Negli ultimi anni c’è una cosa strana che sta succedendo. Sembra che ogni gesto debba essere all’altezza di un pubblico.
Se cucini → devi essere uno chef.
Se canti → devi essere intonato.
Se fai sport → devi performare.
Se disegni → deve essere bello
Altrimenti? Meglio non farlo. E questa cosa a me fa incaxxare tantissimo. Perché ci sta togliendo spazio. Spazio per espanderci. Spazio per conoscerci. Spazio per gioire mentre facciamo qualcosa senza doverlo trasformare per forza in un risultato.
Dimenticandoci quindi la fondamentale esperienza del percorso. Perché è solo il risultato che conta. È come se ci fossimo dimenticatə che esiste una zona nella vita dove non ci sono spettatori. Quella in cui fai le cose non per essere vistə, ma per essere.
Perché tu sono certa che canti sotto la doccia. E non te ne frega niente di farlo bene o male. Sei lì che canti. E stai bene. E questa cosa qui non “serve” a niente. E proprio per questo serve tantissimo. Nel disegno è uguale. Non è nato per essere mostrato. È nato per essere usato. Per capire. Per comunicare. Per attraversare qualcosa senza doverlo spiegare a parole.
Non serve essere bravə. Serve solo farlo. È che siamo diventati dipendenti dalla performance. Facciamo le cose solo se possiamo farle bene. Solo se possiamo mostrarle. Solo se possiamo essere riconosciuti. E così facendo ci perdiamo una cosa enorme: la possibilità di scoprire parti di noi che non conosciamo ancora. Perché è proprio nelle cose che non sai fare che succede qualcosa di speciale.
Ti ritrovi in nuove forme. Trovi nuove strade. Ti espandi dove non credevi neanche di poter guardare. Ti metti alla prova e prendi confidenza in te. È importante fare le cose che non sappiamo fare perché possono farci stare bene lo stesso. Poi magari impari a farle meglio. Magari resti mediocre. Magari continui a farle male. Ma continuerai a stare bene mentre le fai. E onestamente? Questa è l’unica cosa che conta davvero.
Quindi ti lascio una cosa semplice, questa settimana:
e non dirlo a nessuno. non migliorare. non performare. non documentare. Fallo e basta.
E forse è anche da queste riflessioni che è nato il mio prossimo workshop che terrò a Parma sabato 23 Maggio. É andato soldout in pochissimo tempo è vero, ma devi comunque venire a sbirciare perché sarà all’interno di Gorilla Market dove ti aspettano arte e design, chiacchiere e persone che vibrano alla tua stessa frequenza. Ci sarà anche un po’ della mia arte in vendita e un mio prodotto nuovo nuovissimo che non avete ancora visto.
Presso Spazio Alexander in via Venezia 155 a Parma.
Ti aspetto. Ci vediamo lì. Dal vivo. Finalmente.
Enrica
Ps. Se quello che hai letto qui ti risuona e senti che questo è anche il tuo linguaggio, lascia un like o un commento per supportarmi, e fai girare un po’ di belle energie.
Pss: nel mio atelier emozionale trovi oggetti pensati per accompagnarti a vivere con più presenza e consapevolezza questo viaggio sul pianeta terra.
Grazie per essere qui e per avere il coraggio di guardarti dentro. Non è da tutte.
Un abbraccio,
Enrica
Qualche consiglio dal mio atelier:
Le carte delle dee “Vivo da dea” per risvegliare la dea che é in te
Le “stampe emozionali” per vivere una vita che ti somiglia anche tre le pareti di casa o dell’ufficio.
Le “ Illustrazioni su commissione” per una esperienza immersiva e sartoriale nel mondo dell’illustrazione
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