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EfficaceMente · Jun 15, 2026

Lo stai tradendo...

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Andrea Giuliodori · EfficaceMente

Ciao! Prima di andare alla newsletter di questa settimana...

Ci sei stasera?

Alle 20:30 italiane di oggi, lunedì 15 giugno, terrò una sessione strategica in cui presenterò il metodo LifePlan: 90 minuti per riprogettare la nostra vita dalle fondamenta ed uscire dalla "nebbia esistenziale".

Se non lo hai ancora fatto, puoi ricevere il link di partecipazione registrandoti gratis da questa pagina.

...ma veniamo a quello di cui volevo parlarti questo lunedì.

Sai...

In questo preciso istante stiamo tradendo qualcuno.

Lo facciamo ogni giorno. E ormai lo facciamo senza neanche accorgercene.

A sostenerlo è Meghan Sullivan, professoressa di Filosofia dell’Università di Notre Dame, nell’Indiana.

Da anni studia un tema apparentemente astratto, ma che in realtà ci tocca molto da vicino: il nostro rapporto con il tempo.

Nel suo libro del 2018, “Time Biases“, arriva a una conclusione tanto scomoda quanto difficile da ignorare:

“La persona che tradiamo ogni giorno è il nostro Io Futuro.”

Secondo la prof.ssa Sullivan, noi esseri umani siamo profondamente e sistematicamente irrazionali nel modo in cui ci rapportiamo al tempo.

Diamo un peso sproporzionato a ciò che sentiamo e desideriamo nel momento presente, sminuendo invece i bisogni e le preferenze delle nostre versioni future. Finiamo così per trattare il nostro Io Futuro peggio di come tratteremmo uno sconosciuto.

Facci caso...

Ogni scorciatoia che ci concediamo oggi la paga sempre qualcun altro. Solo che quel qualcun altro, alla fine dei conti, siamo sempre noi.

Ogni volta che restiamo svegli fino alle 2 di notte a scrollare, il conto lo paga la nostra versione futura che si sveglierà stravolta l’indomani mattina.

Ogni volta che procrastiniamo quel compito o quell’attività, perché “non siamo nel giusto mood, il conto lo paga la nostra versione futura che dovrà fare maratone di caffè e lavoro per recuperare gli arretrati.

Ogni volta che sgarriamo a tavola, il conto lo paga la nostra versione futura appena sale sulla bilancia.

Il buon Nassim Nicholas Taleb ha dedicato un intero libro a questa specifica idea, “Skin in the Game“. La sua tesi è molto semplice: quando chi prende le decisioni non paga il prezzo delle sue scelte, succedono disastri.

Vale in politica, vale nelle aziende, vale in finanza.

Ma il caso più subdolo di tutti lo viviamo dentro di noi: chi decide (l’Io Presente) e chi paga il prezzo di quelle decisioni (l’Io Futuro) sono la stessa persona, ma, come visto, il nostro rapporto distorto con il tempo ci porta a trattare il nostro Io Futuro come un estraneo.

Non solo.

Per giustificare le nostre scelte irrazionali ci appelliamo a luoghi comuni e frasi fatte: “carpe diem”, “YOLO (You Only Live Once)”, “meglio un uovo oggi che una gallina domani”.

Queste decisioni illogiche, però, rimangono - secondo la Sullivan - dei banali bias (distorsioni cognitive).

La prof.ssa di Filosofia dell’Indiana arriva a paragonare il modo in cui trattiamo le nostre versioni future ad atteggiamenti odiosi come il razzismo o il sessismo.

In tutti questi casi, infatti, sminuiamo i bisogni, gli interessi e l’importanza di una persona, a causa di un tratto che in realtà non c’entra niente con il valore intrinseco di quella persona.

Per il razzismo, quel tratto è il colore della pelle.
Per il sessismo, quel tratto è il genere.

Per quanto riguarda invece il rapporto con il nostro Io Futuro, quel tratto è la sua apparente assenza, ovvero il fatto che quella nostra versione futura non sia ancora qui a difendere le sue prerogative.

Questo tratto, però, non dovrebbe portarci a ignorare le sue necessità.

Perché lui esisterà e quando esisterà, proverà dolore, frustrazione e insoddisfazione con la stessa intensità con cui noi li proviamo oggi a causa degli errori fatti o delle opportunità perse dal nostro Io Passato.

Ogni volta che scegliamo la comodità e il piacere immediato, a scapito della nostra realizzazione futura, è come se guardassimo dritto negli occhi il nostro Io Futuro e gli dicessimo:

“Tu non conti un ca**o!”

La cosa più ingiusta?

Lui non può neanche ribattere, può solo subire le scelte sbagliate che noi facciamo nel momento presente.

Beh, spetta a noi restituirgli la sua voce.

Non perché il nostro Io Futuro debba dettare tutte le nostre scelte; ma perché è giusto che anche lui abbia un posto al tavolo delle decisioni.

È con questo confronto sincero e schietto tra i rimpianti dell’Io Passato, le pulsioni dell’Io Presente e i sogni dell’Io Futuro, che smettiamo di tradirci e iniziamo a costruire la vita che abbiamo sempre desiderato.

Oggi non tradirlo.

Ci rileggiamo lunedì prossimo con il tuo Io Futuro 😉

Andrea Giuliodori.

Ps. La sessione strategica di stasera sarà sicuramente un'importante occasione per dare voce al nostro Io Futuro e scoprire come progettare insieme il nostro "LifePlan".

Appuntamento alle 20:30.

Ricevi il link di partecipazione registrandoti gratis da questa pagina (clicca qui).

Read the original on efficacemente.substack.com

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