chi ha una presenza domestica negli USA, limitando di fatto i loro margini di manovra e richiedendo garanzie e figure di rappresentanza locale molto più onerose.
Se esporti già negli Stati Uniti oppure stai valutando di entrare nel mercato americano, questo è il momento giusto per verificare che la tua organizzazione sia pronta ad affrontare il nuovo scenario.
Possiamo affiancarti nell’analisi delle procedure export, nella verifica della documentazione e nell’organizzazione delle attività necessarie per operare correttamente sul mercato statunitense.
Per le esigenze operative negli Stati Uniti collaboro con ExportUSA di New York, un partner con una presenza consolidata sul mercato americano e un’esperienza concreta nell’assistenza alle imprese italiane.
Se desideri approfondire la tua situazione specifica, puoi contattarmi direttamente scrivendomi a Export@ConsulenzaExport.it.
Valuteremo insieme se il supporto più adatto ti può essere fornito attraverso un affiancamento congiunto tra Italia e Stati Uniti.

Comments
Nothing yet. Say the first thing.
Sign in to join the conversation.