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Stefania Crepaldi · Jul 11, 2026

5 romanzi da leggere quest'estate (e 5 lezioni di scrittura da portare a casa)

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Stefania Crepaldi · Stefania Crepaldi

Ogni estate mi fanno sempre la stessa domanda: Stefania, cosa mi consigli di leggere in vacanza? La risposta cambia ogni anno perché ogni estate mi lascia in eredità romanzi diversi, che arrivano al momento giusto. Quest’anno, però, ho deciso di fare una cosa diversa. Non voglio consigliarti semplicemente cinque libri belli.

Vorrei consigliarti cinque romanzi che, oltre a farti compagnia sotto l’ombrellone, possono insegnarti qualcosa di molto concreto sulla scrittura.

Perché ogni grande romanzo, se lo osservi con attenzione, nasconde anche una lezione tecnica e alcune di queste lezioni valgono più di tanti manuali.

Nota importante: se ti piace scrivere romanzi, leggere tanto non vuol dire in automatico scrivere meglio. Migliori la scrittura SOLO se riesci a comprendere l’infrastruttura narrativa che c’è dietro i bei romanzi.

Se mi segui da un po’ sai che per me la progettazione narrativa è fondamentale, quindi pianificare la storia prima di scriverla non è un optional, è la basa fondamentale per diventare scrittori e scrittrici migliori.

In particolare, se vuoi capire come si costruisce la tensione narrativa, questo è il romanzo che leggerei per primo.

Camilla Sten è una scrittrice svedese che, in pochi libri, ha dimostrato di avere una padronanza impressionante del thriller psicologico.

La storia ruota attorno a un addio al nubilato organizzato su una piccola isola praticamente isolata dal resto del mondo. Ed è proprio questa scelta a far nascere la prima lezione: l’ambientazione, un’isola che diventa lo scenario perfetto quasi come i gialli con delitto in una camera chiusa.

I personaggi sono pochi, il tempo è limitato, le possibilità di fuga sono quasi nulle. Quando riduci lo spazio e il tempo, aumenti automaticamente la tensione.

La vera magia di questo romanzo è l’escalation. Pagina dopo pagina la tensione cresce senza quasi che tu te ne accorga, è una costruzione chirurgica.

Se vuoi imparare come si aumenta il ritmo emotivo di una storia senza ricorrere continuamente ai colpi di scena, questo romanzo è una piccola lezione di tecnica narrativa.

Questo è uno di quei romanzi che ti ricordano quanto la letteratura possa essere precisa.

Parla di una separazione, di un padre, di una madre, di una bambina e delle conseguenze che un evento può avere nel tempo sulle persone che lo attraversano.

La cosa che mi ha colpita di più è lo stile. Ogni frase sembra composta con una cura quasi artigianale. C’è un passaggio che continuo a portarmi dietro dopo settimane:

Tutti noi desideriamo che chi amiamo sia libero e, allo stesso tempo, sottomesso al nostro controllo. Chi nega questo semplice fatto, mente.

Ci sono romanzi che raccontano una storia e romanzi che riescono anche a raccontare una verità sull’essere umano. Questo appartiene decisamente alla seconda categoria.

Marcello Simoni continua a essere uno degli autori italiani che ammiro di più dal punto di vista tecnico.

Questa nuova avventura del precettore Vitale Federici, ambientata nella Garfagnana del 1794, si legge con una naturalezza quasi disarmante.

Ed è proprio questa naturalezza a essere la sua forza. Quando un romanzo sembra semplice, molto spesso significa che dietro c’è un lavoro enorme.

Italo Calvino parlava di esattezza. Credo che Marcello Simoni la pratichi in maniera esemplare. Ogni informazione arriva nel momento giusto, mai prima, mai dopo.

Il lettore non si sente mai sopraffatto dalla documentazione storica eppure, mentre legge, impara continuamente qualcosa.

È un equilibrio difficilissimo da raggiungere. Ed è uno dei motivi per cui continuo a consigliare i suoi romanzi a chi vuole imparare a scrivere narrativa storica.

Questo è stato uno degli incontri più belli dell’anno. L’ho iniziato per curiosità e l’ho finito con grande entusiasmo.

Il romanzo prende avvio da un baby shower che finisce nel peggiore dei modi: qualcuno appicca un incendio e tutte le partecipanti diventano sospettate.

Il mistero del responsabile dell’incendio è quasi un pretesto.

La vera storia è quella di quattro amiche, quattro donne, quattro modi completamente diversi di vivere la femminilità, la maternità, il desiderio, il senso di colpa, le aspettative della società.

Dal punto di vista tecnico è una lezione preziosissima perché ogni personaggio ha una voce riconoscibile che viene restituita al lettore attraverso la tecnica del narratore multiplo.

Leggendo non hai mai bisogno di controllare chi stia parlando perché lo senti, ed è uno degli aspetti più difficili da costruire quando si lavora con il punto di vista multiplo.

Chiudo con un romanzo breve solo nella lunghezza, perché dentro queste pagine c’è una riflessione enorme sul libero arbitrio, sulla responsabilità e sul controllo esercitato dalle nuove tecnologie.

Anche qui la costruzione narrativa è molto interessante. La scansione temporale è rigorosa. Ogni parte accompagna il lettore verso una posta in gioco sempre più alta. I personaggi entrano in scena quando devono entrare e ogni dialogo sembra avere uno scopo preciso.

C’è uno scambio che, secondo me, racchiude il senso dell’intero romanzo.

«Sa cosa mi piace del libero arbitrio?»

«No.»

«Prenda questa situazione. Lei è libera di scegliere, liberissima, ma non sarà libera dalle conseguenze della sua scelta. Ci rifletta bene.»

Mi fissò sgomenta.

«Questo è delizioso, non pensa?»

È uno di quei dialoghi che continuano a lavorarti dentro anche dopo aver chiuso il libro.

Ed è proprio questo, forse, il filo rosso che unisce tutti e cinque questi consigli.

Sono romanzi molto diversi per genere, stile, voce e atmosfera.

Ma hanno una caratteristica in comune: non cercano soltanto di raccontare una storia; insegnano, quasi senza che tu te ne accorga, come quella storia è stata costruita.

Ed è il motivo per cui continuo a pensare che leggere sia ancora il modo migliore per imparare a scrivere.

Bisogna imparare a leggere due volte: la prima da lettori, la seconda da scrittori.

Prima di salutarti, se questa lista ti è stata utile fammelo sapere con un like. Se hai già letto uno di questi romanzi, confrontiamoci nei commenti. Se stai leggendo un romanzo bellissimo che vuoi condividere col mondo da quanto è bello, scrivimi il titolo nei commenti.

Buona lettura.

Noi ci rileggiamo sabato prossimo,

Stefania

PS: se mentre sei sotto l’ombrellone, oltre a leggere, vuoi anche studiare la narratologia e capire come progettare l’infrastruttura narrativa del tuo romanzo, in LabScrittore+ trovi tutto quello che ti serve.

Read the original on editorromanzi.substack.com

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